Vai al contenuto

Boldini a Lucca: la seduzione della pittura e dell’attimo che fugge

Alla Ex Cavallerizza di Lucca, la pittura di fine Ottocento torna a vibrare con una mostra che non è solo da vedere, ma quasi da attraversare come un sogno ad occhi aperti.

Il percorso espositivo ‘Giovanni Boldini. La seduzione della pittura’ offre un’immersione totale nell’universo elegante, frenetico e magnetico di Boldini, maestro nel trasformare la pittura in movimento, luce e desiderio.

Annunci

La pittura come gesto, come respiro, come seduzione

Boldini è il pittore dell’attimo che fugge e che, proprio mentre svanisce, diventa eterno.
Le sue figure femminili non sono mai statiche: sembrano appena uscite da un passo di danza, sospese tra un sorriso e un pensiero, tra un fruscio di seta e un guizzo seduttivo nello sguardo.

il mio alter ego Antonietta Bandelloni alla mostra dedicata a Boldini e Lucca
Annunci

Soni i piccoli dipinti, quelli più intimi e ravvicinati, quelli che amo di più. La pennellata diventa un segno rapido, nervoso, ma incredibilmente preciso: un ricamo pittorico che sfiora il maniacale. Ogni dettaglio, che sia un guanto, un pizzo, una piega di tessuto o il riflesso su una superficie lucida, racconta un mondo fatto di aristocrazie, salotti ovattati e una modernità che comincia a insinuarsi tra le pieghe dell’eleganza.

C’è qualcosa di profondamente sensuale nella sua pittura: non nel senso esplicito, ma in quella tensione continua tra presenza e assenza, tra il corpo e la luce che lo accarezza senza mai trattenerlo.

Annunci

Un dialogo con il suo tempo: arte, società e bellezza

La mostra non è una monografica ma un confronto diretto tra artisti e sensibilità diverse.

Tra le opere esposte si trova il busto in bronzo di Boldini realizzato da Vincenzo Gemito, intenso e veritiero.

Accanto, la delicatezza della “Signora al piano vista di spalle” di Telemaco Signorini introduce una dimensione più silenziosa, domestica, mentre la “Arpista” di Gaetano Esposito sembra sospesa in una musica che non finisce mai.

Annunci

E poi arrivano le atmosfere liquide e luminose di Giuseppe De Nittis, dove l’acqua diventa specchio di emozioni leggere, e la mondanità elegante ma sensibile di Vittorio Corcos, capace di trasformare una semplice figura femminile in un’icona di grazia e mistero.

Il mio alter ego Antonietta Bandelloni alla mostra dedicata a Boldini a Lucca
Annunci

Dentro lo studio di un’artista

Tra le opere che hanno maggiormente catturato la mia attenzione, c’è il dipinto di Boldini “Intenditore nello studio dell’artista”, un olio su tavola del 1870 di piccole dimensioni, proveniente da una collezione privata. La scena sembra aprire uno spiraglio diretto nell’intimità del lavoro dell’artista, trasformando lo studio in un piccolo teatro della visione e del giudizio estetico.

L’artista mostra le proprie opere a quello che appare come un raffinato intenditore, vestito con giacca e pantaloni di uno sgargiante celeste. L’uomo si piega leggermente in avanti, avvicinandosi con un gesto misurato e curioso, gli occhiali stretti in mano, mentre osserva con attenzione un dipinto già incorniciato raffigurante una donna nuda. È un momento lezioso in cui lo sguardo diventa protagonista assoluto: quello dell’artista, quello del collezionista e quello dello spettatore contemporaneo.

Annunci

Alle spalle di Boldini si apre invece il laboratorio del suo immaginario: si intravede un’opera di grande formato appena abbozzata sulla tela mentre in alto compaiono bozzetti e studi preparatori. Tutto parla di creazione in atto, di una pittura che nasce dal movimento continuo dell’idea.

La composizione si arricchisce di dettagli che rendono la scena ancora più umana e veritiera: in basso a sinistra si legge la firma dell’artista con l’anno di esecuzione, mentre sul lato opposto, sul pavimento in legno, giace una cartaccia accartocciata. Un piccolo scarto del processo creativo, forse uno studio abbandonato, un tentativo non riuscito, un frammento di ricerca gettato via.

In questa scena, Boldini sembra svelare non solo il suo atelier, ma anche il suo modo di pensare l’arte: un luogo vivo, attraversato da sguardi, giudizi, correzioni e intuizioni improvvise, dove la bellezza nasce anche dal gesto rapido di ciò che si decide di scartare.

