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Il Fauno rubato: tutta la storia

Chi di voi conosce il mio Fauno? Si tratta di una mascherone che raffigura un bel fauno sdentato. Bello si fa per dire…diciamo inusuale va’. L’ho scolpita quando ancora ero un ragazzino nel Giardino di San Marco, dove iniziai ad apprender i primi rudimenti assieme ad altri giovani talenti.

In realtà il mio Fauno in origine aveva una bella dentatura da sfoggiare. Però, mentre ero tutt’intento a rifinirlo, passò di lì Lorenzo il Magnifico e mi fece qualche giusta osservazione: “Come mai ha tutti quei denti? I vecchi son quasi sempre sdentati!”. Aveva ragione eccome! Così con un popoino di pazienza, gli scalpellai via tutta la dentatura e mi preoccupai di lasciare anche i buchi lasciati dalle radici

Di questa Testa di Fauno si hanno notizie fino allo scoppio della seconda guerra mondiale quando, insieme ad altre opere, venne portata nel castello di Poppi, nel Casentino, per essere sottratta dalle rapaci mani dei nazisti.

Il rifugio era considerato sicuro. Per arrivare al caveau era necessario aprire sette porte differenti, chiuse tutte a doppia mandata. Ciascuna aveva bisogno di una propria chiave per essere aperta.

Le precauzioni prese però furono agirate con un inganno. Gli ufficiali delle SS della 305° divisione entrarono con un espediente, riuscendo a portar via non solo il mio Fauno, ma anche molte altre preziose opere. Caricarono il maltolto su un furgoncino e sparirono, proteggendosi le spalle con raffiche di fuoco.

La maggior parte di quella refurtiva venne poi restituita all’Italia a guerra conclusa ma non la testa del mio Fauno sdentato.

Rodolfo Siverio, un dei più noti cacciatori d’pere trafugate, ha indagato a lungo sul Fauno arrivando a ipotizzare che al momento potrebbe trovarsi all’interno di qualche caveau in una banca svizzera oppure potrebbe essere finita in Russia, come risarcimento di guerra da parte di Berlino.

Non avrò pace finché non verrà restituita all’Italia. Voglio vedere di nuovo il Fauno esposto in casa mia a Firenze. Possibile che nessuno parli e che si tengano un’opera presa in tempi di guerra? Via, giù.. ci vado fuori dai gangheri. Meglio che per il momento vi saluti.

Il vostro Michelangelo Buonarroti, che s’infervora con chi si appropria di ciò che non è suo.

Calco_della_testa_di_satiro_attr._al_buonarroti_e_rubato_dal_bargello_nel_1944

Calco in gesso del mio fauno che si trova presso Casa Buonarrroti a Firenze, in via Ghibellina

File written by Adobe Photoshop� 4.0

Questa è una scultura di Cesare Zocchi che raffigura me mentre scolpisco la testa del fauno. Si trova in casa Buonarroti a Firenze
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6 Comments »

  1. La Fontana “Carlo Delcroix” a Saltino di Vallombrosa contiene due copie in pietra della testa del fauno realizzate dallo scultore Hendrik C. Andersen nel 1924.

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