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10 ottobre 1521: il Cristo Portacroce collocato in Santa Maria sopra Minerva

Il 10 ottobre del 1521 la seconda versione del Cristo Portacroce che avevo scolpito e fatto ultimare dai miei assistenti, venne collocata nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, a Roma, dove tutt’oggi è possibile vederla.

Avevo firmato in via ufficiale il contratto per la realizzazione della scultura il 14 giugno del 1514, sette anni prima, con gli eredi testamentari di Marta Porcari. A seguire l’andamento dei lavori però fu solamente uno dei tre successori: Metello Vari. Pover’omo.

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Lo feci dannare tra ritardi vari e l’inizio della seconda versione che nemmeno mi soddisfece. Avrei voluto cominciarne una terza per farla meglio ma non ci fu modo. Ormai il Vari voleva la scultura e non ebbe alcuna intenzione di attendere altro tempo prima di veder collocata in Santa Maria sopra Minerva la scultura richiesta.

L’inaugurazione ufficiale del Cristo Portacroce avrebbe dovuto essere fatta con tutti gli onori del caso il giorno di Ognissanti del 1521 come riportò Federigo Frizzi nella lettera che mi scrisse da Roma il 19 ottobre del 1521.

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Le cose però non andarono così. Il Vari non voleva rivelare ai fedeli l’opera fino a quando fossero stati completati gli ornamenti. Il Frizzi però pretendeva di essere pagato da lui prima di eseguire il lavoro mentre il Vari voleva a tutti i costi pagare a lavoro finito. Mi scrisse il Frizzi il 2 novembre del 1521: “Non so chi se la vincerà, o lui o io.”

Il Frizzi uno scultore, mio collaboratore, che avevo incaricato di rimediare ai danni che aveva fatto sull’opera Pietro Urbano. Il 10 marzo del 1521 il Frizzi fu avvertito da Bernardo Cenci, per mio conto, che avrebbe dovuto metter mano al Cristo per provare ad aggiustarlo.

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Amicco charisimo, avisovi chome meser Bernardo Cenci m’à mostro una vostra letera, per la quale voi l’avisate che faci riccapito a me, c[i]oè de l’ornamento de la statua che voi avete fatto. Io ve ne ringrazio per le mile volte; e chosì vi priego che, se io son buono a chosa nesuna per voi, che voi mi ccomandiate, ché io non arei al mondo mag[i]or piacere che di far chosa che vi fusi grata…”

Il Frizzi però non riuscì ad aggiustare in modo tanto corretto l’opera da indurmi a pensare di realizzare la terza versione.

Nonostante ciò, il Cristo Portacroce di Santa Maria Minerva fu definita dal Vasari nell’edizione della Giuntina “Figura mirabilissima” mentre nella Torrentiniana la descrive come “Una figura miracolosissima”.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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October 10, 1521: Christ Carrying the Cross is placed in Santa Maria sopra Minerva

On October 10, 1521, the second version of Christ Carrying the Cross, which I had sculpted and had completed by my assistants, was placed in the Church of Santa Maria sopra Minerva in Rome, where it can still be seen today.

I had officially signed the contract for the sculpture’s creation on June 14, 1514, seven years earlier, with the heirs of Marta Porcari. However, only one of the three successors was responsible for the work: Metello Vari. Poor man. I made him suffer with various delays and the beginning of the second version, which didn’t even satisfy me. I wanted to start a third to make it better, but there was no way. By now, Vari wanted the sculpture and had no intention of waiting any longer before seeing it placed in Santa Maria sopra Minerva.

The official inauguration of the Christ Carrying the Cross was supposed to be held with all due honors on All Saints’ Day 1521, as Federigo Frizzi reported in the letter he wrote to me from Rome on October 19, 1521.

But things didn’t go that way. Vari didn’t want to reveal the work to the faithful until the ornaments were completed. Frizzi, however, demanded payment from him before carrying out the work, while Vari insisted on paying upon completion. Frizzi wrote to me on November 2, 1521: “I don’t know who will win, him or me.”

Frizzi was a sculptor, a collaborator of mine, whom I had commissioned to repair the damage he had done to the work by Pietro Urbano. On March 10, 1521, Frizzi was notified by Bernardo Cenci, on my behalf, that he would have to try to repair the Christ.

“My dear friend, I inform you that Master Bernardo Cenci showed me a letter of yours, in which you advise me to return the favor, namely, for the ornamentation of the statue you have made. I thank you a thousand times over; and so I beg you, if I am good at anything for you, to commend me, for I would have no greater pleasure in the world than to do something that would please you…”

Frizzi, however, was unable to adjust the work so accurately that I considered creating a third version.

Despite this, the Christ Carrying the Cross of Santa Maria Minerva was described by Vasari in the Giuntina edition as a “most wonderful figure,” while in the Torrentiniana he describes it as “a most miraculous figure.”

For now, your Michelangelo Buonarroti bids you farewell, and I’ll see you in future posts and on social media.

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