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San Francesco, i capolavori dei Carracci e di Guercino raccontano il Santo: grande mostra a Bologna

Come cambia il volto di san Francesco d’Assisi quando lo sguardo degli artisti incontra le nuove sensibilità religiose e culturali del Cinquecento e del Seicento? In che modo la pittura bolognese ha contribuito a rinnovare l’iconografia del Poverello, trasformandolo da esempio di umiltà e povertà in una figura intensamente coinvolta nel rapporto con il divino?

A queste domande risponde “Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento”, la mostra che la Pinacoteca nazionale di Bologna presenta in occasione dell‘ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi.

Guido Reni, San Francesco consolato da un angelo musicante, 1606-1607, Olio su rame, Bologna, Pinacoteca Nazionale
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E’ stata aperta al pubblico il 2 ottobre 2026 e proseguirà fino al 10 gennaio 2027. Il percorso espositivo propone un viaggio nella cultura figurativa bolognese attraverso le opere di alcuni dei suoi protagonisti più importanti, da Francesco Francia ai Carracci, da Guido Reni e Francesco Albani fino a Guercino.

Il progetto espositivo permette di comprendere come, nell’arco di circa due secoli, sia cambiato il modo di rappresentare Francesco, la sua esperienza spirituale e il suo rapporto con Cristo, la natura e la sofferenza.

Il cielo in terra: la mostra alla Pinacoteca nazionale di Bologna

Curata da Luigi Gallo, Direttore dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, ed Elena Rossoni, storica dell’arte, la mostra inaugura il programma 2026-2030 dei Musei nazionali di Bologna.

Il percorso è allestito nel Salone degli Incamminati e si estende anche alle altre sale espositive della Pinacoteca. Accanto alle opere appartenenti alle collezioni museali trovano spazio importanti prestiti provenienti da istituzioni prestigiose, tra cui la Galleria Borghese, i Musei Capitolini, il Complesso monumentale della Pilotta di Parma e la Galleria Nazionale delle Marche.

Annibale Carracci, San Francesco in meditazione, 1585-1586 circa, Olio su tela, Roma, Galleria Borghese
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Un’occasione per ammirare anche dipinti poco conosciuti o da tempo non esposti, alcuni dei quali restaurati proprio in vista dell’appuntamento.

Come sottolinea il curatore Luigi Gallo, l’esposizione vuole valorizzare il patrimonio della Pinacoteca e rafforzare il rapporto tra collezioni, ricerca scientifica e pubblico. La co-curatrice Elena Rossoni evidenzia invece l’importanza di approfondire la cultura francescana del periodo, mettendo in relazione le trasformazioni artistiche con il contesto religioso e culturale nel quale maturarono.

Come cambia l’immagine di san Francesco tra Cinquecento e Seicento

Il cuore della mostra è il rinnovamento dell’iconografia francescana negli anni successivi al Concilio di Trento. Un periodo nel quale il rapporto tra religione e immagini diventa oggetto di un intenso dibattito e gli artisti sono chiamati a elaborare nuovi linguaggi capaci di coinvolgere emotivamente e spiritualmente i fedeli.

Nelle opere dei pittori bolognesi San Francesco appare sempre più spesso come un uomo profondamente ancorato alla terra, riconoscibile per i piedi nudi, la scelta della povertà e il rapporto con la natura, ma contemporaneamente proiettato verso una dimensione soprannaturale.

Francesco Gessi, San Francesco in estasi riceve le stimmate, Bologna, Pinacoteca Nazionale
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La sua figura si trasforma attraverso immagini di penitenza, raccoglimento, visioni ed estasi. Il Santo piange davanti al crocifisso, contempla il mistero divino, viene consolato dagli angeli e vive sul proprio corpo l’esperienza delle stimmate.

I Carracci, in particolare, contribuiscono a introdurre nuove soluzioni compositive ed emotive, aprendo la strada a una sensibilità che troverà nel Seicento e nella cultura barocca ulteriori sviluppi.

