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Giulio II: il papa guerriero amante dell’arte

Giulio II ha legato per sempre il suo nome a opere d’arte grandiose, realizzate dai più geniali artisti del tempo e forse di sempre. Non voglio qui tessere le sue lodi: papa sì ma non uno stinco di santo. Della sua vocazione religiosa dubito fortemente mentre ho più certezze sul suo spirito guerriero e sulla capacità di guidare le truppe.

Amava circondarsi di bellezza e voleva fortemente che fosse ricordato attraverso capolavori senza tempo. Non è un caso infatti se commissionò lavori non solo a me ma anche al Sangallo, al Bramante, a Raffaello e ad altri di tal calibro.

Chi era dopotutto Giulio II? Ebbene, Giuliano della Rovere, perché così si chiamava prima di salire al soglio di Pietro, nacque nel 1443 da una famiglia non così ricca come si potrebbe pensare. Era originario di Albisola e, sotto la protezione di suo zio Francesco della Rovere, entrò a far parte dell’ordine francescano. Pareva essere abile nell’apprendimento così i suoi confratelli lo inviarono a studiare diritto nell’università di Perugia non senza lo zampino dello zio.

Non molto tempo dopo il su’ zio venne eletto papa col nome di Sisto IV e la propria carriera ecclesiastica fece passi da gigante…guarda caso, no? Passano i secoli ma la faccenda di favoreggiare parenti e amici è rimasta invariata pure ai tempi vostri: non fatevi troppe illusioni.

Giuliano della Rovere da semplice fraticello divenne arcivescovo di Carpentras, legato d’Avignone e cardinale di San Pietro in Vincoli. Mica finita lì: in poco tempo acquisì altre cariche e viaggiò continuamente fra la Francia e l’Italia per stringere solidi rapporti con i personaggi più influenti del momento.

Nel 1482 fece ritorno a Roma dove creò un proprio dominio. Attorno al monastero di Grottaferrata si fece fare le fortificazioni da Giuliano da Sangallo. Sempre a lui commissionò una roccaforte a Ostia per tentare di proteggere Roma dagli attacchi dei turchi.

Il su’ zio papa morì e il successore Alessandro VI Borgia mise i bastoni fra le ruote al cardinale Giuliano della Rovere. I contrasti furono parecchio accesi e si infiammano quando il figliolo del papa (sì, avete capito bene, il figlio del papa Borgia) conquistò il ducato di Urbino che fino al momento apparteneva ai Montefeltro, strettamente legati ai della Rovere. Papa Alessandro VI passò a miglior vita e a lui successe Giuliano della Rovere con  il nome di Giulio II.

Come pontefice non avrà più limiti e inizierà a fare un po’ come gli pare. Avvierà importante campagne militari e per finanziarle chiederà aiuto al banchiere senese Agostino Chigi. Siccome di palanche non ne aveva mai abbastanza per portare avanti le sue imprese, iniziò pure a vendere le indulgenze e gli uffici ecclesiastici: in pratica era possibile acquistare un cardinalato pagandolo profumatamente oppure conquistarsi il Paradiso sborsando cifre importanti. Un bel papa, no?

Papa Giulio II morirà nel  febbraio del 1513 dopo aver guidato le truppe alla conquista di nuovi territori e aver lasciato un contributo prezioso alla storia dell’arte. Proprio lui infatti avviò l’edificazione del nuovo San Pietro al Bramante, mi commissionò la sua colossale tomba e gli affreschi della volta della Cappella Sistina mentre caricò Raffaello di lavoro con i disegni per gli arazzi da mettere nella Sistina e gli affreschi delle stanze vaticane.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti quasi quotidiani….a seguire vi lascio con il ritratto che gli fece Raffaello.

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Julius II: the warrior pope who loves art

Julius II has always linked his name to great works of art, made by the most brilliant artists of the time and perhaps always. I do not want to weave his praises here: yes, but not a saint’s shin. I doubt strongly of his religious vocation while I have more certainties about his warrior spirit and the ability to lead the troops.

He loved to surround himself with beauty and he strongly wanted him to be remembered through timeless masterpieces. It is no accident, in fact, if he commissioned work not only from me but also from Sangallo, Bramante, Raffaello and others of this caliber.

Who was Julius II after all? Well, Giuliano della Rovere, because it was called before climbing to the throne of Peter, was born in 1443 from a family not as rich as one might think. He was originally from Albisola and, under the protection of his uncle Francesco della Rovere, became part of the Franciscan order. He seemed to be skilled in learning so his brothers sent him to study law at the University of Perugia, not without his uncle’s paw.

Not long after his uncle was elected pope with the name of Sixtus IV and his ecclesiastical career took giant steps … coincidentally, no? The centuries pass but the matter of favoring relatives and friends has remained unchanged even in your time: do not be too many illusions.

Giuliano della Rovere became a simple friar and became archbishop of Carpentras, legate of Avignon and cardinal of San Pietro in Vincoli. Mica ended there: in a short time acquired other positions and traveled continuously between France and Italy to make solid relations with the most influential people of the moment.

In 1482 he returned to Rome where he created his own domain. Around the monastery of Grottaferrata the fortifications were made by Giuliano da Sangallo. He also commissioned a stronghold in Ostia to try to protect Rome from the attacks of the Turks.

His uncle Pope died and his successor, Alessandro VI Borgia, put the sticks in the wheels to Cardinal Giuliano della Rovere. The contrasts were quite heated and they became inflamed when the son of the pope (yes, you understood correctly, the son of Pope Borgia) conquered the duchy of Urbino which until now belonged to the Montefeltro family, closely linked to the della Rovere. Pope Alexander VI passed away and he succeeded Giuliano della Rovere with the name of Julius II.

As a pontiff he will have no more limits and will start to do as he pleases. He will launch important military campaigns and to finance them he will ask for help from the Sienese banker Agostino Chigi. Since he never had enough of his palanches to carry on his exploits, he also began to sell the indulgences and the ecclesiastical offices: in practice it was possible to buy a cardinal by paying it handsomely or conquering Paradise by paying out important amounts. A nice Pope, right?

Pope Julius II died in February 1513 after leading the troops to conquer new territories and left a valuable contribution to the history of art. In fact he himself started the construction of the new San Pietro al Bramante, commissioned me his colossal tomb and the frescoes of the vault of the Sistine Chapel while he loaded Raphael with the drawings for the tapestries to put in the Sistine and the frescoes of the Vatican rooms.

Your always Michelangelo Buonarroti and his almost daily stories … .to follow you with the portrait that Raffaello did.

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