Dalle calzature si risale alla mia altezza? Bah
Su alcune scoperte o presunte tali rimango sempre un po’ scettico e anche questa volta la notizia mi lascia un po’ così, assai indifferente.
Sedetevi comodi che vi parlo della questione delle presunte mie calzature e la relazione che hanno con la mia altezza ma prima vi faccio una premessa.
A parte la dubbia utilità del sapere quale fosse stata la mia altezza, davvero dalla taglia delle scarpe si ricava l’altezza delle persone? Il mio alter ego ha un bel 43 di piede ed è alto 1,75 cm mentre sua cugina ha un 38 di piede su un’altezza di 1,81 m. Il piede grande non è sempre relazionato a una notevole altezza o viceversa, un piede piccolino non sempre corrisponde a una persona bassa.
Adesso che vi ho fatto una doverosa premessa vi racconto il fatto così da avere il quadro complessivo della situazione.
A Casa Buonarroti è conservato un paio di scarpe di cuoio assai semplici e un’altra calzatura singola (la compagna sparì nel nulla nel 1873). Questi calzari si pensa potessero appartenere a me anche se non c’è la certezza assoluta di ciò. Furono rinvenuti nella mia casa fiorentina dopo la mia morte e si pensò fossero miei.
Potrebbero essere invece appartenuti a un servitore, un collaboratore, chissà. Non è dato sapere.
Queste tre calzature sono stare recentemente analizzate dall’altropologa forenze Elena Varotto del FAPAB Research Center di Avola e dal paleontologo Francesco M.Galassi con lo scopo di ricavare qualche informazione in più relative al mio aspetto fisico.
Gli studiosi hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche sulla rivista scientifica Anthropologie affermando che chi indossava quelle pantofole fosse un uomo alto più o meno un metro e sessanta. Che non fossi uno spilungone è cosa nota da lungi tanto che anche il Vasari ne parla nelle Vite in questi termini: “Fu di statura mediocre, nelle spalle largo, ma ben proporzionato con tutto il resto del corpo. Alle gambe portò invecchiando di continuo stivali di pelle…”… già, gli stivali di pelle, spesso portavo proprio quelli.
Lo stile delle calzature presenti a Casa Buonarroti e la loro fattura è quella tipica rinascimentale come sostiene anche l’esperta di storia del costume Elisa Tosi Brandi. Al momento si è preferito non effettuare la prova del carbonio 14 per non alterare i reperti.
Vedremo se ci saranno ulteriori sviluppi sulla vicenda anche se al momento non è che mi appassioni più di tanto.
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti.

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