Nove sezioni per raccontare la spiritualità francescana

Il percorso espositivo si articola in nove sezioni tematiche, ciascuna dedicata a un aspetto della vita, della devozione e della rappresentazione artistica di san Francesco.

Le sacre conversazioni aprono il percorso, mostrando il Santo accanto alla Madonna, al Bambino e ad altri santi. Un’iconografia tradizionale che si arricchisce di nuovi significati grazie alla diffusione di temi come il Perdono di Assisi.

Con San Francesco penitente si entra invece nella stagione del rinnovamento artistico guidato dai Carracci. Il Santo viene rappresentato in profonda meditazione, raccolto davanti al crocifisso, talvolta attraversato da un’intensa commozione. Le invenzioni di Annibale Carracci contribuiscono a definire una nuova sensibilità devozionale.

Ludovico Carracci, Immacolata Concezione con San Girolamo e San Francesco, Bologna, Pinacoteca Nazionale
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La terza sezione, L’estasi mistica, approfondisce il tema dell’esperienza soprannaturale. Raccontata nelle antiche biografie francescane e nei Fioretti, l’estasi diventa un soggetto particolarmente apprezzato durante la Controriforma. Nelle opere ispirate alle invenzioni dei Carracci, la dimensione spirituale si traduce in immagini intime e cariche di partecipazione emotiva.

Con Le stimmate il percorso affronta uno degli episodi più significativi della vita del Poverello: sul monte della Verna Francesco riceve i segni della Passione di Cristo, diventando l’alter Christus, colui che segue il Salvatore anche attraverso la sofferenza. Un tema che nel Cinque e Seicento assume rappresentazioni sempre più intense e drammatiche.

Una delle iconografie più particolari è quella raccontata nella quinta sezione, San Francesco riceve il Bambino dalla Madonna. Ludovico Carracci contribuisce alla fortuna di questo soggetto, nel quale il Santo tiene tra le braccia Gesù Bambino offertogli dalla Vergine. Una scena notturna e tenera, probabilmente ispirata alle Croniche de li ordini instituiti dal Padre San Francesco, testo tradotto e dedicato nel 1581 al cardinale Gabriele Paleotti. Il tema sarà successivamente reinterpretato anche da Pietro Faccini e Guercino.

Giovanni Andrea Sirani, L’immacolata con il Padre Eterno, 1650-1655, Olio su tela, Bologna, Pinacoteca Nazionale (in deposito presso la basilica di San Francesco, Bologna)
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La sesta sezione, San Francesco e l’angelo musicante, racconta invece la diffusione dell’immagine del Santo consolato da un angelo che suona uno strumento musicale. Un soggetto nel quale musica, meditazione e fede si incontrano, dando vita a composizioni di grande intensità. Tra gli interpreti figurano ancora Annibale Carracci e Guercino.

Particolarmente interessante è la settima sezione, dedicata a La cappella del Cordone nella chiesa di San Francesco. Il progetto ricostruisce la storia di un ambiente devozionale bolognese oggi scomparso, consacrato nel 1606 e decorato con statue, dipinti di ambito carraccesco e opere di Mastelletta. Proprio a quest’ultimo artista è legata una serie di dodici dipinti visionari che viene presentata per la prima volta nella sua integrità.

L’ottava sezione, La cultura francescana e l’Immacolata Concezione, approfondisce il legame tra l’ordine francescano e la diffusione della devozione mariana. I francescani furono infatti tra i principali sostenitori della dottrina dell’Immacolata Concezione, proclamata dogma da Pio IX nel 1854.

A concludere il percorso è San Francesco, san Domenico e i protettori di Bologna, una sezione che indaga il rapporto tra i due fondatori degli ordini mendicanti e la storia religiosa della città. San Francesco e san Domenico, pur espressione di orientamenti spirituali differenti, vengono frequentemente rappresentati insieme, anche in relazione alla loro funzione di protettori della comunità bolognese.

