Christian Greco incanta Pietrasanta: il racconto del Museo Egizio tra misteri, scoperte e futuro
Il fascino dell’antico Egitto continua a conquistare il pubblico. Lo ha dimostrato il secondo appuntamento di Versilia Cult, il festival culturale pensato e realizzato da Augusto Palermo che porta sul palco momenti gratuiti dedicati all’arte e al patrimonio culturale presente in Italia.
Nel Chiostro di San Francesco di Pietrasanta affrescato dall’artista milanese Luigi Ademollo tra l’ottobre del 1832 e il dicembre 1833, il pubblico ha accolto con un prevedibile sold out Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, ed Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie.
L’interessante incontro è stato moderato brillantemente dallo storico, archeologo e assiriologo Stefano De Martino, professore ordinario di Ittitologia all’Università di Torino.
Il racconto dei 200 anni del Museo Egizio
La serata è stata un po’ come viaggio attraverso la storia del Museo Egizio di Torino, il più antico museo al mondo interamente dedicato alla civiltà dell’antico Egitto. Venne fondato nel 1824 da re Carlo Felice e ancora oggi è il secondo museo egittologico più importante al mondo dopo, ovviamente, quello del Cairo.
Christian Greco ha affascinato il pubblico con il suo racconto grazie alle sue conoscenze e alla bravura che ha nel renderle fruibili a tutti, anche a chi poco conosce l’egittologia. Un flusso continuo di date, nomi, scoperte e curiosità sia sul Museo Egizio che sul sito archeologico di Saqqara, in Egitto, dove dal 2011 dirige la missione archeologica italo-olandese.
Lo scarabeo che cade dal soffitto e strappa un sorriso
Tra gli episodi più curiosi della serata, quello che ha visto protagonista Evelina Christillin. Nel corso dell’incontro ha raccontato che uno scarabeo le era appena caduto addosso.
Nell’antico Egitto lo scarabeo rappresentava infatti uno degli amuleti più potenti, simbolo di rinascita e rigenerazione. Su sollecitazione della Christillin, un paio di volte il direttore Greco ha rovesciato sotto sopra lo scarabeo che accidentalmente si girava a pancia all’aria, con le zampette rivolte verso il cielo stellato.
Il tema delle restituzioni: “I musei devono raccontare anche la loro storia”
Uno dei momenti più interessanti dell’incontro ha riguardato il delicato tema delle restituzioni delle opere d’arte.
Evelina Christillin ha espresso la propria posizione ricordando come, per esempio, i Marmi del Partenone appartengano alla Grecia, pur sottolineando che siano diventati nel tempo anche un patrimonio culturale universale, capace di formare generazioni di artisti. Ha evidenziato come la questione coinvolga oggi soprattutto i direttori dei musei impegnati nella cooperazione internazionale.
Christian Greco ha affrontato il tema da una prospettiva storica e giuridica.
“Oggi è fondamentale comprendere l’origine delle attività giuridiche che hanno portato le opere nei musei. Il museo può essere decolonizzato nel modo in cui racconta la propria storia. Non significa svuotarlo, ma renderlo trasparente e spiegare il contesto storico in cui è nato”.
Il direttore del Museo Egizio ha inoltre ricordato come il museo torinese non abbia mai ricevuto richieste ufficiali di restituzione da parte dello Stato egiziano.
“I nostri reperti sono arrivati regolarmente. Spesso sui media il tema viene semplificato eccessivamente. Mai è stata presentata una richiesta di restituzione da parte dell’Egitto”.
L’archeologia è cambiata: oggi anche le ossa raccontano la storia
Particolarmente coinvolgente è stato il racconto dedicato agli scavi archeologici di Saqqara.
Greco ha spiegato come nell’antico Egitto solo le persone più ricche potessero permettersi la mummificazione, mentre la maggior parte della popolazione veniva sepolta normalmente. Molti cercavano di essere tumulati vicino alle tombe dei personaggi più influenti e danarosi nella speranza di ottenere protezione o benedizione dopo il passaggio terreno.
Per questo motivo gli archeologi, prima ancora di raggiungere le camere funerarie monumentali, si trovano spesso davanti a centinaia di resti umani che devono essere studiati, catalogati e ricollocati con il massimo rispetto. Un lavoro che esegue personalmente lo stesso Greco.
Greco ha ricordato anche la sua recente partecipazione al convegno internazionale dell’ICOM “Conserver les restes humains”, ospitato al Musée du Quai Branly – Jacques Chirac di Parigi, durante il quale sono state definite nuove linee guida sull’etica, la conservazione e la gestione dei resti umani nei musei e negli scavi archeologici.
Il Museo Egizio che ha cambiato volto
Nel corso della serata Evelina Christillin ha ripercorso anche la trasformazione del Museo Egizio sotto la direzione di Christian Greco.
