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Il cartone dell’Epifania in restauro al British Museum

Al British Museum sono in corso i lavori di restauro che interessano il mio cartone dell’Epifania, uno dei pochissimi arrivati indenni o quasi fino ai vostri giorni.

Le indagini diagnostiche erano state avviate già nel 2018 ma non molto tempo dopo sono state interrotte dall’arrivo della pandemia. Il restauro dovrebbe terminare entro il maggio 2024 quando il cartone verrà esposto in modo permanente nel museo.

Questa soluzione dell’esposizione perpetua di un disegno così importante che per sua natura è fragile mi lascia assai stupito. Preferirei di gran lunga una mostra periodica dell’opera come viene effettuata a Casa Buonarroti che abitualmente propone al pubblico un nucleo assai ristretto di miei disegni. Li espone a rotazione nelle teche in modo tale da non far permanere mai nessuno di essi troppo a lungo agli effetti deleteri della luce.

Fotografia: Linda Nylind/The Guardian
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Il cartone dell’Epifania si trovava in casa mia a Macel de’ Corvi a Roma quando passai a miglior vita. Ereditato da il mi nipote Lionardo e consegnatogli assieme ad altri otto cartoni dall’allora governatore di Roma, Lionardo ne volle fare dono a Roberto Ubaldini, in notaio che aveva redatto l’inventario il giorno seguente alla mia morte.

La storia dell’Epifania è lunga e complessa, ve ne ho parlato nel dettaglio QUA spiegandovi anche come mai finì al British Museum nel 1893 dopo che il collezionista scozzese John Malcom of Poltalloch riuscì ad acquistarlo per sole dodici sterline, anche al tempo una cifra ridicola se paragonata al suo valore inestimabile.

La restauratrice Emma Turner con l’Epifania di Michelangelo. Fotografia: Linda Nylind/The Guardian
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Il cartone che avevo disegnato per il Condivi, bravo scrittore ma artista modesto, è formato da ventisei fogli di carta, fatta di cotone, canapa e lino, sovrapposti e poi incollati assieme adoperando la colla fatta con la farina per creare un cartone di 2,32 metri per 1,65.

«Ci sono linee ben eseguite, e ci sono anche tratteggi, tratteggi incrociati e alcune sfumature. E sebbene sia principalmente eseguito con il gesso nero, fa anche uso del carbone»

Ha specificato la restauratrice dell’opera Emma Turner

A occuparsi dell’impegnativo restauro sarà Emma Turner, restauratrice di lunga data del British Museum. Sul cartone nel corso dei secoli sono state fatte diverse riparazioni e rattoppi. Sembra che a un certo punto della sua esistenza il cartone sia stato foderato con un tessuto mentre dal diciannovesimo secolo in poi fu dotato di un controfondo in carta marrone e fatto aderire a un pannello di pino, al momento rimosso.

La restauratrice Turner e i suoi collaboratori al momento stanno valutando quale sia la più consona metodologia di restauro da seguire per stabilizzare l’opera.

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Turner ha precisato che le riparazioni eseguite nei secoli precedenti verranno rimosse solo nel caso in cui stiano causando problemi alla conservazione dell’opera, in caso contrario rimarranno.

Prima del termine del 2022, il cartone dovrà essere capovolto. E’ un’operazione assai complessa e rischiosa che permetterà di studiare approfonditamente il rovescio che comprende anche alcuni strappi che interessano sia il controfondo che il cartone vero e proprio.

Al termine del restauro, l’Epifania verrà rimontata sopra un pannello a nido d’ape in alluminio molto leggero ma rigido per consentire a tutti di vedere i bordi del cartone.

Le indagini diagnostiche e il restauro vengono sostenute economicamente dal progetto di conservazione dell’arte di Bank of America.

“Vogliamo essere il più neutrali possibile nei nostri interventi di conservazione. Sono già state fatte così tante ricerche e c’è molto di più che faremo prima di attuare qualsiasi trattamento Siamo fiduciosi di offrire la migliore soluzione possibile. L’Epifania non sarà mai in condizioni fantastiche, ma speriamo di mantenerla stabile”.

La restauratrice Emma Turner
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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti con questa bella notizia di un nuovo restauro vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

The Epiphany cartoon being restored in the British Museum

At the British Museum, restoration work is underway regarding my Epiphany cartoon, one of the very few that arrived undamaged or almost up to your day.

The diagnostic investigations had already been started in 2018 but were interrupted not long after by the arrival of the pandemic. The restoration is expected to be completed by May 2024 when the cartoon goes on permanent display in the museum. This solution of the permanent exhibition of such an important drawing which by its nature is fragile leaves me very amazed.

I would much prefer a periodic exhibition such as is held at Casa Buonarroti which usually has a very small group of my drawings on display. He exhibits them in rotation in display cases in such a way as to never let any of them remain too long under the harmful effects of light.

This cartoon was in my house in Macel de’ Corvi in ​​Rome when I passed away. Inherited by my nephew Lionardo and delivered to him together with eight other cartoons by the then governor of Rome, Lionardo wanted to give it to Roberto Ubaldini, a notary who had drawn up the inventory the day following my death.

The history of the Epiphany is long and complex, I have told you about it in detail HERE also explaining why it ended up in the British Museum in 1893 after the Scottish collector John Malcom of Poltalloch managed to buy it for only twelve pounds, even at the time a ridiculous amount when compared to its priceless value.

The cartoon that I had drawn for Condivi, a good writer but a modest artist, is made up of twenty-six sheets of paper, made of cotton, hemp and linen, superimposed and then glued together using glue made with flour to create a cartoon of 2, 32 meters by 1.65.

“There are well-executed lines, and there are also hatching and cross-hatching and some shading. And although it is mainly done in black chalk, it also makes use of charcoal»

Specified the restorer of the work Emma Turner

The demanding restoration will be carried out by Emma Turner, longtime restorer of the British Museum. Several repairs and patches have been made to the cardboard over the centuries and it appears that at some point in its history the cardboard was lined with a fabric whereas from the 19th century onwards it was fitted with a brown paper backing and adhered to a pine panel, currently removed.

The restorer Turner and her collaborators are currently evaluating which is the most appropriate restoration methodology to follow to stabilize the work.

The restorer Turner and her collaborators are currently evaluating which is the most appropriate restoration methodology to follow to stabilize the work.

Restorer Emma Turner specified that repairs carried out in previous centuries will only be removed if they are causing problems for the conservation of the work, otherwise they will remain.

Before the 2022 deadline, the carton will need to be turned over. It is a very complex and risky operation that will allow you to study the reverse in depth, which also includes some tears affecting both the backing and the cardboard itself.

At the end of the restoration, the Epiphany will be reassembled on a very light but rigid aluminum honeycomb panel to allow everyone to see the edges of the cardboard.

Diagnostic investigations and restoration are financially supported by the Bank of America art conservation project.

“We want to be as neutral as possible in our conservation efforts. So much research has already been done and there is so much more we will do before any treatment is implemented We are confident that we are offering the best possible solution. Epiphany will never be in fantastic shape, but we hope to keep it stable.”

The restorer Emma Turner

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you with this good news of a new restoration, making an appointment for the next posts and on social media.

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