Federico Barocci, Stimmate di San Francesco, Urbino, Musei Nazionali delle Marche
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Mostra su san Francesco a Bologna: conferenze, visite guidate e attività per famiglie

“Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento” propone anche occasioni di approfondimento e partecipazione.

I Servizi educativi della Pinacoteca nazionale di Bologna organizzano infatti attività didattiche e visite guidate rivolte sia agli adulti sia ai bambini, offrendo differenti modalità per avvicinarsi ai temi della mostra.

Tra gli appuntamenti in programma figura anche la conferenza “San Francesco tra devozione e arte”, tenuta dal professor Daniele Benati, prevista per martedì 13 ottobre 2026 alle ore 17 nell’Aula Gnudi.

La mostra nasce da un progetto avviato durante la direzione ad interim di Costantino D’Orazio e gode del patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Saint Francis: Masterpieces by the Carracci and Guercino Depict the Saint in a Major Bologna Exhibition

How did the portrayal of Saint Francis of Assisi evolve when artists’ gazes met the new religious and cultural sensibilities of the 16th and 17th centuries? In what ways did Bolognese painting help renew the iconography of the “Poverello” (the Little Poor Man), transforming him from an exemplar of humility and poverty into a figure deeply engaged in a relationship with the divine?

These questions are addressed by Il cielo in terra (“Heaven on Earth”): Saint Francis and Bologna between the 16th and 17th Centuries, an exhibition presented by the Pinacoteca Nazionale di Bologna to mark the eighth centenary of the death of Saint Francis of Assisi.

The exhibition opened to the public on October 2, 2026, and runs until January 10, 2027. The display offers a journey through Bolognese visual culture, showcasing works by some of its most important figures—from Francesco Francia to the Carracci, from Guido Reni and Francesco Albani to Guercino.

The project reveals how, over the course of roughly two centuries, the representation of Francis—along with his spiritual experience and his relationship with Christ, nature, and suffering—underwent a significant transformation.

Heaven on Earth: The Exhibition at the Pinacoteca Nazionale di Bologna

Curated by Luigi Gallo (Director of the National Museums of Bologna – Regional Directorate for National Museums of Emilia-Romagna) and art historian Elena Rossoni, the exhibition launches the 2026–2030 program for the National Museums of Bologna.

The exhibition is staged in the Salone degli Incamminati and extends into the Pinacoteca’s other galleries. Alongside works from the museum’s own collections, the exhibition features significant loans from prestigious institutions, including the Galleria Borghese, the Capitoline Museums, the Complesso Monumentale della Pilotta in Parma, and the Galleria Nazionale delle Marche.

It offers a chance to admire lesser-known paintings or works that have not been displayed for a long time—some of which were restored specifically for this event.

As curator Luigi Gallo emphasizes, the exhibition aims to showcase the Pinacoteca’s heritage and strengthen the connection between its collections, scholarly research, and the public. Co-curator Elena Rossoni highlights the importance of exploring the Franciscan culture of the era, linking artistic transformations to the religious and cultural context in which they evolved.

How the image of Saint Francis changed between the 16th and 17th centuries

At the heart of the exhibition is the evolution of Franciscan iconography in the years following the Council of Trent. This was a period when the relationship between religion and imagery became the subject of intense debate, and artists were called upon to develop new visual languages ​​capable of engaging the faithful both emotionally and spiritually.

In the works of Bolognese painters, Saint Francis increasingly appears as a man deeply rooted in the earthly realm—recognizable by his bare feet, his embrace of poverty, and his connection to nature—yet simultaneously oriented toward a supernatural dimension.

His figure is transformed through depictions of penance, contemplation, visions, and ecstasy. The Saint weeps before the crucifix, contemplates the divine mystery, is comforted by angels, and experiences the stigmata upon his own body.

The Carracci family, in particular, helped introduce new compositional and emotional approaches, paving the way for a sensibility that would see further development during the 17th century and the Baroque era. Nine sections illustrating Franciscan spirituality
The exhibition is organized into nine thematic sections, each dedicated to an aspect of the life, devotion, and artistic depiction of Saint Francis.