Negli ultimi anni il museo è tornato protagonista sulla scena internazionale grazie a un importante rinnovamento degli spazi espositivi, progettati secondo criteri contemporanei, ma soprattutto grazie a una nuova idea di museo: non più soltanto luogo di conservazione, ma spazio aperto alla città e al dialogo.
Una visione che ha contribuito a fare del Museo Egizio uno dei principali punti di riferimento della cultura internazionale e che il pubblico di Pietrasanta ha potuto conoscere da vicino grazie a Versilia Cult in una serata capace di unire divulgazione scientifica, storia e grande partecipazione.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Christian Greco conquers Pietrasanta: the Egyptian Museum recounts 200 years of history and looks to the future
The allure of ancient Egypt continues to captivate audiences. This was demonstrated by the second edition of Versilia Cult, the cultural festival conceived and organized by Augusto Palermo, which brings free events dedicated to Italy’s art and cultural heritage to the stage.
In the Cloister of San Francesco in Pietrasanta, frescoed by Milanese artist Luigi Ademollo between October 1832 and December 1833, the audience welcomed Christian Greco, director of the Egyptian Museum of Turin, and Evelina Christillin, president of the Foundation for the Museum of Egyptian Antiquities, to a predictable sold-out audience.
The engaging meeting was brilliantly moderated by historian, archaeologist, and Assyriologist Stefano De Martino, full professor of Hittitology at the University of Turin.
The Story of the Egyptian Museum’s 200th Anniversary
The evening was a bit of a journey through the history of the Egyptian Museum of Turin, the oldest museum in the world entirely dedicated to the civilization of ancient Egypt. It was founded in 1824 by King Charles Felix and remains the second most important Egyptological museum in the world, after, of course, the one in Cairo.
Christian Greco captivated the audience with his story, drawing on his knowledge and skill in making it accessible to everyone, even those with little knowledge of Egyptology. A constant stream of dates, names, discoveries, and curiosities about both the Egyptian Museum and the archaeological site of Saqqara, Egypt, where he has directed the Italian-Dutch archaeological mission since 2011.
The scarab that fell from the ceiling and brought a smile
One of the most curious episodes of the evening was the one involving Evelina Christillin. During the meeting, she explained that a scarab had just fallen on her.
In ancient Egypt, the scarab was one of the most powerful amulets, a symbol of rebirth and regeneration. At Christillin’s urging, Director Greco flipped the scarab upside down a couple of times, causing it to accidentally flip onto its back, its little legs pointing toward the starry sky.
The topic of restitutions: “Museums must also tell their story”
One of the most interesting moments of the meeting concerned the delicate issue of art restitution.
Evelina Christillin expressed her position, recalling how, for example, the Parthenon Marbles belong to Greece, while emphasizing that over time they have also become a universal cultural heritage, capable of shaping generations of artists. She emphasized how the issue today especially concerns museum directors engaged in international cooperation.
Christian Greco approached the topic from a historical and legal perspective.
“Today, it is crucial to understand the origins of the legal processes that brought the works to museums. The museum can be decolonized in the way it tells its story. This doesn’t mean emptying it, but rather making it transparent and explaining the historical context in which it was created.”
The director of the Egyptian Museum also recalled that the Turin museum has never received official requests for restitution from the Egyptian state.
“Our artifacts arrived as expected. The topic is often oversimplified in the media. Egypt has never made a restitution request.”
Archaeology has changed: today, even bones tell stories
The story of the archaeological excavations at Saqqara was particularly engaging.
Greco explained how in ancient Egypt, only the wealthiest people could afford mummification, while the majority of the population was buried normally. Many sought to be buried near the tombs of the most influential and wealthy figures in the hope of receiving protection or blessings after their earthly passing.
For this reason, archaeologists, even before reaching the monumental burial chambers, often find themselves faced with hundreds of human remains that must be studied, cataloged, and relocated with the utmost respect. This is a task that Greco himself carries out personally.
Greco also recalled his recent participation in the ICOM international conference “Conserver les restes humains,” hosted at the Musée du Quai Branly – Jacques Chirac in Paris, during which new guidelines on the ethics, conservation, and management of human remains in museums and archaeological excavations were defined.
The Egyptian Museum that has changed
During the evening, Evelina Christillin also retraced the transformation of the Egyptian Museum under the direction of Christian Greco.
In recent years, the museum has returned to the international scene thanks to a significant renovation of its exhibition spaces, designed according to contemporary criteria, but above all thanks to a new concept of the museum: no longer just a place of conservation, but a space open to the city and dialogue.
This vision has helped make the Egyptian Museum one of the main reference points for international culture, and the Pietrasanta public was able to experience it up close thanks to Versilia Cult in an evening that combined scientific dissemination, history, and great participation.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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