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Nuovi studi sui miei disegni: la mia recensione del volume dedicato ai fogli della Casa Buonarroti

Ho letto con particolare interesseI disegni di Michelangelo. Nuove prospettive su alcuni capolavori della Casa Buonarroti‘, volume curato da Alessandro Cecchi e pubblicato da Officina Libraria, perché raccoglie una serie di nuovi studi dedicati alla mia produzione grafica e permette di approfondire alcuni dei fogli più importanti della collezione della Casa Buonarroti attraverso contributi affidati a studiosi con competenze e prospettive differenti.

Il libro è infatti il risultato di un progetto di ricerca avviato nel 2023 dalla Fondazione Casa Buonarroti sulla propria collezione di disegni, con l’obiettivo di procedere alla redazione di un catalogo generale. Nell’ambito di questo lavoro sono stati coinvolti studiosi affermati e giovani ricercatori, chiamati ad approfondire singoli aspetti della mia attività grafica e alcuni dei fogli più significativi conservati nella Casa Buonarroti.

Le ricerche presentate nel volume sono state anticipate da una serie di conferenze aperte al pubblico dedicate ai miei disegni. Questo libro raccoglie ora quegli studi in forma di saggi, offrendo al lettore una sintesi organica di una parte delle ricerche sviluppate intorno alla collezione.

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Un libro costruito sulla ricerca

La limitata estensione del corpus dei miei disegni ha contribuito a renderli particolarmente preziosi, ma il loro interesse non dipende soltanto dalla rarità dei fogli.

Attraverso il disegno è possibile seguire con una certa immediatezza il modo in cui affrontavo una figura, studiavo una soluzione architettonica, elaboravo un monumento o cercavo una composizione.

È proprio questa possibilità di osservare il processo di elaborazione delle idee che rende particolarmente utili le nuove ricerche presentate nel volume. I disegni non vengono considerati soltanto come documenti preparatori rispetto alle opere finite, ma come testimonianze autonome della mia attività intellettuale e progettuale.

La Casa Buonarroti conserva il nucleo più consistente dei miei disegni, giunto fino a oggi grazie alla conservazione da parte dei miei discendenti.

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C’è da dire però che altri discendenti invece hanno contribuito a parte della dispersione di quel patrimonio con vendite più che azzardate.

Alla fine dei conti però, studiare questa raccolta nel suo insieme permette quindi di affrontare questioni che riguardano la cronologia, la funzione dei fogli, i rapporti fra disegno e progetto, le commissioni alle quali potevano essere destinati e le trasformazioni delle mie idee nel corso degli anni.

Tommaso de’ Cavalieri e il valore del disegno

Fra gli aspetti che ho trovato interessanti c’è anche la testimonianza relativa a Tommaso de’ Cavalieri, al quale furono inviati alcuni miei disegni.

Nella sua prima lettera indirizzata a me, Cavalieri raccontava il piacere che provava nel contemplare due fogli che Pier Antonio gli aveva portato, manifestando inoltre la curiosità di poter vedere altre mie opere.

Il verbo contemplare utilizzato nella lettera è significativo, mostra come il disegno fosse già percepito come qualcosa che poteva essere osservato e apprezzato autonomamente.

Questa testimonianza aiuta a comprendere meglio anche il contesto nel quale i miei disegni circolavano e il valore che potevano assumere presso persone in grado di riconoscerne la qualità e la complessità.

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Il foglio 19 F e la stratificazione del lavoro

Altro saggio significativo è quello di Vincenzo Sorrentino, dedicato al foglio 19 F della Casa Buonarroti e alle nuove riflessioni sulla possibile relazione con una tomba per Cecchino Bracci.

Il foglio presenta una notevole complessità, perché sulle sue due facce convivono studi di figure, progetti architettonici e idee relative a decorazioni monumentali. Le diverse tracce grafiche testimoniano un’attività sviluppata in momenti differenti e mostrano come io potessi tornare più volte sulla stessa carta, utilizzandola per elaborare pensieri relativi a progetti diversi.

Sorrentino affronta in modo approfondito alcuni dei progetti architettonici presenti sul foglio, ricostruendone anche la storia degli studi e delle interpretazioni.

In questo percorso assume particolare importanza il lavoro precedente di Marcella Marongiu, che nel 2003 aveva ricostruito le diverse proposte di datazione relative ai vari interventi grafici presenti sulla carta.

La tomba di Giulio II attraverso il foglio 43 A

Un altro contributo importante è quello di Massimo Romeri, dedicato alla tomba di Giulio II e al foglio 43 A della Casa Buonarroti.

La storia della sepoltura di Giulio II è stata ricostruita molte volte e presenta ancora diversi aspetti problematici. Si tratta di un progetto che subì numerose modifiche nel corso degli anni e che si intrecciò con altre commissioni e con differenti esigenze progettuali.

Il foglio 43 A permette di affrontare questa vicenda partendo direttamente dalla documentazione grafica, seguendo alcune delle idee che accompagnarono la progettazione del monumento.

Ritengo particolarmente utile questo approccio perché consente di mettere in relazione la documentazione storica con il modo concreto nel quale le idee venivano elaborate sulla carta.

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I disegni e le opere perdute

La ricerca sui disegni assume inoltre un’importanza particolare quando si confronta con opere che non sono più conservate. La vicenda della Leda e il cigno, realizzata per Alfonso I d’Este e oggi perduta, ne costituisce un esempio significativo. Dell’opera rimangono copie, incisioni e altre testimonianze che permettono agli studiosi di ricostruirne almeno in parte la composizione e la fortuna.

In casi come questo, il disegno acquista un’importanza documentaria ancora maggiore, perché può contribuire alla ricostruzione di un’opera della quale non disponiamo più dell’originale.e interpretazioni siano state formulate, modificate o riconsiderate nel corso del tempo.

Il libro I disegni di Michelangelo. Nuove prospettive su alcuni capolavori della Casa Buonarroti è una pubblicazione particolarmente utile perché non pretende di esaurire la complessità della mia produzione grafica, ma presenta una serie di studi specifici che contribuiscono ad ampliare la conoscenza di alcuni dei fogli più importanti della collezione.

Il suo pregio principale, a mio avviso, consiste proprio nell’avere trasformato in una pubblicazione organica il lavoro di ricerca sviluppato intorno alle conferenze e alla campagna di studi avviata dalla Fondazione Casa Buonarroti nel 2023.

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Attraverso questi saggi è possibile tornare sui miei disegni con domande nuove, confrontare interpretazioni diverse e comprendere meglio la funzione che la carta ebbe nel mio modo di lavorare.

Il libro I disegni di Michelangelo. Nuove prospettive su alcuni capolavori della Casa Buonarroti lo trovate QUA.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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