La Madonna delle Muneghette torna alla luce: il restauro del capolavoro di Sansovino
«Volava con le mani e con l’ingegno». È questa l’immagine che accompagna la riscoperta di Jacopo Sansovino attraverso la Madonna col Bambino e due putti, conosciuta come Madonna delle Muneghette, protagonista della rassegna “Caring for Art. Restauri in mostra” al Museo dell’Opificio delle Pietre Dure.
Dal 30 luglio al 30 settembre 2026, il pubblico potrà ammirare a Firenze la scultura appena uscita da un complesso intervento di restauro che ne ha restituito stabilità, leggibilità e forza espressiva, prima del ritorno alla sua sede originaria presso le I.R.E. – Istituzioni di Ricovero ed Educazione di Venezia.
La Madonna delle Muneghette, il genio di Sansovino nei materiali poveri
La straordinaria particolarità dell’opera risiede nella sua tecnica esecutiva. Per lungo tempo considerata un semplice modello preparatorio in cartapesta destinato a essere tradotto in un materiale più prezioso, oggi la Madonna delle Muneghette viene interpretata dagli studiosi come una scultura compiuta, nata da una scelta tecnica precisa.
Sansovino utilizzò infatti materiali umili come tela, gesso e cartapesta, modellando alcune parti separatamente attraverso calchi e assemblandole poi con interventi diretti. Una soluzione lontana dalla tradizione dei grandi marmi rinascimentali, ma perfettamente coerente con la sua esperienza nella realizzazione di apparati effimeri e opere destinate anche a committenti con risorse economiche più limitate.
Una scelta che rivela ancora una volta la straordinaria capacità dell’artista di trasformare la materia in emozione, dimostrando che il valore di una scultura non dipende soltanto dalla preziosità del materiale, ma dall’intelligenza creativa di chi la plasma.
Il restauro ha restituito movimento e armonia alla scultura veneziana
Quando è arrivata nei laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure, la Madonna delle Muneghette versava in condizioni molto delicate. La struttura interna era compromessa, erano presenti deformazioni e numerose lacune che rendevano difficile percepire l’originaria eleganza della composizione.
L’intervento, finanziato dalla Venetian Heritage Foundation, ha richiesto il lavoro congiunto dei restauratori specializzati nei settori sculture lignee policrome e materiali ceramici, plastici e vitrei, affiancati dalle analisi scientifiche dei laboratori diagnostici dell’Istituto.
La fase più innovativa ha riguardato la ricostruzione degli elementi mancanti attraverso scansione digitale e stampa 3D, una tecnologia che ha permesso di recuperare parti fondamentali senza alterare la natura storica dell’opera.
Grazie a un nuovo sistema di sostegno interno è stato possibile restituire alla Madonna la corretta inclinazione, recuperando quel delicato movimento con cui la Vergine protegge il Bambino e si rivolge idealmente ai fedeli.
Una Vergine materna ispirata a Donatello ma unica nel linguaggio di Sansovino
«Jacopo Tatti ci offre un’interpretazione raffinata e umanissima del tema della Madonna con Bambino», ha spiegato Emanuela Daffra, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure.
Nel volto assorto della Vergine si riconosce il dialogo con la tradizione di Donatello, in particolare con la Madonna realizzata per l’altare del Santo a Padova. Ma Sansovino trasforma quel modello in qualcosa di profondamente personale: la madre si piega verso il figlio, lo stringe con dolcezza e crea un rapporto intimo con chi osserva.
Il restauro ha scelto di non cancellare completamente le ferite del tempo. Le lacune lasciate visibili raccontano infatti la tecnica originale e permettono di comprendere la straordinaria sperimentazione dell’artista.
“Caring for Art”: il restauro diventa racconto e conoscenza
La mostra fiorentina non è soltanto un’esposizione di un’opera recuperata, ma un’occasione per entrare nel mondo del restauro e scoprire il lavoro quotidiano degli specialisti dell’Opificio delle Pietre Dure.
“Caring for Art. Restauri in mostra” nasce proprio con questo obiettivo: raccontare gli interventi degli undici settori dell’Istituto attraverso opere appena restaurate, mostrando come scienza, tecnologia e sensibilità artistica possano restituire nuova vita ai capolavori del passato.
La Madonna delle Muneghette di Sansovino diventa così il simbolo di una bellezza fragile ma resistente, capace di attraversare i secoli grazie all’incontro tra il genio dell’artista e la cura dei restauratori.
