Uffizi, terremoto ai vertici: Tomaso Montanari si dimette e attacca il governo: “Lottizzato il patrimonio culturale”.
Nuovo scossone nel mondo della cultura italiana. Tomaso Montanari, storico dell’arte e rettore dell’Università per Stranieri di Siena, ha annunciato le proprie dimissioni dal Comitato scientifico delle Gallerie degli Uffizi dopo la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione del celebre museo fiorentino.
L’annuncio è arrivato durante la trasmissione Otto e Mezzo e rappresenta uno degli atti più duri compiuti negli ultimi anni da una delle voci più autorevoli e critiche del panorama culturale italiano nei confronti delle scelte governative in materia di beni culturali.
Le accuse di Montanari: “Si stanno prendendo tutto”
Nel motivare la propria decisione, Montanari ha espresso una netta contestazione delle nuove nomine effettuate dal Ministero della Cultura.
Lo storico dell’arte ha dichiarato:
“Ho appreso dalla stampa il decreto di nomina del nuovo Cda degli Uffizi in cui si nominano il segretario alla presidenza del Consiglio già braccio destro di Brunetta, un professore universitario già direttore della fondazione Farefuturo di Fini, un ex candidato di Fi alla regione Toscana trombato. Si riempiono la bocca con ‘nazione’, ma qui c’è un cambio di consonante: ‘fazione’. Si stanno prendendo tutto. Non si tratta di egemonia culturale, ma lottizzazione del patrimonio culturale”.
Parole durissime che puntano il dito contro quella che Montanari considera una politicizzazione delle istituzioni culturali italiane e, in particolare, della governance degli Uffizi, uno dei musei più importanti e visitati al mondo.
Non posso che essere pienamente d’accordo con lui.
Il nuovo Cda degli Uffizi al centro delle polemiche
La composizione del nuovo Consiglio di amministrazione ha acceso immediatamente il dibattito. Secondo Montanari, le figure individuate dal governo sarebbero riconducibili a un preciso orientamento politico, trasformando un organismo che dovrebbe essere tecnico e indipendente in uno strumento di spartizione.
La vicenda si inserisce in un confronto sempre più acceso sul ruolo della politica nella gestione del patrimonio culturale nazionale, tema che negli ultimi anni ha alimentato numerose discussioni tra studiosi, direttori di musei e rappresentanti delle istituzioni.
La replica del ministro Alessandro Giuli
Non si è fatta attendere la risposta del ministro della cultura Alessandro Giuli, che ha commentato le dimissioni del professore con una nota dai toni polemici.
Giuli ha dichiarato:
“Montanari se n’è ‘ghiuto, e soli ci ha lasciato…”.
Il ministro ha poi difeso le nomine contestate, sottolineando il profilo professionale delle persone coinvolte:
“Le motivazioni addotte dall’esimio professor Montanari, ovvero la nomina di impeccabili figure tecniche nel Cda, come il Segretario generale della Presidenza del Consiglio, Carlo Deodato, nonché, nel Comitato scientifico, di una autorevolissima scienziata dell’Arte come Carmen Bambach, tra l’altro curatrice al Met di New York, appaiono per lo meno al di sotto di ogni sospetto nella loro veste pretestuosa e decisamente deludenti, considerando la sua incompresa caratura intellettuale”.
Scontro aperto sulla gestione del patrimonio culturale
Le dimissioni di Tomaso Montanari sono un nuovo caso politico-culturale nazionale. Da una parte c’è chi vede nelle nomine una legittima scelta del governo e un rafforzamento delle competenze all’interno degli organismi degli Uffizi. Dall’altra, chi teme una crescente influenza della politica nella gestione delle principali istituzioni culturali italiane. Io opto per la seconda che ho scritto, né più né meno.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post sui social.
Uffizi Gallery, Earthquake at the Top: Tomaso Montanari Resigns and Attacks the Government: “Cultural Heritage Is Being Parceled Out”
A new upheaval has struck in the world of Italian culture. Tomaso Montanari, art historian and rector of the University for Foreigners of Siena, has announced his resignation from the Scientific Committee of the Uffizi Galleries following the appointment of the new Board of Directors of the renowned Florentine museum.
The announcement came during the program Otto e Mezzo and represents one of the harshest actions taken in recent years by one of the most authoritative and critical voices in the Italian cultural scene against the government’s decisions regarding cultural heritage.
Montanari’s Accusations: “They’re Taking Everything”
In justifying his decision, Montanari strongly criticized the new appointments made by the Ministry of Culture.
The art historian stated:
“I learned from the press about the decree appointing the new Uffizi Board of Directors, which includes the Secretary to the Prime Minister, formerly Brunetta’s right-hand man, a university professor who was the director of Fini’s Farefuturo foundation, and a defeated former Forza Italia candidate for the Tuscany regional government. They’re full of words like ‘nation,’ but here there’s a change of consonant: ‘faction.’ They’re taking everything. This isn’t about cultural hegemony, but about the parceling out of cultural heritage.”
These harsh words point the finger at what Montanari considers a politicization of Italian cultural institutions and, in particular, the governance of the Uffizi, one of the most important and visited museums in the world.
I can only fully agree with him.
The new Uffizi Board of Directors at the center of controversy
The composition of the new Board of Directors immediately sparked debate. According to Montanari, the figures identified by the government are attributable to a specific political orientation, transforming a supposedly technical and independent body into a tool for division.
The affair is part of an increasingly heated debate over the role of politics in the management of the national cultural heritage, a topic that has fueled numerous discussions among scholars, museum directors, and institutional representatives in recent years.
Minister Alessandro Giuli’s Response
Culture Minister Alessandro Giuli’s response was swift, commenting on the professor’s resignation with a polemical note.
Giuli declared:
“Montanari has left us, and he left us alone…”
The minister then defended the contested appointments, emphasizing the professional profiles of those involved:
“The reasons given by the esteemed Professor Montanari—namely, the appointment of impeccable technical figures to the Board of Directors, such as the Secretary General of the Presidency of the Council, Carlo Deodato, as well as, to the Scientific Committee, a highly respected art scientist like Carmen Bambach, a curator at the Met in New York, among other things—appear to be, to say the least, beyond reproach in their specious guise and decidedly disappointing, considering his misunderstood intellectual caliber.”
Open clash over the management of cultural heritage
Tomaso Montanari’s resignation is a new national political and cultural issue. On the one hand, there are those who see the appointments as a legitimate choice by the government and a strengthening of expertise within the Uffizi’s bodies. On the other, there are those who fear growing political influence in the management of Italy’s main cultural institutions. I opt for the second option I wrote, no more, no less.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and invites you to his next posts on social media.

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Rispetto e stimo Montanari, ha compiuto quella scelta per protesta di un andazzo fazioso verso I valori della Cultura che non va sfruttata da correnti politiche ma difesa e resa fruibile a tutti.
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Sono d’accordo con lei. La deriva è iniziata da tempo purtroppo e l’amichettismo sta facendo danni non da poco
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