The “Sacred Conversations” open the exhibition, showing the Saint alongside the Virgin Mary, the Christ Child, and other saints—a traditional iconography enriched with new meanings through the spread of themes such as the Pardon of Assisi.

With “Saint Francis as Penitent,” the exhibition moves into the era of artistic renewal led by the Carracci family. The Saint is depicted in deep meditation, absorbed in prayer before the crucifix, and at times overcome by intense emotion. Annibale Carracci’s innovative compositions helped define a new devotional sensibility.

The third section, “Mystical Ecstasy,” explores the theme of supernatural experience. Recounted in early Franciscan biographies and the Little Flowers (Fioretti), ecstasy became a particularly popular subject during the Counter-Reformation. In works inspired by the Carracci’s innovations, this spiritual dimension is translated into intimate images charged with deep emotional resonance.

With “The Stigmata,” the exhibition addresses one of the most significant episodes in the life of the Poverello (the “Little Poor Man”): on Mount La Verna, Francis receives the marks of Christ’s Passion, becoming an alter Christus—one who follows the Savior through suffering. This is a theme that, during the sixteenth and seventeenth centuries, was depicted with increasing intensity and drama.

One of the most distinctive iconographic themes is the one presented in the fifth section: Saint Francis Receiving the Christ Child from the Virgin Mary. Ludovico Carracci contributed to the popularity of this subject, in which the Saint holds the infant Jesus—offered to him by the Virgin—in his arms. It is a tender, nocturnal scene, likely inspired by the Croniche de li ordini instituiti dal Padre San Francesco (Chronicles of the Orders Founded by Father Saint Francis), a text translated and dedicated to Cardinal Gabriele Paleotti in 1581. The theme was later reinterpreted by artists such as Pietro Faccini and Guercino.

The sixth section, Saint Francis and the Musical Angel, explores the spread of imagery depicting the Saint being comforted by an angel playing a musical instrument. In this subject, music, meditation, and faith converge to create compositions of great intensity. Notable artists who depicted this scene include Annibale Carracci and Guercino.

The seventh section is particularly interesting; it is dedicated to the Cappella del Cordone (Chapel of the Cord) in the Church of San Francesco. The project reconstructs the history of a devotional space in Bologna—now lost—that was consecrated in 1606 and adorned with statues, paintings from the Carracci circle, and works by Mastelletta. A series of twelve visionary paintings by the latter artist is presented here in its entirety for the first time.

The eighth section, Franciscan Culture and the Immaculate Conception, examines the connection between the Franciscan Order and the spread of devotion to the Virgin Mary. Indeed, the Franciscans were among the leading proponents of the doctrine of the Immaculate Conception, which was proclaimed a dogma by Pius IX in 1854.

The exhibition concludes with the section “Saint Francis, Saint Dominic, and the Protectors of Bologna,” which explores the relationship between the founders of the two mendicant orders and the city’s religious history. Although they embodied different spiritual approaches, Saint Francis and Saint Dominic are frequently depicted together, reflecting their roles as protectors of the Bolognese community.

Exhibition on Saint Francis in Bologna: lectures, guided tours, and family activities

“Heaven on Earth: Saint Francis and Bologna in the 16th and 17th Centuries” also offers opportunities for deeper exploration and engagement.

The Educational Services department of the Pinacoteca Nazionale di Bologna is organizing educational activities and guided tours for both adults and children, providing various ways to engage with the exhibition’s themes.

Scheduled events include the lecture “Saint Francis: Between Devotion and Art,” to be given by Professor Daniele Benati on Tuesday, October 13, 2026, at 5:00 PM in the Aula Gnudi.

The exhibition stems from a project launched during the interim directorship of Costantino D’Orazio and is held under the patronage of the National Committee for the celebration of the eighth centenary of the death of Saint Francis of Assisi.

For now, your ever-faithful Michelangelo Buonarroti bids you farewell and looks forward to seeing you in future posts and on social media.

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