Dove vedere la Madonna delle Muneghette restaurata a Firenze
La scultura sarà esposta fino al 30 settembre 2026 al Museo dell’Opificio delle Pietre Dure, in via degli Alfani 78 a Firenze.
L’ingresso è compreso nel biglietto del museo: 6 euro intero, 2 euro ridotto.
Orari: lunedì-sabato dalle 8.15 alle 14.00.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
The Madonna delle Muneghette returns to light: the restoration of Sansovino’s masterpiece
“He flew with his hands and his ingenuity.” This is the image that accompanies the rediscovery of Jacopo Sansovino through the Madonna and Child with Two Putti, known as the Madonna delle Muneghette, the protagonist of the exhibition “Caring for Art. Restorations on Display” at the Museo dell’Opificio delle Pietre Dure.
From July 30 to September 30, 2026, the public will be able to admire the sculpture in Florence, fresh from a complex restoration that has restored its stability, legibility, and expressive power, before returning it to its original home at the I.R.E. – Institutions for Recovery and Education in Venice.
The Madonna delle Muneghette, Sansovino’s genius in humble materials
The extraordinary uniqueness of the work lies in its execution technique. Long considered a simple papier-mâché preparatory model destined to be translated into a more precious material, today the Madonna delle Muneghette is interpreted by scholars as a finished sculpture, born of a precise technical choice.
Sansovino used humble materials such as canvas, plaster, and papier-mâché, modeling some parts separately using casts and then assembling them directly. This solution was far from the tradition of the great Renaissance marbles, but perfectly consistent with his experience in creating ephemeral installations and works for clients with more limited financial resources.
This choice once again reveals the artist’s extraordinary ability to transform matter into emotion, demonstrating that the value of a sculpture depends not only on the preciousness of the material, but on the creative intelligence of the person who shapes it.
The restoration has restored movement and harmony to the Venetian sculpture
When it arrived at the Opificio delle Pietre Dure laboratories, the Madonna delle Muneghette was in very delicate condition. The internal structure was compromised, with deformations and numerous gaps that made it difficult to perceive the original elegance of the composition.
The project, funded by the Venetian Heritage Foundation, required the joint work of restorers specializing in polychrome wooden sculptures and ceramic, plastic, and glass materials, supported by scientific analyses from the Institute’s diagnostic laboratories.
The most innovative phase involved the reconstruction of the missing elements through digital scanning and 3D printing, a technology that allowed us to recover key parts without altering the historical nature of the work.
Thanks to a new internal support system, it was possible to restore the Madonna’s correct inclination, restoring the delicate movement with which the Virgin protects the Child and ideally addresses the faithful.
A maternal Virgin inspired by Donatello but unique in the language of Sansovino
“Jacopo Tatti offers us a refined and very human interpretation of the theme of the Madonna and Child,” explained Emanuela Daffra, Superintendent of the Opificio delle Pietre Dure.
The Virgin’s pensive face reveals a dialogue with Donatello’s tradition, particularly with the Madonna created for the altar of the Saint in Padua. But Sansovino transforms that model into something profoundly personal: the mother leans toward her child, holding him gently, and creating an intimate connection with the viewer.
The restoration chose not to completely erase the scars of time. The gaps left visible reveal the original technique and allow us to understand the artist’s extraordinary experimentation.
“Caring for Art”: Restoration becomes story and knowledge
The Florentine exhibition is not simply an exhibition of a restored work, but an opportunity to enter the world of restoration and discover the daily work of the specialists at the Opificio delle Pietre Dure.
“Caring for Art. Restorations on Display” was born with this very objective: to recount the work of the Institute’s eleven departments through newly restored works, demonstrating how science, technology, and artistic sensitivity can breathe new life into masterpieces of the past.
Sansovino’s Madonna delle Muneghette thus becomes the symbol of a fragile yet resilient beauty, capable of surviving the centuries thanks to the encounter between the artist’s genius and the painstaking work of restorers.
Where to see the restored Madonna delle Muneghette in Florence
The sculpture will be on display until September 30, 2026, at the Museo dell’Opificio delle Pietre Dure, at Via degli Alfani 78 in Florence.
Admission is included in the museum ticket: €6 full price, €2 reduced price.
Hours: Monday-Saturday, 8:15 am to 2:00 pm.

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