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Quando il Cellini litigò con tutti e non si presentò al mio funerale

Il 16 marzo del 1564, a distanza di una manciata di giorni dalla mia morte, i membri dell’Accademia dell’Arte e del Disegno si riunirono per decidere a grandi linee dove, come e quando si sarebbero svolte le mie esequie solenni. In quell’occasione furono scelti anche un gruppo di artisti che si sarebbero fatti carico di dirigere i lavori per allestire la pomposa cerimonia e chi avrebbe composto l’orazione funebre.

I provveditori designati furono quattro, scelti fra gli accademici: Benvenuto Cellini e Bartolomeo Ammannati in rappresentanza degli scultori, Agnolo Bronzino e il mio caro amico Giorgio Vasari in rappresentanza dei pittori.

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Nessuno di questi artisti prese parte materialmente alla fase esecutiva delle opere del catafalco ma svolsero un ruolo da supervisori.

Si erano assunti il compito di scegliere prima e dirigere poi i venticinque giovani artisti che avrebbero realizzato le opere per decorare l’intero apparato funebre. Fra questo gruppo di artisti vale la pena ricordare Iacopo Zucchi, Giovan Battista Naldini, Giovanni Stradano, Bernardo Buontalenti, Friederich Sutris, Giovanni Maria Butteri, Alessandro Allori, Lorenzo dello Sciorina, Stefano Pieri e Santi di Tito.

I quattro provveditori dirigevano i lavori cercando di non spendere troppo. Potrà sembrarvi strano ma in quella occasione non potevano accedere a fondi cospicui. Cosimo I aveva promesso di pagare i lavori ma al momento aveva elargito poche palanche. Non solo: il conto che aveva promesso di saldare fu pagato mesi dopo dal successore Ferdinando.

Le esequie mie dipinte da Agostino Ciampelli sul soffitto di Casa Buonarroti, 1617
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Quanto sarebbe potuto durare il sodalizio dei quattro artisti per organizzare le mie esequie? Conoscendo il temperamento di alcuni di loro, in particolare il Cellini, forse potete immaginarvelo: molto poco.

I provveditori pensarono a un impianto monumentale paragonabile a quello che era stato allestito a Bruxelles per Carlo V del 1558 ma il Cellini ritenne che quell’apparato scenografico fosse troppo sontuoso. Avrebbe infatti di gran lunga preferito qualcosa di più sobrio da organizzare nella Libreria Medicea Laurenziana oppure nella Sala del Capitolo di San Marco.

Quel disaccordo fu l’inizio della fine del sodalizio dei quattro provveditori. La proposta del Cellini fu letteralmente snobbata dagli altri tre e lui si legò la faccenda al dito fino ad arrivare a una rottura definitiva e irrimediabile.

Nel progetto portato avanti dagli altri artisti. il catafalco sarebbe stato decorato con numerose sculture allegoriche fra le quali le raffigurazioni delle quattro arti nelle quali io primeggiavo: Poesia, Architettura, Scultura e Pittura.

La Pittura fu posizionata a destra, il posto d’onore perché da lungi era considerato quello di Dio e a sinistra fu posta l’allegoria della Scultura. La sinistra veniva vista come il lato del male e quindi un luogo poco consono per sistemare l’arte che mi aveva reso celebre nel mondo allora conosciuto.

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Il Cellini considerò il posizionamento delle opere come un affronto personale e iniziò a litigare accesamente con il Vasari perché a detta sua aveva favorito l’arte in cui primeggiava lui per proprio tornaconto personale.

Delle ire del Cellini ne fece pure le spese il Borghini, accusato in quell’occasione di essere sì un letterato ma di nona vere la più pallida idea di quel lungo dibattito che da anni si protraeva fra gli artisti del tempo: meglio la pittura o la scultura?

Come si suol dire dalle mie parti, troppi galli in un pollaio dopo un po’ si beccano. C’è poco da fare.

Fatto sta che il giorno delle mie maestose esequie che si svolsero il 14 luglio del 1564, Benvenuto Cellini che pure era stato in vita un mio amico e Francesco da Sangallo non si fecero vedere. Ufficialmente giustificarono la loro mancanza con un’improvvisa indisposizione ma in una lettera che il Vasari scrisse al duca proprio il giorno delle esequie volle mettere nero su bianco tutta la sua afflizione per quei litigi che erano accaduti durante l’organizzazione del funerale.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

When Cellini quarreled with everyone and didn’t show up at my funeral

On March 16, 1564, a few days after my death, the members of the Academy of Art and Design met to decide broadly where, how and when my solemn funeral would take place. On that occasion, a group of artists were also chosen who would take charge of directing the work to set up the pompous ceremony and who would compose the funeral oration.

There were four designated supervisors, chosen from among the academics: Benvenuto Cellini and Bartolomeo Ammannati representing the sculptors, Agnolo Bronzino and my dear friend Giorgio Vasari representing the painters.

None of these artists materially took part in the execution phase of the bier’s works but they played a supervisor role. They had taken on the task of first choosing and then directing the twenty-five young artists who would create the works to decorate the entire funeral apparatus. Among this group of artists it is worth mentioning Iacopo Zucchi, Giovan Battista Naldini, Giovanni Stradano, Bernardo Buontalenti, Friederich Sutris, Giovanni Maria Butteri, Alessandro Allori, Lorenzo dello Sciorina, Stefano Pieri and Santi di Tito.

The four supervisors directed the work trying not to spend too much. It may seem strange to you but on that occasion they could not access substantial funds. Cosimo I had donated a few palanches and more, the money he had promised to pay arrived months later when he was now dead and it was his successor Ferdinand I who settled the bill with the artists.

How long could the association of the four artists last to organize my funeral? Knowing the temperament of some of them, Cellini in particular, perhaps you can imagine it: very little.

The supervisors thought of a monumental structure comparable to the one that had been set up in Brussels for Charles V in 1558 but Cellini believed that the scenographic apparatus was too sumptuous. In fact, he would have much preferred something more sober to organize in the Medici Laurentian Library or in the Chapter Hall of San Marco.

That disagreement was the beginning of the end of the association of the four supervisors. Cellini’s proposal was literally snubbed by the other three and he tied the matter to his finger until he reached a definitive and irremediable break.

In the project carried out by the other artists. the bier would have been decorated with numerous allegorical sculptures including the representations of the four arts in which I excelled: Poetry, Architecture, Sculpture and Painting.

The painting was positioned on the right, the place of honor because from a distance it was considered that of God and the allegory of the Sculpture was placed on the left. The left was seen as the side of evil and therefore an inappropriate place to arrange the art that had made me famous in the then known world.

Cellini considered the positioning of the works as a personal affront and began to quarrel heatedly with Vasari because, according to him, he had favored the art in which he excelled for his own personal gain.

Borghini also paid the price of Cellini’s wrath, accused on that occasion of being a man of letters but of not having the faintest idea of ​​that long debate that had been going on for years among the artists of the time: better painting or sculpture?

As they say in my part of the country, too many roosters get caught in a chicken coop after a while. There is little to do.

The fact is that on the day of my majestic funeral which took place on 14 July 1564, Benvenuto Cellini, who had also been a friend of mine, and Francesco da Sangallo did not show up. Officially they justified their absence with a sudden indisposition but in a letter that Vasari wrote to the duke on the day of the funeral he wanted to put on paper all his affliction for those quarrels that had occurred during the organization of the funeral.

For the moment your always your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment to the next posts and on social networks.

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