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Il cartone dell’Epifania

L’ Epifania è uno dei dieci cartoni che si trovavano a casa mia a Macel de’ Corvi al momento dell’inventario. L’elenco di tutto quello che c’era dentro le quattro mura di casa fu redatto da Roberto Ubaldini il giorno successivo alla mia morte, il 19 febbraio del 1564.

Nella mia camera furono rinvenuti una decina di cartoni: 5 relativi a diverse architetture soprattutto della fabbrica di San Pietro mentre altri quattro furono annotati a questa maniera:

1. Un cartone grande, dov’è designato una pietà con nove figure non finite.

2. Un altro cartone grande, dove sono designate e schizzate tre figure grandi e due putti.

3. Un altro cartone grande, dove è designato e schizzato una figura grande sola.

4. Un altro cartone grande, dove sono designati e schizzati la figura di N. S. Gesù Cristo e quella della gloriosa Vergine Sua Madre.

Qualche tempo dopo, il 21 aprile del medesimo anno, l’allora governatore di Roma consegnò otto di quei cartoni al mi nipote Lionardo. All’appello mancavano due cartoni: uno era stato consegnato al mio amato Tommaso de’ Cavalieri il 7 aprile perché così avevo lasciato detto quand’ancora ero in vita mentre l’altro cartone finì nelle mani del notaio per volontà del mi nipote nonché erede universale.

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Il cartone che oggi conosciamo con il nome dell’Epifania e che è possibile ammirare al British Museum di Londra, fu proprio quello che venne regalato al notaio Roberto Ubaldini e venne citato nel documento del 21 aprile già con la citazione dell’Epifania.

« in quo sunt designate tres figurae magnae et duo pueri, nuncupato epifania ».

Il cartone dell’Epifania ha dimensioni importanti: misura 2,32 metri in altezza e 1,65 metri in larghezza. Per ottenere quelle dimensioni unii assieme ventisei fogli di carta. Quel disegno l’avevo realizzato per farlo poi trasporre in pittura dal Condivi. Proprio così, il Condivi non solo fu il mio biografo ma provava pure a dipingere anche se i risultati non sempre erano di buona qualità.

Ascanio Condivi « pestò parecchi anni intorno a una tavola, che Michelagnolo gli aveva dato un cartone; nel finire se n’è ito in fummo quella buona spettazione che si credeva di lui, che mi ricordo che Michelagnolo gli veniva compassione sì dello stento suo, e l’aiutava di sua mano; ma giovò poco…»

Così scrisse il Vasari in merito al dipinto che il Condivi stava realizzando adoperando il mio disegno.

Come è finito il cartone al British Museum?

Secondo le cronache messe nero su bianco dal Bottari, questo cartone entrò a far parte delle collezioni di Palazzo Farnese fino a quando il re di Napoli lo volle regalare al cardinale Silvio Valenti.

Nell’Ottocento fu comprato dal collezionista scozzese John Malcom of Poltalloch per sole dodici sterline: una cifra pure all’epoca ridicola. Dopo la sua morte avvenuta nel 1893, il su figliolo lo regalò al British Museum.

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I personaggi del cartone

I personaggi che appaiono nel cartone dell’Epifania non fanno pensare a questa scena dei Vangeli. Il Thode ragionò a lungo su quest’opera supponendo che l’uomo senza barba che compare sulla sinistra potesse essere il profeta Isaia che aveva profetizzato a lungo la venuta del Salvatore.

Sarà davvero Isaia? Non lo sapremo mai ma è una delle possibilità.

Le altre figure sono più facilmente identificabili. Si vedono la Madonna, San Giuseppe già in là con gli anni, Gesù Bambino e il San Giovannino che nei loro gesti molto ricordano i putti che compaiono nelle lunette della volta della Cappella Sistina.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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The cartoon of the Epiphany

The Epiphany is one of ten cartoons that were in my house in Macel de ‘Corvi at the time of the inventory. The list of everything that was inside the four walls of the house was drawn up by Roberto Ubaldini the day after my death, on February 19, 1564.

A dozen cartoons were found in my room: 5 relating to different architectures, especially the San Pietro factory, while another four were noted in this way:

  1. A large cartoon, where a piety with nine unfinished figures is designated.
  2. Another large cartoon, where three large figures and two putti are designated and sketched.
  3. Another large cartoon, where a single large figure is designated and sketched.
  4. Another large cartoon, where the figure of N. S. Jesus Christ and that of his glorious Virgin Mother are designated and sketched.

Some time later, on 21 April of the same year, the then governor of Rome delivered eight of those cartoons to my nephew Lionardo. Two boxes were missing from the appeal: one had been delivered to my beloved Tommaso de ‘Cavalieri on 7 April because I had left it said when I was still alive while the other cartoon ended up in the hands of the notary by the will of my nephew and universal heir. .

The cartoon that we know today with the name of the Epiphany and that can be admired at the British Museum in London, was precisely the one that was given to the notary Roberto Ubaldini and was mentioned in the document of 21 April already with the mention of the Epiphany.

“In quo sunt designate tres Figurae magnae et duo pue-ri, nuncupato epiphany”.

The Epiphany cartoon has important dimensions: it measures 2.32 meters in height and 1.65 meters in width. To get that size, I joined twenty-six sheets of paper together. I made that drawing to then transpose it into painting by Condivi. That’s right, Condivi was not only my biographer but he also tried to paint even if the results were not always of good quality.

Ascanio Condivi «pounded for several years around a table, which Michelagnolo had given him a cartoon; in the end, we were in that good expectation that was believed to be of him, that I remember that Michelagnolo took pity on him so much for his difficulty, and helped her out of his hand; but he was of little use … “

Thus wrote Vasari about the painting that Condivi was making using my drawing.

How did the cartoon at the British Museum end up?

According to the chronicles put in black and white by Bottari, this cartoon became part of the collections of Palazzo Farnese until the king of Naples wanted to give it to Cardinal Silvio Valenti.

In the nineteenth century it was bought by the Scottish collector John Malcom of Poltalloch for only twelve pounds: a figure that was ridiculous at the time. After his death in 1893, his son gave it to the British Museum.

The characters of the cartoon

The characters that appear in the Epiphany cartoon do not suggest this scene from the Gospels. Thode reasoned for a long time on this work assuming that the beardless man who appears on the left could be the prophet Isaiah who had long prophesied the coming of the Savior.

Could it really be Isaiah? We will never know but it is one of the possibilities.

The other figures are more easily identifiable. We see the Madonna, St. Joseph already over the years, the Child Jesus and the St. John who in their gestures are very reminiscent of the cherubs that appear in the lunettes of the vault of the Sistine Chapel.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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