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La Scultura del giorno: l’Achille Ferito del Fraccaroli

La Scultura del giorno che vi propongo oggi è l’Achille Ferito, capolavoro assoluto di Innocenzo Fraccaroli scolpito nel 1832.

L’opera fu realizzata dall’artista durante il suo soggiorno romano senza alcun committente. Fu scolpita per essere esposta: ecco perché fra la realizzazione del modello in gesso nel 1832 e la traduzione in marmo passarono dieci anni.

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…sorreggersi ad un’ara col braccio destro, e curvo della persona, tutta ignuda, volgesi rapidamente alla ferita cl sinistro braccio steso alla gamba che porta infissa nel tallone la freccia fatale…

Così scrisse il Fraccaroli in una lettera la nascita dell’Achille Ferito

La scultura in questione, alla stregua di altri capolavori di Faccaroli, è palesemente ispirata ai modelli degli scultori neoclassici come Canova e Thorvaldsen.

Achille a gambe divaricate dona un’impostazione piramidale a tutto il gruppo. Mentre la semplicità dello schema positivo fa pensare al Giasone di Thorvaldsen, lo stato d’animo mostrato da Achille ha un carattere più romantico.

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L’opera riscosse un ottimo successo da parte del pubblico e della critica. Fraccaroli propose il modello in gesso dell’Achille Ferito all’Esposizione di Belle Arti di Verona del 1835 che fu descritto nel catalogo da Orti Manara in questi termini:

Achille, ferito al tallone, si sforza di reggersi in piedi dopo il colpo mortale e prima di cadere morto. L’eroe è ritratto nudo ad eccezione dell’elmo greco adorno di vari fregi fra cui spicca un ippogrifo sormontato da una lunga criniera che gli scende sulle spalle. La figura di Achille, riguardandosi la ferita, si appoggia a un’ara su cui ha gettato il suo mantello.

Il marmo invece fu esposto per la prima volta all’Accademia di Brera nel 1842 e successivamente fu portata a Londra nel 1851, Parigi nel 1855 e infine fece tappa a Monaco di Baviera nel 1669.

Dopo aver venduto la scultura, Fraccaroli volle ricomprarla per donarla al nobile milanese Eugenio Cantoni. Quando Cantoni passò a miglior vita, fu donata alla Pinacoteca di Brera che la depositò presso la Galleria d’Arte Moderna a Milano, dove tutt’oggi è possibile ammirarla.

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Innocenzo Fraccaroli era nato in una famiglia assai modesta il 28 dicembre del 1805 a Castelrotto di Vapolicella, in provincia di Verona. Attorno al 1808 si traferì assieme alla famiglia a Parona all’Adige e frequentò la bottega di un intagliatore veronese.

Divenne allievo dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e nel 1829 vinse il gran premio di scultura indetto dall’Accademia di Brera. Grazie a quel premio ebbe modo di perfezionare i suoi studi a Roma dal 1830 e il 1835. Nella città eterna conobbe e frequentò Bertel Thorvaldsen e Pietro Tenerani.

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Poco a poco le sue opere lo resero noto e apprezzato per quello stile riconoscibile, ispirato a Canova e a Thorvaldsen.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Sculpture of the day: the Wounded Achilles by Fraccaroli

The Sculpture of the day that I propose to you today is the Wounded Achilles, an absolute masterpiece by Innocenzo Fraccaroli sculpted in 1832.

The work was created by the artist during his stay in Rome without any client. It was made to be exhibited: this is why ten years passed between the creation of the plaster models in 1832 and the translation into marble.

… support yourself against an altar with your right arm, and bending over your body, completely naked, quickly turn to the wound with your left arm extended to the leg that carries the fatal arrow stuck in the heel…

Thus wrote Fraccaroli in a letter the birth of the wounded Achilles

The sculpture in question, like other masterpieces by Faccaroli. it is clearly inspired by the models of neoclassical sculptors such as Canova and Thorvaldsen. Achilles with legs apart gives a pyramidal setting to the whole group. While the simplicity of the positive pattern suggests Thorvaldsen’s Jason, the mood shown by Achilles has a more romantic character.

The work was a great success from the public and critics. Fraccaroli proposed the plaster model of the Wounded Achilles at the Fine Arts Exhibition in Verona in 1835, presented in the catalog by Orti Manara in these terms:

Achilles, wounded in the heel, struggles to stand after the fatal blow and before falling dead. The hero is portrayed naked with the exception of the Greek helmet adorned with various friezes among which a hippogriff stands out surmounted by a long mane that descends on his shoulders. The figure of Achilles, covering his wound, leans against an altar on which he has thrown his cloak.

The marble, on the other hand, was exhibited for the first time at the Brera Academy in 1842 and was subsequently taken to London in 1851, Paris in 1855 and finally made a stop in Munich in 1669.

After selling the sculpture, Fraccaroli wanted to buy it back to give it to the Milanese nobleman Eugenio Cantoni. When Cantoni passed away, it was donated to the Pinacoteca di Brera which deposited it at the Galleria d’Arte Moderna in Milan, where it can still be admired today.

Innocenzo Fraccaroli was born into a very modest family on 28 December 1805 in Castelrotto di Vapolicella, in the province of Verona. Around 1808 he moved with his family to Parona all’Adige and frequented the workshop of a Veronese carver.

He became a pupil of the Academy of Fine Arts in Venice and in 1829 won the sculpture grand prize organized by the Brera Academy. Thanks to that prize he was able to perfect his studies in Rome from 1830 to 1835. In the Eternal City he met and frequented Bertel Thorvaldsen and Pietro Tenerani.

Little by little his works made him known and appreciated for that recognizable style, inspired by Canova and Thorvaldsen.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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