Farò ciò che io saprò, benché non sia mia professione
“Farò ciò che io saprò, benché non sia mia professione” scrissi rispondendo a una lettera del priore Figiovanni.
Giovan Battista Figiovanni, provveditore alle fabbriche medicee a San Lorenzo nonché canonico laurenziano faceva da intermediario fra me e la famiglia dei Medici.
Era venuto a sapere dall’allora cardinale Giulio dei Medici, successivamente eletto papa col nome di Clemente VII, di voler spendere 50mila ducati per farmi progettare una libreria e una nuova sagrestia per far seppellire le spoglie dei Medici che ancora giacevano in deposito.
All’inizio non ero proprio entusiasta nel sapere che avrei dovuto mettere da parte ancora una volta l’arte della scultura e in particolare le opere per la Tomba di Giulio II per dedicarmi all’architettura.
Alla mia volontà poco importava a Giulio de’ Medici e Figiovanni con pazienza infinita spettò il compito di comunicarmi che ero stato nominato capomastro di quelle architetture senza esitare a dire al cardinale che per intrattenere rapporti con me ci voleva tutta la sua diplomazia tanto che nemmeno Giobbe con la sua proverbiale pazienza avrebbe resistito un solo giorno.
«Capomaestro della architettura l’unico Michelagnolo Simoni, el quale Iob pazienzia havuto non harebbe con quello un giorno.»
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

I will do what I know, even though it is not my profession
“I will do what I know, even though it is not my profession” I wrote in response to a letter from Prior Figiovanni.
Giovan Battista Figiovanni, superintendent of the Medici factories in San Lorenzo and Laurentian canon, acted as an intermediary between me and the Medici family. He had learned from the then Cardinal Giulio dei Medici who would subsequently be elected Pope with the name of Clement VII that he wanted to spend 50 thousand ducats to have me design a library and a new sacristy to bury the remains of the Medici that were still in storage.
At the beginning I wasn’t exactly enthusiastic when I learned that I would once again have to put aside the art of sculpture and in particular the works for the Tomb of Julius II to dedicate myself to architecture. My will mattered little to Giulio de’ Medici and Figiovanni with infinite patience had the task of informing me that I had been appointed master builder of those architectures without hesitating to tell the cardinal that to maintain relations with me all his diplomacy was needed, so much so that not even Job with his proverbial patience he would have lasted just one day.
«The master builder of architecture is the only Michelagnolo Simoni, who Iob had patience with would never have with him one day.»
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in future posts and on social media.

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