Vai al contenuto

1 luglio 1872: muore Puttinati, lo scultore del Masaniello che gli austriaci avevano censurato

Il 1° luglio 1872 si spegne a Milano Alessandro Puttinati, uno dei più importanti scultori italiani dell’Ottocento e protagonista della stagione romantica e risorgimentale. Nato a Verona nel 1801, Puttinati riuscì a conquistare un posto di primo piano nella scultura italiana grazie a una produzione che seppe coniugare l’eleganza del classicismo con una sensibilità moderna, capace di interpretare le passioni civili e i fermenti politici del suo tempo.

Oggi il suo nome è ricordato soprattutto per il potente Masaniello, una scultura che, ben oltre il soggetto storico, divenne un’autentica dichiarazione di libertà e un simbolo del Risorgimento italiano, tanto da suscitare la reazione censoria delle autorità austriache.

Annunci

La vita di Alessandro Puttinati

Alessandro Puttinati nacque a Verona nel 1801 e si formò all’Accademia di Belle Arti della sua città prima di trasferirsi a Milano, dove entrò nell’ambiente artistico più vivace della Lombardia. Fu profondamente influenzato dalla tradizione neoclassica, ma seppe presto sviluppare un linguaggio più romantico, caratterizzato da una maggiore intensità emotiva e da una forte attenzione alla resa psicologica dei personaggi.

Espose regolarmente alle celebri mostre dell’Accademia di Brera, ottenendo importanti riconoscimenti e numerose commissioni pubbliche e private. La sua produzione comprende monumenti celebrativi, ritratti, soggetti religiosi e opere ispirate alla storia e alla letteratura.

Tra le sue opere più note figurano la Bagnante, numerosi monumenti funerari e commemorativi e soprattutto il celebre Masaniello, destinato a diventare il suo capolavoro più discusso.

Annunci

Il Masaniello: la scultura che fece paura agli austriaci

Realizzato nel 1846, il Masaniello rappresenta il pescatore napoletano Tommaso Aniello d’Amalfi, protagonista della celebre rivolta popolare del 1647 contro il dominio spagnolo.

Ma dietro la scelta del soggetto storico si nascondeva un messaggio estremamente attuale.

Puttinati raffigurò Masaniello nel momento culminante della ribellione: il busto proteso in avanti, il volto acceso da una straordinaria energia e soprattutto il braccio alzato, gesto che sembra chiamare il popolo all’insurrezione. Lo sguardo fiero e determinato trasmette tutta la forza di un uomo diventato simbolo della lotta contro l’oppressione.

Annunci

Per il pubblico dell’epoca il riferimento era immediato. In pieno clima risorgimentale quella figura non evocava soltanto la rivolta napoletana del Seicento, ma sembrava rappresentare anche il desiderio contemporaneo di liberazione dall’occupazione austriaca.

Il significato politico risultò così evidente che le autorità imperiali reagirono con un’incredibile censura.

L’incisione che riproduceva la statua venne rapidamente ritirata dalla circolazione e fu censurato perfino l’articolo che Giuseppe Sacchi aveva scritto per il periodico Album dedicato all’Esposizione di Brera.

Un episodio che dimostra quanto una scultura potesse essere percepita come un potente strumento di propaganda patriottica.

Masaniello di Puttinati
Annunci

Un capolavoro tra arte e politica

Il Masaniello rappresenta uno dei momenti più alti della scultura romantica italiana. Pur mantenendo una raffinata qualità tecnica derivata dalla tradizione classica, Puttinati abbandona la compostezza neoclassica per dare spazio al movimento, alla tensione emotiva e alla partecipazione civile.

Il protagonista non appare come un eroe idealizzato, ma come un uomo del popolo investito da una missione storica. È proprio questa umanità a rendere la statua ancora oggi straordinariamente moderna.

La composizione, costruita lungo una linea ascendente culminante nel braccio levato verso il cielo, trasforma il gesto in un’autentica metafora della libertà. L’energia che percorre la figura sembra travalicare il marmo, coinvolgendo emotivamente lo spettatore.

Paolo e Francesca di Puttinati
Annunci

Dal collezionista Antonio Gargantini alla Galleria d’Arte Moderna di Milano

Il successo dell’opera fu immediato. Il Masaniello venne acquistato dal collezionista Antonio Gargantini, insieme a un’altra celebre scultura di Puttinati, la Bagnante.

