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19 giugno del 1940: il Tondo Doni fu nascosto

Nell’afoso 19 giugno del 1940, il Tondo Doni venne fatto uscire dalla Galleria degli Uffizi con apprensione, nel tentativo di proteggerlo da eventuali bombardamenti sulla città e da un possibile trafugamento.

Una manciata di giorni prima, il 5 giugno del 1940, Giovanni Poggi che al momento ricopriva il ruolo di soprintendente delle gallerie fiorentine, aveva ricevuto dal ministero di Roma un’importante circolare riservatissima nella quale veniva categoricamente ordinato di mettere in atto i provvedimenti già predisposti per tutelare il patrimonio artistico.

Oramai era palese che la guerra fosse alle porte e infatti, il 10 giugno del 1940, anche l’Italia entrò ufficialmente in guerra.

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In un primo momento il Tondo Doni fu nascosto nella Villa Medicea di Poggio a Caiano assieme al mio Bacco e al San Giorgio di Donatello. Il Tondo però rimase lì solo per pochi mesi. Il 23 ottobre del 1940 si preferì spostarlo all’interno del Castello di Poppi, allora considerato un luogo inespugnabile.

Purtroppo non fu così.

Per arrivare al caveau che conteneva un gran numero di opere d’arte, fra le quali anche la mia Testa di Fauno, la Deposizione del Rosso Fiorentino e la Deposizione dalla Croce del Pontormo della Cappella Capponi di Firenze, bisognava aprire sette porte diverse chiuse a doppia mandata e ciascuna di esse aveva la propria chiave.

Le precauzioni prese furono aggirate con un inganno. Gli ufficiali delle SS della 305° divisione entrarono con un espediente, riuscendo a portar via non solo il mio Fauno, ma anche molte altre preziose opere. Caricarono il maltolto su un furgoncino e sparirono, proteggendosi le spalle con raffiche di fuoco.

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Frederick Hartt, nel 1944, era stato incaricato di stilare la lista delle opere trafugate dai nazisti nei 38 depositi toscani e ultimò il suo arduo compito nell’ottobre dello stesso anno.

“Dalle collezioni pubbliche fiorentine sono stati sottratti 529 dipinti, 162 sculture e altri oggetti minori, 6 grandi cartoni e 38 arazzi medievali e rinascimentali, per un totale di 735 opere(…).

Firenze è stata sottoposta a una razzia tale da far impallidire le spoliazioni napoleoniche

Frederick Hartt in Florentine Art Under Fire

Il Tondo Doni inspiegabilmente non venne trafugato e il 10 Giugno del 1945 rientrò nel Deposito degli Uffizi per poi essere ricollocato in Galleria qualche anno dopo, il 24 giugno del 1948.

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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

19 June 1940: the Tondo Doni was hidden

On the sultry 19 June 1940, the Tondo Doni was brought out of the Uffizi Gallery with apprehension, in an attempt to protect it from any bombing on the city and from possible theft.

A handful of days earlier, on June 5, 1940, Giovanni Poggi, who at the time held the position of superintendent of the Florentine galleries, had received from the ministry of Rome an important and highly confidential circular in which he was categorically ordered to implement the measures already prepared to protect the artistic heritage.

By now it was clear that war was upon us and in fact, on 10 June 1940, Italy also officially entered the war.

At first the Tondo Doni was hidden in the Medici Villa of Poggio a Caiano together with my Bacchus and Donatello’s San Giorgio. Il Tondo, however, only remained there for a few months. On 23 October 1940 it was preferred to move it inside the Poppi Castle, then considered an impregnable place.

Unfortunately this was not the case.

To get to the vault which contained a large number of works of art, including my Head of Faun, the Deposition by Rosso Fiorentino and the Deposition from the Cross by Pontormo of the Capponi Chapel in Florence, it was necessary to open seven different closed doors. double throw and each of them had its own key.

The precautions taken were circumvented with a deception. The SS officers of the 305th Division entered with a gimmick, managing to take away not only my Faun, but also many other precious works. They loaded the goods into a van and disappeared, shielding their backs with bursts of fire.

Frederick Hartt, in 1944, had been commissioned to draw up the list of the works stolen by the Nazis in the 38 Tuscan warehouses and completed his arduous task in October of the same year.

“529 paintings, 162 sculptures and other minor objects, 6 large cartoons and 38 medieval and Renaissance tapestries have been stolen from the Florentine public collections, for a total of 735 works (…).

Florence was subjected to such a raid as to make the Napoleonic spoliation pale “

Frederick Hartt in Florentine Art Under Fire

The Tondo Doni was inexplicably not stolen and on 10 June 1945 it returned to the Uffizi Deposit and was then relocated to the Gallery a few years later, on 24 June 1948.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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