Dal primo vagito all’ultimo sospiro: il mio destino segnato da una stella crudele
Dal primo vagito fino all’ultimo sospiro che sentivo ormai avvicinarsi, una domanda continuava ad accompagnarmi: chi ricevette in sorte un destino tanto duro quanto il mio?
La mia vita fu stata guidata da una stella luminosa e feroce. Non una stella qualunque del cielo, ma quella presenza che illumina il cammino e, nello stesso tempo, ne determina le sofferenze. Una luce che attrae, che promette felicità, eppure lascia dietro di sé una lunga scia di inquietudine.

L’amore non è colpa della crudeltà, ma della speranza
Non potevo definirla apertamente ingiusta o malvagia. Forse sarebbe stato persino più semplice se lo fosse stata davvero. Se il disprezzo fosse bastato a spegnere l’amore, il mio tormento avrebbe trovato la conclusione.
E invece accadde il contrario.
Ogni volta che il mio sguardo si posava su di lei, nasceva una nuova speranza. Più la osservavo, più mi sembrava vicina alla compassione. Più immaginavo che potesse comprendere il mio dolore. Ma dietro quella promessa di dolcezza si nascondeva un cuore incapace di concedere la pietà che attendevo.

Il paradosso dell’amore: soffrire e continuare a desiderare
Questo è il più grande inganno dell’amore: non respinge apertamente, non chiude le porte, non spegne del tutto la speranza. Continua invece ad alimentarla.
Così il desiderio cresce insieme alla sofferenza.
L’ardore che portavo dentro non era debolezza. Era una forza che trascinava l’animo oltre ogni prudenza. Soltanto chi possiede un cuore vile potrebbe opporsi a una passione tanto intensa senza esserne toccato.

Perché non rimpiango nemmeno il dolore
Se oggi guardo alla mia esistenza, non posso maledire il momento in cui la vidi per la prima volta.
Anzi.
Ringrazio tanto le prime ore quanto le ultime. Ringrazio ogni istante in cui i miei occhi hanno potuto contemplare quella bellezza. Se non fui cieco davanti a ciò che era degno di essere amato, allora non considero vana la mia sofferenza.
L’amore può avermi reso vulnerabile, può avermi condotto nell’errore, ma è un errore che accetto. Preferisco essere sconfitto da una passione autentica piuttosto che vivere nell’indifferenza.
Quando arrendersi all’amore è segno di virtù
Molti considerano l’amore una debolezza. Io penso il contrario.
Se una passione tanto potente riesce a vincermi, ciò non significa che io abbia perduto il mio valore. Significa semmai che ho riconosciuto una forza più grande di me.
Per questo non desidero liberarmene. Che questo sentimento mi accompagni in ogni tempo della mia vita. Che resti con me fino all’ultimo respiro.
Perché, se l’amore porta via qualcosa, non porta con sé la virtù né il coraggio. E quando a cedere sono perfino la forza e il valore, allora la sconfitta non è vergogna: è la prova stessa della grandezza del sentimento.
Dal primo pianto all’ultimo sospiro,
al qual son già vicino,
chi contrasse già mai sì fier destino
com’io da sì lucente e fera stella?
Non dico iniqua o fella,
che ’l me’ saria di fore,
s’aver disdegno ne troncasse amore;
ma più, se più la miro,
promette al mio martiro
dolce pietà, con dispietato core.
O desïato ardore!
ogni uom vil sol potria vincer con teco,
ond’io, s’io non fui cieco,
ne ringrazio le prime e l’ultime ore
ch’io la vidi; e l’errore
vincami; e d’ogni tempo sia con meco,
se sol forza e virtù perde con seco.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
From my first cry to my last sigh: my destiny marked by a cruel star
From my first cry to the last sigh I felt approaching, one question continued to haunt me: who was destined for a fate as harsh as mine?
My life had been guided by a bright and ferocious star. Not just any star in the sky, but that presence that illuminates the path and, at the same time, determines its suffering. A light that attracts, that promises happiness, yet leaves a long trail of anxiety in its wake.
Love is not the fault of cruelty, but of hope
I couldn’t openly call her unjust or evil. Perhaps it would have been even simpler if she truly were. If contempt had been enough to extinguish love, my torment would have found its end.
And yet, the opposite happened.
Every time I gazed upon her, a new hope was born. The more I looked at her, the closer she seemed to compassion. The more I imagined he could understand my pain. But behind that promise of sweetness lurked a heart incapable of granting the mercy I longed for.
The paradox of love: suffering and continuing to desire
This is love’s greatest deception: it doesn’t openly reject, it doesn’t close doors, it doesn’t completely extinguish hope. Instead, it continues to nourish it.
Thus, desire grows alongside suffering
The ardor I carried within me wasn’t weakness. It was a strength that dragged my soul beyond all prudence. Only someone with a cowardly heart could resist such an intense passion without being touched by it.
Because I don’t even regret the pain
When I look back on my life today, I can’t curse the moment I saw it for the first time.
On the contrary.
I am grateful for the first hours as well as the last. I am grateful for every moment my eyes were able to contemplate that beauty. If I was not blind to what was worthy of being loved, then I do not consider my suffering in vain.
Love may have made me vulnerable, it may have led me into error, but it is an error I accept. I prefer to be defeated by a genuine passion rather than live in indifference.
When surrendering to love is a sign of virtue
Many consider love a weakness. I believe the opposite.
If such a powerful passion can conquer me, it does not mean that I have lost my value. If anything, it means that I have recognized a strength greater than myself.
That is why I do not wish to be free of it. May this feeling accompany me throughout my life. May it remain with me until my last breath.
Because, if love takes something away, it does not bring with it virtue or courage. And when even strength and courage give way, then defeat is not shame: it is proof of the greatness of the feeling.
Dal primo pianto all’ultimo sospiro,
al qual son già vicino,
chi contrasse già mai sì fier destino
com’io da sì lucente e fera stella?
Non dico iniqua o fella,
che ’l me’ saria di fore,
s’aver disdegno ne troncasse amore;
ma più, se più la miro,
promette al mio martiro
dolce pietà, con dispietato core.
O desïato ardore!
ogni uom vil sol potria vincer con teco,
ond’io, s’io non fui cieco,
ne ringrazio le prime e l’ultime ore
ch’io la vidi; e l’errore
vincami; e d’ogni tempo sia con meco,
se sol forza e virtù perde con seco.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

Sostienici – Support Us
Se questo blog ti piace e ti appassiona, puoi aiutarci a farlo crescere sempre più sostenendoci in modo concreto condividendo i post, seguendo le pagine social e con un contributo che ci aiuta ad andare avanti con il nostro lavoro di divulgazione. . ENGLISH: If you like and are passionate about this blog, you can help us make it grow more and more by supporting us in a concrete way by sharing posts, following social pages and with a contribution that helps us to move forward with our dissemination work.
10,00 €













