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I nascondigli delle mie opere durante la Seconda Guerra Mondiale…e non solo

La Seconda Guerra Mondiale era alle porte e c’era la necessità impellente di trasferire le opere d’arte in luoghi protetti, lontane da eventuali bombardamenti ed eventuali tentativi di trafugamento.

 Il 5 giugno del 1940, il soprintendente delle gallerie fiorentine Giovanni Poggi, ricevette una circolare da Roma nella quale veniva ordinato di mettere in atto tutte le misure necessarie per proteggere il patrimonio artistico dai danni causati da un prossimo conflitto armato.

La protezione delle opere che attorniano il Biancone. Photo credit http://www.firenzeinguerra.com/
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Erano migliaia le opere da proteggere dai bombardamenti ed eventuali tentativi di trafugamento, custodite fino al momento nei musei, nelle chiese ma anche all’interno di preziose collezioni private. Secondo quanto riportato negli archivi della Soprintendenza Speciale per il patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, già nel giugno del 1940 il nucleo di opere più importanti degli Uffizi venne trasferito presso la Villa di Poggio a Caiano mentre nei mesi successivi altri capolavori vennero inviati al Palazzo Pretorio di Scarperia e di Poppi e nel convento di Camaldoli.

Le opere più grandi e inamovibili come il David furono protette con strutture in muratura o con sacchi di sabbia.

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Nella Villa di Torre a Cona trovarono posto tutte le sculture della Sagrestia Nuova e l’intero contenuto di Casa Buonarroti con tutti i miei disegni, le lettere e le altre opere che tutt’oggi custodisce.

In compagnia dei miei lavoro furono ricoverate altre preziose opere come per esempio il Trittico Portinari di Hugo van der Goes.

La Madonna del Magnificat del Botticelli
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Nel Castello di Poppi, nel Casentino, fu nascosto il Tondo Doni e la Testa di Fauno che fino ad allora era esposta nel Museo Nazionale del Bargello. Il Castello di Poppi era un rifugio considerato più che sicuro già che per arrivare al caveau contenente le opere mie ma anche altri capolavori, era necessario aprire sette porte differenti, chiuse tutte a doppia mandata. Ciascuna aveva bisogno di una propria chiave per essere aperta.

Purtroppo però quel luogo fu violato con uno stratagemma. Gli ufficiali delle SS della 305° divisione entrarono e fecero man bassa portandosi via un gran numero di opere, compresa la mia Testa di Fauno mai restituita e ad oggi considerata perduta.

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Il Castello di Montefugoni accolse 246 opere provenienti dalla Galleria degli Uffizi e da Palazzo Pitti. Capolavori di Andrea del Sarto, Rubens e il Pontormo trovarono un prezioso rifugio lì durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’Adorazione dei Magi del Ghirlandaio, l’Annunciazione di Filippo Lippi, la Maestà di Ognisssanti di Giotto ma anche la Venere e la Primavera del Botticelli rimasero all’interno del Castello di Montefugoni accatastate a ridosso delle pareti delle sale alla stregua di suppellettili di scarso valore fino al termine del conflitto armato.

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Il Bacco invece fu portato in compagnia di numerose altre opere, all’interno della Villa Reale di Poggio a Caiano.

Se desiderate conoscere meglio la storia delle opere d’arte fiorentine durante la Seconda Guerra Mondiale e nella fase successiva, vi consiglio appassionatamente il libro di Frederick Hartt: Florentine Art under Fire. Purtroppo non c’è la traduzione del volume in italiano ed è disponibile solo in inglese ma è un testo che vale la pena conoscere. Lo trovate QUA.

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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

This is where my works were hidden during the Second World War

The Second World War was upon us and there was a need to bring the works of art to protected places, away from any bombing and any attempted stealing.

On June 5, 1940, the superintendent of the Florentine galleries Giovanni Poggi, received a circular from Rome in which he was ordered to implement all the necessary measures to protect the artistic heritage from damage caused by an upcoming armed conflict.

There were thousands of works to be protected from bombing and possible attempts of theft, kept until the moment in museums, churches but also within precious private collections. According to what is reported in the archives of the Special Superintendency for the Historical, Artistic and Ethno-anthropological heritage and for the Museum Complex of the city of Florence, already in June 1940 the nucleus of the most important works of the Uffizi was transferred to the Villa di Poggio a Caiano while in the months subsequent other masterpieces were sent to the Palazzo Pretorio of Scarperia and Poppi and to the convent of Camaldoli.

The larger and more immovable works such as the David were protected with masonry structures or with sandbags.

In the Villa di Torre a Cona all the sculptures of the New Sacristy and the entire contents of Casa Buonarroti with all my drawings, letters and other works that it still holds today were housed.

In the company of my works other precious works were admitted, such as the Portinari Triptych by Hugo van der Goes.

Pallade con il Centauro del Botticelli
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In the Castle of Poppi, in the Casentino, the Tondo Doni and the Head of Faun were hidden, which until then had been exhibited in the National Museum of the Bargello. The Poppi Castle was a refuge considered more than safe since to get to the vault containing my works but also other masterpieces, it was necessary to open seven different doors, all double-locked. Each needed its own key to be opened.

Unfortunately, however, that place was violated with a stratagem. The SS officers of the 305th Division entered and hacked away taking with them a large number of works, including my never returned Faun’s Head and today considered lost.

The Montefugoni Castle hosted 246 works from the Uffizi Gallery and Palazzo Pitti. Masterpieces by Andrea del Sarto, Rubens and Pontormo found a precious refuge there during the Second World War.

Ghirlandaio’s Adoration of the Magi, Filippo Lippi’s Annunciation, Giotto’s Ognisssanti Maestà but also Botticelli’s Venus and Spring remained inside the Castle of Montefugoni, stacked close to the walls of the rooms like furnishings of little value until the end of the armed conflict.

La realizzazione della protezione delle sculture che decorano le facciate della chiesa di Orsanmichele
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The Bacchus, on the other hand, was brought in the company of numerous other works, inside the Royal Villa of Poggio a Caiano.

If you want to learn more about the history of Florentine works of art during the Second World War and in the subsequent phase, I passionately recommend Frederick Hartt’s book: Florentine Art under Fire: is a text that is worth knowing. You can find it HERE.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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