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La Cappella Paolina

La Cappella Paolina, come probabilmente sapete, non è accessibile al pubblico. Venne fatta costruire da papa Paolo III Farnese che salì sul soglio pontificio nel 1534. Vi si accede dalla Sala Regia ma è un privilegio che hanno in pochi: la cappella infatti è privata ed è qui che viene esposto il Santissimo Sacramento.

Il progetto venne affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane che il papa in carica già aveva nominato architetto di tutte le fabbriche pontificie. La costruzione vera e propria della Cappella Paolina ebbe inizio nel 1537 e terminò nel 1540.

Sapete, fino al 1670 la cappella veniva adoperata largamente durante il conclave. Qui infatti si raccoglievano i voti per eleggere il nuovo pontefice nella attigua Sistina.

Nell’autunno del 1542 iniziai a lavorare dentro quelle quattro pareti anch’io. Lavoravo un po’ più lentamente rispetto ai tempi del Giudizio Universale. Avevo qualche anno in più a pesarmi sulle spalle, qualche acciacco di troppo e ci si mise di mezzo pure la renella a farmi tribolare. Insomma, non ero messo troppo bene e la salute ogni tanto mi abbandonava. Nel 1544 dovetti interrompere per un po’ i lavori: dovetti curarmi perbenino per non lasciarci le penne.

Prima affrescai la Conversione di Saulo della quale vi propongo un’immagine a seguire. Successivamente misi mano alla Crocifissione di San Pietro. Nella Crocifissione i lavori andavano ancora più a rilento. Papa Paolo III non riuscì a vederla terminata: morì pochi mesi prima.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi discorsi.

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3 Comments »

  1. Ciao Michelangelo…..ecco questa mi piacerebbe molto poterla visitare! So che è un lavoro realizzato in piena controriforma e perciò diversa da ciò che siamo abituati a vedere nelle tue opere e poi in contrasto con le visioni religiose che in quel momento avevi maturato. Insomma un’opera sofferta come la tua ultima produzione, dalla Sagrestia Nuova alla tomba di Giulio II, ci ha lasciato credere.

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      • Scusa il ritardo con cui rispondo ma non riuscivo a farlo. Hai ragione, volevo solo dire che queste due ultime opere sono state particolarmente sofferte proprio per il momento storico post riforma e appunto per le convinzioni religiose di Michelangelo che andrannio a contrastare con ciò che la chiesa ribalterà con il Concilio di Trento.
        Grazie per i bei post che continui a condividere! Buona serata:-)

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