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La Basilica di Santa Croce: il tempio dell’itale glorie

La Basilica di Santa Croce a Firenze è un po’ come se fosse casa mia.

Da secoli il mio corpo si trova lì, non all’interno della tomba che il Vasari progettò per me e che poi altri artisti portarono a termine, ma in una tomba a terra, poco distante dal sepolcro monumentale.

«Ma più beata che in un tempio accolte / Serbi l’Itale glorie»

Dai Sepolcri di Ugo Foscolo
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Sapete, dopotutto sono in buona compagnia: non solo ricevo spesso visite ma, come scrisse il Foscolo qualche annetto fa, Santa Croce è il tempio dell’itale glorie.

Il mio dirimpettaio è Galileo Galilei e, poco più in là, riposano il Machiavelli, lo stesso Foscolo, l’Alfieri e Rossini. Insomma, siamo una bella compagnia di menti non sempre comprese dai contemporanei ma che abbiamo pensato e creato parecchio nel corso delle nostre vite.

Nella Basilica di Santa Croce ci sono anche cenotafi come quello di Dante tanto per citare uno. Che cos’è un cenotafio? Una sorta di tomba celebrativa che non contiene le spoglie del personaggio che omaggia.

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In questa chiesa francescana sono tanti gli artisti che ci hanno lavorato per portarla fino a essere come la potete vedere oggi.

Giotto si mise al lavoro per affrescare sia la Cappella Peruzzi che la Cappella Bardi mentre a Taddeo Gaddi vennero commissionati gli affreschi della Cappella Baroncelli.

Donatello, Alessandro Allori, Ligozzi, Ghiberti ma anche molti altri artisti hanno contribuito a rendere quell’umile oratorio che era agli inizi, la splendida chiesa di Santa Croce.

Fra le opere più interessanti c’è senza dubbio il monumento funebre a Giuseppe La Farina scolpito da Michele Autieri Pomar che vi propongo a seguire.

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Al contrario di quanto si possa pensare, la facciata della basilica è relativamente recente. Quella che vedete oggi né io né altri miei contemporanei ebbero mai modo di ammirarla.

Fu infatti realizzata decennio compreso fra il 1853 e il 1863 dall’architetto Niccolò Matas.

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Nel complesso di Santa Croce è inoltre possibile ammirare una delle architettura più rigorose e simboliche del Rinascimento: la Cappella Pazzi. La cappella fu commissionata al Brunelleschi nel 1429 da Andrea de’ Pazzi. 

I lavori si protrassero a lungo e quando l’architetto morì nel 1446 ancora non era stata ultimata.

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Insomma, se venite a Firenze non perdete l’occasione di venire a trovare me e visitare tutto il complesso di Santa Croce. Vi aspetto: di lì non mi muovo. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

The Basilica of Santa Croce: the temple of Italian glories

The Basilica of Santa Croce in Florence is a bit like my home.

For centuries my body has been there, not inside the tomb that Vasari designed for me and then completed by other artists, but in a tomb on the ground, not far from the monumental tomb.

You know, after all, I’m in good company: not only do I often receive visitors but, as Foscolo wrote a few years ago, Santa Croce is the temple of such glories.

My opposite is Galileo Galilei and, a little further on, Machiavelli, Foscolo himself, Alfieri and Rossini rest. In short, we are a beautiful company of minds not always understood by contemporaries but that we have thought and created a lot in the course of our lives.

In the Basilica of Santa Croce there are also cenotaphs like that of Dante just to name one. What is a cenotaph? A sort of celebratory tomb that does not contain the remains of the character he pays homage.

In this Franciscan church there are many artists who have worked on it to bring it up to be as you can see it today.

Giotto set to work to fresco both the Peruzzi Chapel and the Bardi Chapel while Taddeo Gaddi was commissioned to paint the frescoes in the Baroncelli Chapel.

Donatello, Alessandro Allori, Ligozzi, Ghiberti but also many other artists have contributed to making that humble oratory that was in its beginnings the splendid church of Santa Croce.

Among the most interesting works there is undoubtedly the funeral monument to Giuseppe La Farina sculpted by Michele Autieri Pomar which I propose to follow.

Contrary to what one might think, the facade of the basilica is relatively recent. What you see today neither I nor any of my contemporaries ever had a chance to admire.

It was in fact built in the decade between 1853 and 1863 by the architect Niccolò Matas.

In the complex of Santa Croce it is also possible to admire one of the most rigorous and symbolic architecture of the Renaissance: the Pazzi Chapel. The chapel was commissioned to Brunelleschi in 1429 by Andrea de ‘Pazzi.

The works went on for a long time and when the architect died in 1446 it had not yet been completed.

In short, if you come to Florence do not miss the opportunity to come and visit me and visit the whole complex of Santa Croce. I wait for you: from there I will not move. Always yours Michelangelo Buonarroti

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