Annunci

Il fascino di Boldini

Boldini nelle sue opere mette in scena bellezza e seduzione, i giochi di sguardi e istanti rubati.
Le donne di Boldini non posano ma sembrano esistere in attimi sospesi. È questa la vera seduzione del suo linguaggio artistico: non ciò che si vede, ma ciò che si intuisce. Non il ritratto, ma il battito.

La mostra rimarrà aperta ancora per un mese, fino al 2 giugno 2026. Non perdetevela.

Annunci

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Annunci

Boldini in Lucca: The Seduction of Painting and the Fleeting Moment

At the Ex Cavallerizza in Lucca, late 19th-century painting returns to life with an exhibition not just to be seen, but almost to be experienced like a daydream.
The exhibition “Giovanni Boldini. The Seduction of Painting” offers a complete immersion in the elegant, frenetic, and magnetic universe of Boldini, a master at transforming painting into movement, light, and desire.

Painting as Gesture, as Breath, as Seduction

Boldini is the painter of the fleeting moment, which, just as it vanishes, becomes eternal.
His female figures are never static: they seem to have just emerged from a dance step, suspended between a smile and a thought, between a rustle of silk and a seductive flicker of the gaze.

These are the small paintings, the most intimate and close-up, that I love most. The brushstroke becomes a rapid, nervous, yet incredibly precise mark: a pictorial embroidery bordering on the obsessive. Every detail, be it a glove, a piece of lace, a fold of fabric, or the reflection on a polished surface, tells of a world of aristocracies, cozy salons, and a modernity beginning to creep into the folds of elegance.

There is something profoundly sensual in his painting: not in the explicit sense, but in that constant tension between presence and absence, between the body and the light that caresses it without ever restraining it.

A dialogue with his time: art, society, and beauty

The exhibition is not a monographic exhibition but a direct exchange between artists and different sensibilities.

Among the works on display is the intense and truthful bronze bust of Boldini by Vincenzo Gemito.

Alongside, the delicate “Lady at the Piano, Seen from Behind” by Telemaco Signorini introduces a quieter, more domestic dimension, while “Harpist” by Gaetano Esposito seems suspended in a never-ending music.

Then come the liquid and luminous atmospheres of Giuseppe De Nittis, where water becomes a mirror of delicate emotions, and the elegant yet sensitive worldliness of Vittorio Corcos, capable of transforming a simple female figure into an icon of grace and mystery.

Inside an Artist’s Studio

Among the works that most captured my attention is Boldini’s painting “Connoisseur in the Artist’s Studio,” a small oil on panel from 1870, from a private collection. The scene seems to offer a direct glimpse into the intimacy of the artist’s work, transforming the studio into a small theater of vision and aesthetic judgment.

The artist displays his works to what appears to be a refined connoisseur, dressed in a striking light blue jacket and trousers. The man leans forward slightly, approaching with a measured and curious gesture, glasses clutched tightly in his hand, as he carefully observes a framed painting of a nude woman. It is a delicate moment in which the gaze takes center stage: that of the artist, that of the collector, and that of the contemporary viewer.

Behind Boldini, the laboratory of his imagination opens up: a large-format work barely sketched on the canvas can be glimpsed, while preparatory sketches and studies appear above. Everything speaks of creation in progress, of a painting born from the continuous movement of the idea.

The composition is enriched with details that make the scene even more human and truthful: at the bottom left, the artist’s signature is visible, along with the year of execution, while on the opposite side, on the wooden floor, lies a crumpled piece of paper. A small remnant of the creative process, perhaps an abandoned studio, a failed attempt, a fragment of research thrown away.

In this scene, Boldini seems to reveal not only his atelier, but also his way of thinking about art: a living place, traversed by glances, judgments, corrections, and sudden intuitions, where beauty is born even from the rapid gesture of what one decides to discard.

Boldini’s Charm

In his works, Boldini showcases beauty and seduction, the interplay of glances and stolen moments.
Boldini’s women don’t pose but seem to exist in suspended moments. This is the true seduction of his artistic language: not what is seen, but what is intuited. Not the portrait, but the pulse.

The exhibition will remain open for another month, until June 2, 2026. Don’t miss it.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

Sostienici – Support Us

Se questo blog ti piace e ti appassiona, puoi aiutarci a farlo crescere sempre più sostenendoci in modo concreto condividendo i post, seguendo le pagine social e con un contributo che ci aiuta ad andare avanti con il nostro lavoro di divulgazione. . ENGLISH: If you like and are passionate about this blog, you can help us make it grow more and more by supporting us in a concrete way by sharing posts, following social pages and with a contribution that helps us to move forward with our dissemination work.

10,00 €

Annunci

Leave a Reply