Vai al contenuto

Pietrasanta. Michelangelo Experience? No, grazie

A Pietrasanta, durante tutta l’estate, verrà proposta Michelangelo Experience – Alle origini del marmo. Di cosa si tratta?

Sedetevi comodi che vi racconto quello che ho visto ieri 28 maggio, giorno di presentazione del nuovo evento proposto al Musa, il Museo Virtuale della Scultura e dell’Architettura.

Annunci

La spettacolarizzazione dell’arte

Una cosa ripetuta all’infinito non è che poi diventi vera, diventa solo più orecchiabile.

L’idea di far avvicinare i giovani all’arte con proposte di questo tipo è fuorviante. Più volte è stato ripetuto tale concetto in conferenza stampa. Con questo tipo di eventi però, i giovani si avvicinano solo a un’idea di arte spettacolarizzata.

Un mix tra messa in scena teatrale, immagini e visori VR che fanno raccontare a una voce narrante che interpreta me e a un attore che legge il testo su un cavalletto da pittura, le opere mie per sommi capi.

Non fui io a scegliere di lavorare gratuitamente per la Fabbrica di San Pietro. Papa Carafa m’aveva tolto la rendita a vita che m’aveva concesso in precedenza papa Paolo III Farnese, derivante dagli introiti del passo sul Po.

Carafa avrebbe fatto qualsiasi cosa per colpirmi e, se non fosse stato che sulla costruzione della nuova basilica si stava giocando tutto l’onore della Chiesa, m’avrebbe fatto inquisire come fece per i miei amici appartenenti alla cerchia degli Spirituali. Mi minò sul terreno degli introiti e io, senza cedergli niente, decisi di lavorare anche gratis affermando di farlo come espiazione per i miei peccati.

Senza dubbio l’esperienza è spettacolare ma per l’appunto di spettacolo si tratta e come tale va inteso senza la necessità di trovargli altre formule per proporlo a chi lo andrà a vedere.

Annunci

Leggende metropolitane riproposte per l’ennesima volta

Alcune dicerie infondate e leggende metropolitane dure a morire sul mio conto vengono puntualmente riproposte durante l’evento. La storia della martellata sul ginocchio del Mosè è pura invenzione come non è vero il fatto che il David abbia il capo e le mani sproporzionate.

Ha testa e mani grandi, sì, ma la sproporzione in anatomia è altra cosa. Andatevi a leggere il resoconto dell’anatomia visiva fatta dagli anatomopatologi Bernabei e Gulisano, commissionata prima del restauro del David dall’allora sovrintendente del Polo Museale Fiorentino Paolucci.

Il futuro Re David non fu artefice del proprio destino

Nel testo fatto leggere dalla voce narrante che interpreta me, mi vien fatto dire che ‘l’uomo è l’artefice del proprio destino’ con riferimento al David. Eh no, è proprio l’opposto.

Nel David c’è la totale fiducia in Dio, l’affidarsi completamente a Lui per vincere ad armi impari Golia, armato per l’appunto solo della fiducia nel Creatore.

Annunci

Manca un ordine cronologico coerente

Vogliamo parlare delle opere non proposte in ordine cronologico? Dalla Pietà Vaticana al Mosè alla cupola di San Pietro, dagli Schiavi del Louvre al Tondo Doni arrivando poi alla Creazione di Adamo della volta della Sistina. La rappresentazione termina con la Pietà Rondanini.

Misi mani al Tondo Doni a Firenze tra il 1505 e il 1506 mentre cominciai a lavorare al Mosè diversi anni dopo, tra il 1513 e il 1516 nella mia casa romana di Macel de’ Corvi. In mezzo a quelle due opere di acqua sotto i ponti ne passò parecchia, compresa la realizzazione degli affreschi della volta della Cappella Sistina che invece vengono raccontati (solo la Creazione di Adamo) finanche prima degli Schiavi portati in Francia dall’esiliato Roberto Strozzi. E sì, glieli avevo donati dopo il 1546 come ringraziamento per avermi accolto in casa sua durante i miei lunghi e travagliati periodi di malattia. 

Ma fatemi tornare allo spettacolo: lo sapete che poi inizio a divagarmi tra le mie storie e chissà dove vado a finire.

Annunci

Sul non finito

Ritornando ai due Schiavi in terra francese, viene dato per scontato che li abbia voluti scolpire esattamente come sono oggi, non portati a termine.

Peccato che ogni volta che non ho concluso una scultura, guarda caso, l’ho dovuta abbandonare per qualche ragione specifica. Diciamo che la questione non è mai stata chiusa e rimane un punto aperto sulla mia produzione artistica.

Foto della Cappella Sistina di oltre trent’anni fa

Poi non ho affatto capito la scelta di far passare sugli schermi foto della volta della Sistina e del Giudizio Universale prima del colossale restauro terminato 32 anni fa, nel 1994. Quell’intervento, oltre a consolidare le due opere, ha tolto la patina scura accumulatasi nel corso dei secoli a causa di vari fattori come i depositi di pulviscolo, di nero fumo delle candele di sego e le stesure in più momento di colle animali che poi si sono deteriorate.

Perché dunque proiettare immagini anacronistiche che in quel caso non sono funzionali alla narrazione?

Quel lungo intervento eseguito dal restauratore capo Gianluigi Colalucci e dal suo team, sotto la direzione di Fabrizio Mancinelli e Carlo Pietrangeli è stato fondamentale per la storia dell’arte e merita rispetto.

Annunci

Il costo

In un contesto simile poco ho compreso la presenza del corpo di ballo. Serve forse per giustificare i 25 euro di ingresso?

Ho ancora impresse nella mente le immagini di quello che forse fu il primo spettacolo immersivo che poi aprì la strada a tanti altri: “Giudizio Universale – The Sistine Chapel Immersive Show” per la regia di Marco Balich. Il confronto diviene inevitabile.

Le tecnologie da allora sono divenute più performanti ma lì ebbe una rilevanza notevole il fattore umano con un incredibile lavoro scenografico e drammaturgico, portato avanti per mesi da una grande squadra, prima del debutto.

Addirittura per l’occasione il Teatro della Conciliazione, a Roma, era stato voltato a botte, come la Sistina. Capisco che reggere il confronto non è possibile però ecco, qualcosa di meglio, a mio avviso, poteva essere fatto soprattutto sui testi troppo enfatici e poco sostanziosi.

Manca Michelangelo

Sapete cosa manca davvero in ‘Michelangelo Experience’?

Manco io. Ben inteso, non io come il mio alter ego che da anni mi da voce, ma manca il mio sentire, il mio modo di vedere le cose, manca da parte di chi l’ha scritto (anche se a mio avviso è stato fatto molto uso di AI) un buon approfondimento sulle mie lettere che più di ogni cosa rendono bene l’idea delle sfaccettature del mio temperamento, del mio modo di essere.

Se questa esperienza viene vista e vissuta come uno spettacolo può andar bene, ma se deve essere proposta come un modo per far avvicinare i giovani all’arte non ci sto.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Sostienici – Support Us

Se questo blog ti piace e ti appassiona, puoi aiutarci a farlo crescere sempre più sostenendoci in modo concreto condividendo i post, seguendo le pagine social e con un contributo che ci aiuta ad andare avanti con il nostro lavoro di divulgazione. . ENGLISH: If you like and are passionate about this blog, you can help us make it grow more and more by supporting us in a concrete way by sharing posts, following social pages and with a contribution that helps us to move forward with our dissemination work.

10,00 €

Annunci

Leave a Reply