La scalinata di Piazza di Spagna
La scalinata di Piazza di Spagna è una delle più note e affascinanti del mondo. Con i suoi 135 gradini crea un grande impatto scenico tanto che nel corso degli anni ha fatto da sfondo ha celebri scene di film ed è stata usata come passerella per sfilate di moda.
Si trova nell’omonima piazza, davanti alla Barcaccia, la fontana realizzata da Pietro Bernini ed è conosciuta anche con il nome di Scalinata di Trinità dei Monti.
Ma perché c’è quel riferimento alla Spagna sia nel nome della scalinata che in quello della piazza?
Piazza di Spagna prende il nome dal Palazzo che vi si affaccia: è la sede dell’ambasciata spagnola presso il Vaticano. La scalinata fu realizzata per collegare in modo diretto l’ambasciata dei Borbone di Spagna in Piazza Francia (così si chiamava all’epoca l’attuale Piazza di Spagna) alla chiesa di Trinità dei Monti.
La storia della Scalinata di Trinità dei Monti
Nel 1717 papa Clemente XI Albani bandì un concorso pubblico per il progetto della grande scalinata. Parteciparono con tante idee diverse i più grandi architetti del tempo ma a spuntarla furono Francesco de Sancis e Alessandro Specchi. Non era un’impresa facile risolvere la questione del grande dislivello fra quella che allora si chiamava Piazza di Francia e le pendici del Pincio dominate dalla grande chiesa di Trinità dei Monti.
La scala venne commissionata materialmente dal cardinale Pierre Guérin de Tencin, cardinale e arcivescovo francese. I due architetti si confrontarono sulla faccenda a lungo. Alla fine il progetto prescelto risultò essere quello di De Sancis che optò per una grande scalinata suddivisa in terrazze che sarebbero poi state decorate in primavera e nella stagione estiva con numerosi fiori per dare l’idea di una sorta di giardino.
I lavori iniziarono qualche anno dopo grazie a lauti finanziamento francesi, sotto il pontificato di Innocenzo XIII e finirono con papa Benedetto XIII. Fu proprio Benedetto XIII Orsini a inaugurare la Scalinata di Trinità dei Monti in occasione del giubileo del 1725.
La scalinata regala un effetto ottico davvero particolare: mano a mano che ci si avvicina sembra sempre più imponente e maestosa. E’ un effetto voluto proprio da De Sanctis.
Goethe, nel 1787, ebbe modo di vedere i lavori di preparazione per mettere a dimora il grande obelisco dinnanzi alla Chiesa di Trinità dei Monti, fatto sistemare lì da papa Pio VI e ne scrisse in questi termini:
«A Trinità dei Monti stanno scavando per gettare le basi del nuovo obelisco; lassù il terreno non è che materiale riportato dalle rovine dei giardini appartenuti a Lucullo e poi di proprietà dei Cesari.» da Viaggio in Italia di Goethe
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The Spanish Steps
The Spanish Steps are one of the most famous and fascinating in the world. With its 135 steps it creates a great scenic impact so that over the years it has been the backdrop for famous movie scenes and has been used as a catwalk for fashion shows.
The fountain created by Pietro Bernini is located in the square of the same name, in front of the Barcaccia, and is also known as the Spanish Steps.
But why is there that reference to Spain both in the name of the staircase and in that of the square?
Piazza di Spagna takes its name from the palace that overlooks it: it is the seat of the Spanish embassy to the Vatican. The staircase was built to directly connect the embassy of the Bourbons of Spain in Piazza Francia (as the current Piazza di Spagna was called at the time) to the church of Trinità dei Monti.
The history of the Spanish Steps
In 1717 Pope Clement XI Albani announced a public competition for the design of the grand staircase. The greatest architects of the time participated with many different ideas, but the winners were Francesco de Sancis and Alessandro Specchi. It was not an easy task to resolve the question of the great difference in height between what was then called Piazza di Francia and the slopes of the Pincio dominated by the great church of Trinità dei Monti.
The staircase was actually commissioned by Cardinal Pierre Guérin de Tencin, French cardinal and archbishop. The two architects discussed the matter for a long time. In the end, the chosen project turned out to be that of De Sancis who opted for a large staircase divided into terraces that would then be decorated in spring and summer with numerous flowers to give the idea of a sort of garden.
The works began a few years later thanks to lavish French funding, under the pontificate of Innocent XIII and ended with Pope Benedict XIII. It was Benedict XIII Orsini who inaugurated the Spanish Steps on the occasion of the 1725 jubilee.
The staircase gives a very special optical effect: as you get closer it seems more and more imposing and majestic. It is an effect desired by De Sanctis.
Goethe, in 1787, was able to see the preparatory work to plant the large obelisk in front of the Church of Trinità dei Monti, placed there by Pope Pius VI and wrote about it in these terms:
«At Trinità dei Monti they are digging to lay the foundations for the new obelisk; up there the land is nothing but material brought back from the ruins of the gardens that belonged to Lucullus and then owned by the Caesars. “ from Viaggio in Italia by Goethe
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