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Gli affreschi quattrocenteschi della Cappella Sistina

Gli affreschi del secondo registro della Cappella Sistina vennero realizzati dai più grandi artisti del Quattrocento. Sapete che quei due cicli di capolavori molto hanno a che fare con una scomunica? Sedetevi comodi che vi inizio a raccontare ogni cosa per filo e per segno.

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La scomunica

Il 1 giugno del 1478 Sisto IV scomunicò Lorenzo il Magnifico, tutti quelli che lo seguivano e una ventina di giorni dopo pure tutti i cittadini di Firenze. Dopo l’attentato dei Pazzi era stato arrestato il cardinale Raffaele Riario (vi ricorda niente questo nome? Leggete QUA) perché ritenuto uno dei vari responsabili della Congiura dei Pazzi.

Il cardinale però godeva dell’immunità ecclesiastica, oltre ad essere un amico del papa, e quindi intoccabile. Ecco perché Sisto IV scomunicò la casata dei Medici e Firenze tutta.

Episodi della vita di Mosè di Sandro Botticelli
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L’arrivo degli artisti fiorentini a Roma

Dopo diversi mesi di tira e molla e di alleanze, papa Sisto IV tolse la scomunica. Per rinsaldare i rapporti con la Chiesa, Lorenzo il Magnifico decise di inviare a Roma i più talentuosi artisti fiorentini per metterli al servizio del papa. Sisto IV fu ben felice di ricevere quella manna dal cielo e affidò nelle loro mani le decorazioni laterali della Cappella Sistina.

Particolare Ultimi atti della vita di Mosè di Luca Signorelli e Bartolomeo della Gatta, 1482
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Pietro Perugino in quel frangente già s’era messo a lavorare a quel grandioso progetto cominciando dalla pala d’altare: un affresco raffigurante l’Assunta che poi distrussi io in anni successivi ma questa è un’altra storia che potete leggere QUA.

La Punizione di Core, Datan e Abiron del Botticelli
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L’incarico di decorare le pareti fu affidato ai fiorentini Domenico Ghirlandaio, Botticelli e Cosimo Rosselli. Il soggetto era già stato deciso: da una parte le Storie di Mosè e dall’altra quelle di Cristo.

Nella fascia più alta sarebbero poi stati affrescati i primi papi martirizzati.

I grandi affreschi, per contratto, avrebbero dovuto essere realizzati in tempi assai brevi e quindi gli artisti furono supportati da validissimi aiuti come Bartolomeo della Gatta, Fra Diamante, Piero di Cosimo e il Pinturicchio.

L’ultima Cena di Cosimo Rosselli
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Perugino coordinatore dei lavori

Fu il Perugino a occuparsi di coordinare il lavoro di tutti gli altri artisti per evitare che gli affreschi fossero molto differenti gli uni dagli altri non potendo dunque dare una visione d’insieme armonica.

Scelse quindi le dimensioni delle figure, le tonalità di colore, e come vestire i protagonisti Mosè e Cristo. Fu sempre lui che segnò la linea dell’orizzonte.

La consegna delle Chiavi di Pietro Perugino
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Le corrispondenze fra la parete di sinistra e quella di destra

Entrambi i cicli di affreschi hanno un solo tema ovvero il cammino per la salvezza ma non solo. Per leggere il significato delle scene, bisogna guardare l’opera di sinistra e quella che gli sta dinnanzi sulla parete destra perché hanno corrispondenze molto strette. Messaggi comune in opere apparentemente diverse insomma.

Particolare della Vocazione dei primi Apostoli del Ghirlandaio
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Gli affreschi

  1. Viaggio di Mosè in Egitto di Pietro Perugino e aiuti, 1482
  2. Il Battesimo di Cristo di Pietro Perugino, 1482
  3. Episodi della vita di Mosè di Sandro Botticelli, 1481-1482
  4. Le tentazioni di Cristo di Sandro Botticelli, 1482
  5. Il passaggio del Mar Rosso di Biagio d’Antonio Tucci 1481-1482
  6. La vocazione dei primi Apostoli di Domenico Ghirlandaio 1481-1482
  7. Consegna delle tavole della Legge di Cosimo Rosselli e aiuti, 1481-1482
  8. Il discorso della montagna di Cosimo Rosselli e aiuti, 1481-1482
  9. Punizione di Core, Dathan e Abiram di Sandro Botticelli 1481-1482
  10. La consegna delle Chiavi di Pietro Perugino, 1481-1482
  11. Ultimi atti della vita di Mosè di Luca Signorelli e Bartolomeo della Gatta, 1482
  12. L’ultima Cena di Cosimo Rosselli e aiuti, 148-1482
Consegna delle tavole della Legge di Cosimo Rosselli
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Curiosità

Negli affreschi quattrocenteschi della Sistina gli artisti adoperarono un gran quantitativo di oro. Perché ne fu adoperato così tanto?

