Piero della Francesca svela nuovi segreti: le sue opere più celebri sotto la lente della scienza
Quando arte e tecnologia si incontrano possono accadere cose straordinarie. Due tra i dipinti più iconici del Rinascimento italiano, la Flagellazione di Cristo e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, sono stati infatti protagonisti di una delle più avanzate campagne diagnostiche mai realizzate su opere dell’artista.
Dal 20 al 24 luglio 2026, la Galleria Nazionale delle Marche ha aperto le porte ai ricercatori che, grazie a strumenti di ultimissima generazione, hanno “guardato dentro” i capolavori senza toccarli. L’obiettivo? Scoprire dettagli mai osservati prima sulla tecnica pittorica, sui materiali utilizzati e sui possibili disegni preparatori nascosti sotto la superficie.
Le informazioni raccolte accompagneranno la preparazione della grande mostra che la National Gallery dedicherà a Piero della Francesca dal 2 ottobre 2027 al 30 gennaio 2028, uno degli appuntamenti internazionali più attesi dedicati al maestro del Rinascimento.
La Flagellazione di Cristo e la Madonna di Senigallia osservate come mai prima
Per gli storici dell’arte questi due dipinti rappresentano autentici enigmi pittorici. Da secoli studiosi di tutto il mondo analizzano la loro composizione, la prospettiva matematica, la luce e il significato simbolico.
Oggi, però, la ricerca dispone di strumenti impensabili fino a pochi anni fa. Le moderne tecnologie consentono infatti di entrare virtualmente negli strati della pittura, individuando pigmenti, modifiche apportate durante l’esecuzione e persino tracce invisibili all’occhio umano.
È proprio questo il valore della recente campagna diagnostica svolta a Urbino: ottenere una documentazione scientifica estremamente dettagliata che aiuterà a comprendere ancora meglio il metodo di lavoro di Piero della Francesca.
Le tecnologie che permettono di “vedere” sotto la pittura
Per analizzare i due dipinti è stato impiegato un impressionante insieme di metodologie diagnostiche completamente non invasive.
Tra queste figurano la radiografia digitale, la Macro X-Ray Fluorescence (MA-XRF), l’imaging iperspettrale nel visibile e nell’infrarosso, la fluorescenza iperspettrale, oltre a sofisticate analisi spettroscopiche FTIR-NIR, Raman e UV-VIS-NIR.
Queste tecniche permettono di identificare la distribuzione degli elementi chimici, riconoscere i pigmenti originali, distinguere eventuali restauri successivi, individuare materiali organici e verificare la presenza di disegni preparatori o ripensamenti dell’artista.
È come ricostruire, passo dopo passo, il processo creativo di uno dei più grandi geni del Rinascimento.
Una collaborazione internazionale al servizio dell’arte
Dietro questo importante progetto c’è una vasta rete di competenze scientifiche.
La campagna è stata coordinata da David Buti del CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC), coinvolgendo il CNR ISPC, il CNR SCITEC, il Centro di Eccellenza SMAArt dell’Università degli Studi di Perugia, la National Gallery di Londra e E-RIHS.it, il nodo italiano della grande infrastruttura europea dedicata alla ricerca sul patrimonio culturale.
Fondamentale anche il lavoro della Galleria Nazionale delle Marche, diretta da Luigi Gallo, con il coordinamento operativo della conservatrice Marta Manfredi e il supporto scientifico dello storico dell’arte Giovanni Russo, tra i curatori del catalogo della futura mostra londinese.
Un esempio concreto di come musei, università e centri di ricerca possano unire competenze diverse per ampliare la conoscenza delle opere d’arte.
Perché questa ricerca è così importante per il futuro di Piero della Francesca
Le nuove informazioni non serviranno soltanto alla mostra londinese.
I dati raccolti costituiranno una preziosa base scientifica per le future attività di conservazione dei due dipinti e offriranno agli studiosi strumenti completamente nuovi per interpretare il lavoro di Piero della Francesca.
Ogni pigmento identificato, ogni dettaglio nascosto riportato alla luce e ogni traccia del processo creativo contribuiranno ad arricchire la storia di due capolavori che, dopo oltre cinque secoli, continuano ancora oggi a sorprendere.
È la dimostrazione di come la ricerca scientifica non sottragga poesia all’arte, ma la renda ancora più affascinante. Grazie alle tecnologie più avanzate possiamo infatti avvicinarci sempre di più al gesto dell’artista, osservando ciò che fino a ieri era invisibile e riscoprendo il dialogo silenzioso tra il genio di Piero della Francesca e il nostro presente.
