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La Loggia dei Lanzi e i suoi capolavori

La Loggia dei Lanzi fu edificata agli inizi del Trecento e veniva adoperata per ospitare in luogo coperto le assemblee pubbliche ma anche le cerimonie della Repubblica Fiorentina.

Oggi accoglie un gran numero di sculture ed è una sorta di galleria d’arte a cielo aperto, visitabile a titolo gratuito di giorno e di notte.

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I due leoni

La Loggia dell’Orcagna, detta anche Loggia dei Lanzi, è una sorta di galleria d’arte a cielo aperto, visitabile a titolo gratuito di giorno e di notte.

La gradinata che conduce all’ingresso principale è sorvegliata da due leoni in marmo: quello a destra è di epoca romana mentre l’altro è opera di Flaminio Vacca e risale al 1600.

Perché la scelta di mettere qua proprio due leoni? Secondo antiche tradizioni che già erano in uso addirittura nelle civiltà mesopotamiche, i leoni proteggerebbero dalle presenze negative.

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Il Perseo del Cellini

Il Perseo, con i suoi 3,20 metri di altezza compreso il pregevole piedistallo istoriato, è l’opera di maggior pregio della Loggia dei Lanzi. Fu Cosimo I a commissionare la sua realizzazione a Benvenuto Cellini.

L’opera che vedete oggi davanti alla Loggia dei Lanzi è ancora l’originale che venne realizzato fra il 1545 e il 1554 mentre il piedistallo originale è conservato al Museo Nazionale del Bargello.

Il Perseo simboleggia il Duca che recide le esperienze repubblicane con un colpo netto, rappresentate dalla povera Medusa decapitata.

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Il Ratto delle Sabine

Un giovane solleva una ragazza che tenta di divincolarsi dalla stretta mentre fra le gambe del giovane c’è un vecchio che si dispera per l’imminente rapimento della figlia. E’ la vicenda che viene narrata sia dallo storico greco Plutarco che dallo storico greco Tito Livio che racconta l’episodio avvolto un po’ nella leggenda che accadde dopo la fondazione di Roma ovvero il ratto delle ragazze che vivevano nella zona della Sabina per procreare e far crescere la nuova città.

L’opera fu commissionata dalla famiglia Medici nel 1574 al Giambologna, ovvero Jean de Boulogne e viene interpretata anche come le tre età dell’uomo: la fanciullezza rappresentata dalla ragazza, la maturità dell’uomo al centro e la vecchiaia raffigurata dall’uomo accasciato.

Lì dove ora c’è il Ratto delle Sabine, originariamente era stata collocata la Giuditta di Donatello. L’opera del Giambologna è ancora l’originale ma da tempo si discute se sia il caso o meno di portarla in ambiente protetto, al riparo dagli agenti atmosferici.

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Ercole e Nesso

Anche il gruppo scultoreo di Ercole che combatte con il centauro Nesso è opera del Giambologna. In un primo momento, nel 1599, era stato posizionato sul Canto dei Carnesecchi.

Fu spostato in diverse occasioni finanche a decorare la piazzetta sulla riva sinistra dell’Arno nei pressi di Ponte Vecchio fino a trovare la sua collocazione definitiva nella Loggia dei Lanzi.

oto by antonio filigno on Pexels.com
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Il Ratto di Polissena

Il Ratto di Polissena è una mirabile opera di Pio Fedi. Fu realizzata fra il 1855 e il 1865 ed è l’opera più moderna che si trova nella Loggia dei Lanzi.

Polissena era la figlia più piccola di Priamo che venne rapita da Neottolemo per essere sacrificata. il sacrificio doveva assicurare il ritorno delle navi greche in partenza per la Guerra di Troia. Nell’opera vedete Pirro che rapisce Polissena e che sta per uccidere la madre Ecuba che sta cercando di trattenerlo.

Photo by Lorenzo Porrea on Pexels.com
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Patroclo e Menelao

Patroclo e Menelao sono di epoca romana: il gruppo è una copia di epoca flavia di un originale greco risalente al 230-240 aC. Quest’opera fu donata a Cosimo I da papa Pio V assieme alle sei figure femminili che si vedono sul fondo della Loggia.