I motivi sono essenzialmente due: sia per prendere l’opera ancora più importante e preziosa che per sfruttare al massimo l’illuminazione del tempo.

Particolare della Consegna delle tavole della Legge di Cosimo Rosselli
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La luce delle candele non riusciva a rischiarare bene ogni angolo della Cappella ma grazie all’uso dell’oro, i riflessi generati dal bagliore dei lumi, facevano scintillare le opere rendendo alcuni particolari ben evidenti.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

The fifteenth-century frescoes of the Sistine Chapel

The frescoes in the second register of the Sistine Chapel were made by the greatest artists of the fifteenth century. Do you know that those two cycles of masterpieces have a lot to do with an excommunication? Sit comfortably and I will begin to tell you everything in detail.

The excommunication

On June 1, 1478, Sixtus IV excommunicated Lorenzo the Magnificent, all those who followed him and twenty days later also all the citizens of Florence. After the Pazzi attack, Cardinal Raffaele Riario was arrested (does this name remind you of anything? Read HERE) because he was considered one of the various leaders of the Pazzi conspiracy.

The cardinal, however, enjoyed ecclesiastical immunity, as well as being a friend of the pope, and therefore untouchable. This is why Sixtus IV excommunicated the Medici family and all of Florence.

The arrival of Florentine artists in Rome

After several months of back and forth and alliances, Pope Sixtus IV lifted the excommunication. To strengthen relations with the Church, Lorenzo the Magnificent decided to send the most talented Florentine artists to Rome to put them at the pope’s service. Sixtus IV was happy to receive that manna from heaven and entrusted the side decorations of the Sistine Chapel into their hands.

Pietro Perugino at that juncture had already started working on that grandiose project starting from the altarpiece: a fresco depicting the Assumption which I then destroyed in subsequent years but this is another story that you can read HERE.

The task of decorating the walls was entrusted to the Florentines Domenico Ghirlandaio, Botticelli and Cosimo Rosselli. The subject had already been decided: on the one hand the Stories of Moses and on the other those of Christ.

The first martyred popes would then have been frescoed in the highest band.

The large frescoes, by contract, should have been done in a very short time and therefore the artists were supported by very valid aids such as Bartolomeo della Gatta, Fra Diamante, Piero di Cosimo and Pinturicchio.

Perugino coordinator of the works

It was Perugino who took care of coordinating the work of all the other artists to prevent the frescoes from being very different from each other, thus not being able to give a harmonious overview.

He then chose the size of the figures, the shades of color, and how to dress the protagonists Moses and Christ. It was always he who marked the horizon.

Ultimi atti della vita di Mosè di Luca Signorelli e Bartolomeo della Gatta, 1482
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The correspondences between the left and right walls

Both cycles of frescoes have a single theme or the path to salvation but not only. To read the meaning of the scenes, you have to look at the work on the left and the one in front of it on the right wall because they have very close correspondences. In short, common messages in apparently different works.

The frescoes

Journey of Moses to Egypt by Pietro Perugino and aids, 1482
The Baptism of Christ by Pietro Perugino, 1482
Episodes from the life of Moses by Sandro Botticelli, 1481-1482
The Temptations of Christ by Sandro Botticelli, 1482
The passage of the Red Sea by Biagio d’Antonio Tucci 1481-1482
The vocation of the first Apostles by Domenico Ghirlandaio 1481-1482
Delivery of the tables of the Law of Cosimo Rosselli and aids, 1481-1482
The Sermon on the Mount by Cosimo Rosselli and aides, 1481-1482
Punishment of Kore, Dathan and Abiram by Sandro Botticelli 1481-1482
The Delivery of the Keys by Pietro Perugino, 1481-1482
Last acts in the life of Moses by Luca Signorelli and Bartolomeo della Gatta, 1482
The Last Supper by Cosimo Rosselli and assistants, 148-1482

Curiosity

The light of the candles could not illuminate every corner of the chapel well but thanks to the use of gold, the reflections generated by the glow of the lamps made the works sparkle, making some details very evident.

In the fifteenth-century frescoes of the Sistine the artists used a large quantity of gold. Why was so much used?

The reasons are essentially two: both to take the even more important and precious work and to make the most of the lighting of the time.

The light of the candles could not illuminate every corner of the chapel well but thanks to the use of gold, the reflections generated by the glow of the lamps made the works sparkle, making some details very evident.

Always yours Michelangelo Buonarroti with his stories

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