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Che acconci egli il mondo

Io e papa Paolo IV, al secolo Gian Pietro Carafa non s’andava tanto d’accordo. Anzi, volentieri m’avrebbe bruciato sul rogo o zittito in altro modo se avesse potuto. Sarà stato pure papa ma nemmeno lui poteva osare tanto: in quel periodo stavo lavorando al grandioso progetto della Basilica di San Pietro e sapeva che non poteva fare a meno di me.

La Basilica aveva bisogno di energie, tempo e soprattutto di qualcuno che sapesse dove mettere le mani. I lavori erano giunti a un punto fermo e senza di me i lavori si sarebbero bloccati e chissà per quanto. Sulla costruzione del nuovo San Pietro si stava giocando l’onore della Chiesa tutta e ogni passo falso sarebbe costato denari ma pure la credibilità del pontefice in carica.

Ce l’aveva a morte con me per essere molto vicino agli Spirituali assieme a Reginald Pole, Vittoria Colonna, il cardinale Giovanni Morone e altri personaggi di spicco dell’epoca. Appena eletto papa si preoccupò di far diventare l’Inquisizione un organo di governo della Chiesa a tutti gli effetti.

Il Concilio di Trento indetto da papa Paolo III era in pieno svolgimento e la chiesa era tutta in subbuglio. Da lì a poco tutte le opere d’arte giudicate poco consone a castissimi ambienti religiosi sarebbero state distrutte in via definitiva.

Michelangelo Giudizio Universale 1535-1541

Molte opere andarono così perdute e a voi posteri ne sono arrivate copie o in alcuni casi solo ricordi scritti nero su bianco. Al mio Giudizio Universale andò un po’ meglio e si decise di deturparlo con braghe e perizomi di pelliccia a coprire genitali e chiappe nude. Nel caso di Santa Caterina e San Biagio, il povero Daniele da Volterra fu costretto a scalpellarli via e a ridipingerli a buon fresco.

Nessuno però osò metter mano al mio grandioso lavoro prima che passassi a miglior vita probabilmente perchè già sapevano che a un’azione del genere non me ne sarei stato mani con le mani e meglio che gli andasse, non avrei più lavorato al progetto della Basilica di San Pietro.

Papa Carafa provò a farmi “aggiustare” gli affreschi dipingendo panneggi a secco e altre stupidaggini del genere ma la mia risposta non si fece attendere a lungo: “Dite al papa che questa è piccola faccenda e che facilmente si può acconciare; che acconci egli il mondo, chè le pitture si acconciano presto”

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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