Grazie al lascito testamentario di Gargantini del 1892, entrambe le opere entrarono a far parte delle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Milano, dove ancora oggi testimoniano uno dei momenti più significativi della scultura italiana dell’Ottocento.

Paolo e Virginia di Puttinati
Annunci

Per il moment il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Annunci

July 1, 1872: Puttinati, the sculptor of the Masaniello, censored by the Austrians, dies

On July 1, 1872, Alessandro Puttinati, one of the most important Italian sculptors of the 19th century and a protagonist of the Romantic and Risorgimento periods, died in Milan. Born in Verona in 1801, Puttinati achieved a prominent place in Italian sculpture thanks to a body of work that combined the elegance of classicism with a modern sensibility, capable of interpreting the civic passions and political turmoil of his time.

Today, his name is best remembered for the powerful Masaniello, a sculpture that, far beyond its historical subject, became a true declaration of freedom and a symbol of the Italian Risorgimento, so much so that it provoked censorship from the Austrian authorities.

The Life of Alessandro Puttinati

Alessandro Puttinati was born in Verona in 1801 and trained at the Academy of Fine Arts there before moving to Milan, where he entered the most vibrant artistic scene in Lombardy. He was profoundly influenced by the neoclassical tradition, but soon developed a more romantic language, characterized by greater emotional intensity and a strong focus on the psychological rendering of his subjects.

He exhibited regularly at the renowned exhibitions of the Brera Academy, receiving important awards and numerous public and private commissions. His production includes celebratory monuments, portraits, religious subjects, and works inspired by history and literature.

Among his best-known works are the Bather, numerous funerary and commemorative monuments, and above all the celebrated Masaniello, destined to become his most controversial masterpiece.

The Masaniello: The Sculpture That Frightened the Austrians

Created in 1846, the Masaniello depicts the Neapolitan fisherman Tommaso Aniello d’Amalfi, a protagonist in the famous 1647 popular revolt against Spanish rule.

But behind the choice of historical subject lay a highly timely message.

Puttinati depicted Masaniello at the culminating moment of the rebellion: his torso leaning forward, his face ablaze with extraordinary energy, and above all, his arm raised, a gesture that seems to call the people to insurrection. His proud and determined gaze conveys the full strength of a man who became a symbol of the fight against oppression.

For the public of the time, the reference was immediate. In the midst of the Risorgimento, the figure not only evoked the Neapolitan revolt of the seventeenth century, but also seemed to represent the contemporary desire for liberation from Austrian occupation.

The political significance was so evident that the imperial authorities reacted with incredible censorship.

The engraving depicting the statue was quickly withdrawn from circulation, and even the article Giuseppe Sacchi had written for the periodical Album dedicated to the Brera Exhibition was censored.

An episode that demonstrates how a sculpture could be perceived as a powerful instrument of patriotic propaganda.

A masterpiece between art and politics

The Masaniello represents one of the high points of Italian Romantic sculpture. While maintaining a refined technical quality derived from the classical tradition, Puttinati abandons neoclassical composure to give space to movement, emotional tension, and civic participation.

The protagonist appears not as an idealized hero, but as a man of the people invested with a historic mission. It is precisely this humanity that makes the statue still extraordinarily modern today.

The composition, constructed along an ascending line culminating in the arm raised toward the sky, transforms the gesture into a true metaphor for freedom. The energy flowing through the figure seems to transcend the marble, emotionally engaging the viewer.

From collector Antonio Gargantini to the Galleria d’Arte Moderna in Milan

The work’s success was immediate. The Masaniello was purchased by collector Antonio Gargantini, along with another famous sculpture by Puttinati, the Bather.

Thanks to Gargantini’s 1892 bequest, both works became part of the collections of the Galleria d’Arte Moderna in Milan, where they still stand as testament to one of the most significant moments in 19th-century Italian sculpture.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell, saying he’ll see you in future posts and on social media.

Sostienici – Support Us

Se questo blog ti piace e ti appassiona, puoi aiutarci a farlo crescere sempre più sostenendoci in modo concreto condividendo i post, seguendo le pagine social e con un contributo che ci aiuta ad andare avanti con il nostro lavoro di divulgazione. . ENGLISH: If you like and are passionate about this blog, you can help us make it grow more and more by supporting us in a concrete way by sharing posts, following social pages and with a contribution that helps us to move forward with our dissemination work.

10,00 €

Annunci

Leave a Reply