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Un sonetto dedicato al mio amatissimo Tommaso de’ Cavalieri

Questo che vi propongo a seguire è un sonetto che dedicai al mio amatissimo Tommaso de’ Cavalieri. Dovete sapere che ne esistono differenti redazioni contemporanee, scritte molto probabilmente nel gennaio del 1533.

Cosa scrissi in queste righe?

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Se è vero che i sentimenti del cuore appaiono riflessi per mezzo degli occhi nel volto, non ho un mezzo più chiaro per manifestare il mio ardore, per richiedere la tua benevolenza che guarda all’onesta passione che mi arde con più fede di quanto io creda.

Sarà sollecito e pietoso nei miei riguardi come la grazia che Dio elargisce con più abbondanza su chi la sa invocare meglio.Felice quel giorno, se ciò accadrà.

A seguire vi propongo l’intero sonetto.

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 Se nel volto per gli occhi il cor si vede,
altro segno non ho più manifesto
della mie fiamma; addunche basti or questo,
signor mie caro, a domandar mercede.
  Forse lo spirto tuo, con maggior fede5
ch’i’ non credo, che sguarda il foco onesto
che m’arde, fie di me pietoso e presto,
come grazia c’abbonda a chi ben chiede.
  O felice quel dì, se questo è certo!
Fermisi in un momento il tempo e l’ore,10
il giorno e ’l sol nella su’ antica traccia; 
  acciò ch’i’ abbi, e non già per mie merto,
il desïato mie dolce signore
per sempre nell’indegne e pronte braccia.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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