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Musei Vaticani: opere e sezioni imperdibili

I Musei Vaticani sono una delle più grandi raccolte di opere d’arte del mondo e ogni anno attraggono sei milioni di visitatori provenienti da ogni angolo del mondo. Dalla Cappella Sistina alle Stanze di Raffaello, dalla Pinacoteca Vaticana al Corridoio delle Carte Geografiche, dal Museo Egizio a quello Etnografico. Sedetevi comodi che vi porto alla scoperta di uno dei musei più stupefacenti e visitati del mondo: I Musei Vaticani.

Visitare i Musei Vaticani è un’esperienza che tutti dovrebbero avere l’occasione di fare almeno una volta nella vita per capire cosa sia capace di fare l’uomo con il proprio talento, studio e dedizione.

Vedere tutto ciò che contengono in una sola giornata è impensabile ma è possibile organizzare la visita in modo tale da non tralasciare perlomeno le opere e i luoghi che lo hanno reso così celebre e amato da tutti. Un viaggio impegnativo che attraversa venti secoli di storia, arte, emozioni e pura bellezza.

La direttrice dei Musei Vaticani: Barbara Jatta

Le origini

Tutto ebbe inizio con il ritrovamento di una scultura in una vigna vicino al Colosseo: il Laocoonte. Era una fredda giornata di gennaio del 1506 quando papa Giulio II acquistò questa scultura appena strappata dalla terra. Il pontefice non perse tempo e fece realizzare all’interno del Giardino del Belvedere in Vaticano una cappella che avrebbe accolto l’opera. In questo ritrovamento venni coinvolto anch’io. Vi invito a leggere il post che ho scritto cliccando QUA. Dal ritrovamento di quest’opera tutto ebbe inizio. Presto papa Giulio II cominciò ad affiancare al Laocoonte altre opere ritrovate creando un cortile delle statue, quello che oggi si chiama Cortile Ottagono. Ed è proprio da questo ambiente che inizia il nostro viaggio nei Musei Vaticani.

Il Laocoonte

Il Museo Pio Clementino

Il Cortile Ottagono che accoglie il Laocoonte, fa parte del Museo Pio Clementino, ubicato nel Palazzetto del Belvedere. Fu papa Clemente XIV a fondare questo museo nel 1771 a seguito dell’acquisizione delle collezioni Mattei e Fusconi. Il successore Pio IV poi apportò diverse modifiche, ragion per cui oggi questa parte dei Musei Vaticani porta i nomi dei due papi.

Il Museo Pio Clementino è il complesso più grande dei Musei Vaticani con le sue 12 sale in cui sono conservate importanti collezioni di epoca greca e romana. Si accede al Museo attraverso la Galleria dei Candelabri per poi arrivare alla Sala della Biga, progettata dall’architetto Camporese.

Sala della Biga

Volete sapere quali sono le opere imperdibili del Museo Pio Clementino? A mio avviso quasi tutte ma se proprio devo selezionarne alcune, non perdete l’occasione di ammirare da vicino come detto prima il Laocoonte e l’Amazzone Mattei. Quest’ultima è la copia di un’originale di Fidia perduto, realizzato in bronzo nel V secolo a.C.

L’Apollo del Belvedere è un altro capolavoro indiscusso: una delle opere più belle di tutta l’antichità. Venne ritrovato a Grottaferrata nel 1489, luogo in cui Giulio della Rovere, futuro papa Gilio II, era abate commendatario.

Imperdibile anche il Gabinetto del Canova con il suo Perseo trionfante con l’elmo posto di Plutone e in mano la testa di Medusa appena decapitata con la spada di Vulcano.

Il Perseo Trionfante di Canova

Non dimenticatevi del Torso del Belvedere a cui tanto sono affezionato. Sul piedistallo c’è scalpellata la dicitura “opera di Apollonio, figlio di Nestore, ateniese”, opera risalente al I secolo a.C.

Il Torso del Belvedere

Dopo aver visto il Museo Pio Clementino i vostri occhi saranno così pieni di bellezza che potreste pensare di aver terminato la visita ma invece è appena cominciata.

Il Museo Gregoriano Egizio

Questo Museo fu voluto e fondato da Papa Gregorio XVI nel 1839. Nove sale per raccogliere i reperti provenienti dall’antico Egitto ma anche opere dell’Assiria e della Mesopotamia. Una sezione questa molto amata dagli appassionati di egittologia ma anche dai bambini. Mi sono sempre domandato perché i più piccoli siano così affascinati dal mondo egizio e da i loro manufatti. Mummie ma anche pregiati sarcofagi e la Tuia, la grande scultura in granito

Museo Gregoriano Egizio

Il Corridoio delle Carte Geografiche

E’ la galleria più lunga del Musei Vaticani e fu Papa Gregorio XIII, lo stesso papa a cui si deve la riforma del calendario, a commissionare a un nutrito gruppo di paesaggisti, il compito di affrescare l’Italia con tutte le sue regioni.