La scienza continua a raccontare il Rinascimento
Ogni nuova indagine diagnostica dimostra che un capolavoro non smette mai di parlare. Anche opere studiate per secoli possono ancora custodire dettagli inediti capaci di riscrivere la nostra conoscenza della pittura rinascimentale.
La Flagellazione di Cristo e la Madonna di Senigallia tornano così al centro della ricerca internazionale, confermando il ruolo della Galleria Nazionale delle Marche come uno dei luoghi fondamentali per lo studio di Piero della Francesca.
Mentre cresce l’attesa per la grande mostra londinese del 2027, queste analisi ricordano quanto il patrimonio artistico italiano continui a essere un laboratorio vivo.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Piero della Francesca Reveals New Secrets: His Most Famous Works Under the Scrub of Science
When art and technology meet, extraordinary things can happen. Two of the most iconic paintings of the Italian Renaissance, Piero della Francesca’s Flagellation of Christ and the Madonna of Senigallia, were the subject of one of the most advanced diagnostic campaigns ever conducted on the artist’s works.
From July 20 to 24, 2026, the Galleria Nazionale delle Marche opened its doors to researchers who, using cutting-edge instruments, “looked inside” the masterpieces without touching them. The goal? To discover never-before-seen details about the painting technique, the materials used, and any preparatory drawings hidden beneath the surface.
The information gathered will inform the preparation of the major exhibition that the National Gallery will dedicate to Piero della Francesca from October 2, 2027, to January 30, 2028, one of the most anticipated international events dedicated to the Renaissance master.
The Flagellation of Christ and the Madonna of Senigallia: See It Like Never Before
For art historians, these two paintings represent authentic pictorial enigmas. For centuries, scholars from around the world have analyzed their composition, mathematical perspective, light, and symbolic meaning.
Today, however, research has tools unimaginable just a few years ago. Modern technologies allow us to virtually penetrate the layers of paint, identifying pigments, modifications made during execution, and even traces invisible to the human eye.
This is precisely the value of the recent diagnostic campaign conducted in Urbino: obtaining extremely detailed scientific documentation that will help us further understand Piero della Francesca’s working method.
Technologies that allow us to “see” beneath the paint
An impressive array of completely non-invasive diagnostic methodologies was used to analyze the two paintings.
These include digital radiography, Macro X-Ray Fluorescence (MA-XRF), hyperspectral imaging in the visible and infrared, hyperspectral fluorescence, as well as sophisticated FTIR-NIR, Raman, and UV-VIS-NIR spectroscopic analyses.
These techniques allow us to identify the distribution of chemical elements, recognize original pigments, distinguish any subsequent restorations, identify organic materials, and verify the presence of preparatory drawings or artist’s afterthoughts.
It’s like reconstructing, step by step, the creative process of one of the greatest geniuses of the Renaissance.
An international collaboration at the service of art
Behind this important project lies a vast network of scientific expertise.
The campaign was coordinated by David Buti of the CNR – Institute of Cultural Heritage Sciences (ISPC), involving the CNR ISPC, the CNR SCITEC, the SMAArt Center of Excellence at the University of Perugia, the National Gallery of London, and E-RIHS.it, the Italian hub of the major European infrastructure dedicated to cultural heritage research.
The work of the Galleria Nazionale delle Marche, directed by Luigi Gallo, was also crucial, with the operational coordination of curator Marta Manfredi and the scientific support of art historian Giovanni Russo, one of the curators of the upcoming London exhibition catalog.
A concrete example of how museums, universities, and research centers can combine diverse expertise to expand knowledge of works of art.
Why this research is so important for the future of Piero della Francesca
The new information will not only benefit the London exhibition.
The data collected will provide a valuable scientific basis for future conservation efforts on the two paintings and will offer scholars entirely new tools for interpreting Piero della Francesca’s work.
Every pigment identified, every hidden detail brought to light, and every trace of the creative process will contribute to enriching the story of two masterpieces that, after more than five centuries, continue to amaze today.
This demonstrates how scientific research does not detract from art’s poetry, but rather makes it even more fascinating. Thanks to the most advanced technologies, we can get ever closer to the artist’s gesture, observing what until recently was invisible and rediscovering the silent dialogue between Piero della Francesca’s genius and our present.
Science continues to tell the story of the Renaissance
Every new diagnostic investigation demonstrates that a masterpiece never stops speaking. Even works studied for centuries can still preserve previously unseen details capable of rewriting our understanding of Renaissance painting.
The Flagellation of Christ and the Madonna of Senigallia thus return to the center of international research, confirming the Galleria Nazionale delle Marche’s role as a key place for the study of Piero della Francesca.
As anticipation grows for the major London exhibition of 2027, these analyses remind us that Italy’s artistic heritage continues to be a living laboratory.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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