Photo by antonio filigno on Pexels.com
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Le sei figure femminili

Come accennato prima, le sei figure di donna furono donate da papa Pio V a Cosimo I de’ Medici e si suppone provengano dal Foro di Traiano di Roma. Quello che è certo è che furono rinvenute a metà del Cinquecento. Furono prima adoperate per decorare Villa Medici a Roma per poi giungere a Firenze nel 1789.

La terza donna da sinistra è stata identificata come Thunselda, la prigioniera e moglie di Arminio mentre le ultime tre sembra raffigurino matrone romane di rango imperiali.

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The Loggia dei Lanzi and its masterpieces

The Loggia dei Lanzi was built at the beginning of the fourteenth century and was used to host public assemblies in a covered place but also the ceremonies of the Florentine Republic. Today it houses a large number of sculptures and is a sort of open-air art gallery, which can be visited free of charge day and night.

The two lions

The Loggia dell’Orcagna, also known as the Loggia dei Lanzi, is a sort of open-air art gallery, which can be visited free of charge during the day and at night. The steps leading to the main entrance are guarded by two marble lions: the one on the right is from the Roman era while the other is the work of Flaminio Vacca and dates back to 1600. Why did you choose to put two lions here? According to ancient traditions that were already in use even in Mesopotamian civilizations, lions would protect against negative presences.

Cellini’s Perseus

The Perseus, with its 3.20 meters in height including the valuable historiated pedestal, is the most valuable work of the Loggia dei Lanzi. It was Cosimo I who commissioned its construction to Benvenuto Cellini.

The work you see today in front of the Loggia dei Lanzi is still the original that was created between 1545 and 1554 while the original pedestal is kept in the Bargello National Museum.

Perseus symbolizes the Duke who cuts off the republican experiences with a clean blow, represented by the poor decapitated Medusa.

The Rape of the Sabine Women

A young man lifts a girl who tries to free herself from her grip while between the legs of the young man there is an old man who is desperate for the imminent kidnapping of his daughter. It is the story that is narrated both by the Greek historian Plutarch and by the Greek historian Tito Livio who recounts the episode wrapped up a bit in the legend that happened after the foundation of Rome or the rape of the girls who lived in the Sabina area to procreate and grow the new city.

The work was commissioned by the Medici family in 1574 to Giambologna, or Jean de Boulogne and is also interpreted as the three ages of man: childhood represented by the girl, man’s maturity in the center and old age represented by the slumped man .

Where the Rape of the Sabine women now stands, Donatello’s Judith was originally placed. Giambologna’s work is still the original but for some time there has been discussion as to whether or not it is appropriate to bring it to a protected environment, sheltered from the elements.

Hercules and Nessus

The sculptural group of Hercules fighting with the centaur Nessus is also the work of Giambologna. At first, in 1599, it had been placed on the Canto dei Carnesecchi. It was moved on several occasions even to decorate the small square on the left bank of the Arno near Ponte Vecchio until it found its definitive location in the Loggia dei Lanzi.

The Rape of Polyxena

The Rape of Polissena is an admirable work by Pio Fedi. It was built between 1855 and 1865 and is the most modern work found in the Loggia dei Lanzi. Polissena was Priam’s youngest daughter who was kidnapped by Neoptolemus to be sacrificed. the sacrifice was to ensure the return of the Greek ships departing for the Trojan War. In the work you see Pirro kidnapping Polissena and who is about to kill his mother Hecuba who is trying to hold him back.

Patroclus and Menelaus

Patroclus and Menelaus are from the Roman period: the group is a Flavian copy of a Greek original dating back to 230-240 BC. This work was donated to Cosimo I by Pope Pius V together with the six female figures that can be seen at the back of the Loggia.

The six female figures

As mentioned before, the six female figures were donated by Pope Pius V to Cosimo I de’ Medici and are supposed to come from the Forum of Trajan in Rome. What is certain is that they were found in the mid-sixteenth century. They were first used to decorate Villa Medici in Rome and then reached Florence in 1789.

The third woman from the left has been identified as Thunselda, the prisoner and wife of Arminius while the last three seem to depict Roman matrons of imperial rank.

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