Gli artisti vennero coordinati da Ignazio Danti, cosmografo e geografo di Perugia che il papa ben conosceva. In tre anni di intenso lavoro,il corridoio lungo 120 metri per un’altezza di sei, venne riempito con quaranta diverse cartine che raffiguravano le varie zone d’Italia.

Un vero capolavoro ricco di dettagli, capace sempre di stupire. Assai divertenti sono anche gli effetti trompe-l’oeil: carte sembrano dipinte davvero su pergamene con tanto di strappi, pieghe e bordi arricciati.

La Cappella Sistina

Il Corridoio delle Carte Geografiche porta direttamente alla Cappella Sistina. Di questo luogo così particolare vi ho parlato a lungo su questo blog in numerosi post. Un luogo sacro i cui dipinti raccontano le Sacre Scritture in modo magistrale.

Fu papa Sisto IV a volere la ristrutturazione della Cappella Magna che già esisteva, tra il 1477 e il 1480. Quello che la rende così particolare e unica sono gli affreschi quattrocenteschi, la volta con le storie della genesi affrescata da me e la parete con il Giudizio Universale, opera che mi fu commissionata da papa Clemente VII e poi confermata dal successore papa Paolo III.

Nel primo registro ci sono i tendaggi dipinti mentre nel secondo le Storie di Mosè sulla parete sud e le Storie di Cristo sulla parete Nord. Proseguendo verso l’altro vedrete i ritratti dei pontefici fino ad arrivare alle lunette con i miei Antenati di Cristo. Io, Pietro Perugino, Botticelli, Ghirlandaio, Rosselli, il Signorelli, Bartolomeo della Gatta, Pinturichio….insomma, siamo stati in tanti a lavorare per dal lustro a questo luogo in cui a ogni morte di papa viene organizzato il nuovo conclave.

Le Stanze di Rafaello

La Cappella Sistina è la meta prediletta da chi visita i Musei Vaticani ma al secondo posto del gradimento, almeno a vedere dalle persone che si affollano in questi locali, ci sono le Stanze di Raffaello.

In origine erano le stanze private di papa Giulio II, ubicate al secondo piano del Palazzo Pontificio. Papa della Rovere volle farle decorare da Raffaello. L’artista cominciò a lavorare agli affreschi nel 1508 ma morì nel 1520 senza poter completare tutto il ciclo pittorico. I suoi allievi impiegarono altri quattro anni per concludere il lavoro.

La Stanza della Segnatura è quella più nota. Qui dove si trovava la biblioteca del pontefice, Raffaello volle raffigurare le quattro arti del sapere: La Scuola di Atene che rappresenta la Filosofia, la Disputa sul Sacramento la Teologia, il Parnaso la Poesia e la Virtù e Legge a simboleggiare la Giurisprudenza.

Musei della Biblioteca Apostolica Vaticana

Questa sezione dei Musei Vaticani è una delle più grandi e articolate dell’intero complesso. E’ formata da tredici differenti sezioni fra le quali vle la pena menzionare il Museo Profano. Questa sezione fu fondata da Clemente XIII nel 1768 e accoglie tutto ciò che è rimasto della collezione delle antichità etrusche e romane della biblioteca, conservate negli armadi di legno progettati da Valadier nel 1781.

Molto interessante da vedere è anche il Salone Sistino, costruito da papa Sisto V nella seconda metà del Cinquecento. Riccamente affrescato da Giovanni Guerra, Nebbia, Lilio, Baglione e Prospero Orsi, accoglie fra i sei pilastri tutti i doni che nel corso dei secoli sono stati fatti ai pontefici.

La Pinacoteca Vaticana

Altra sezione imperdibile dei Musei è la Pinacoteca Vaticana. L’edificio che la accoglie fu costruito appositamente da Luca Beltrami, su commissione di papa Pio XI. Fu edificato nel giardino ottocentesco del Quadrato.

Il museo accoglie opere realizzate fra il XII e il XIX secolo. Ci sono alcuni dei capolavori indiscussi di grandi artisti quali Giotto, Beato Angelico, Melozzo da Forlì, Perugino, Leonardo, Raffaello, Veronese e Caravaggio giusto per citarne alcuni.

Fra i dipinti più sconvolgenti c’è la Deposizione di Caravaggio e la Trasfigurazione di Raffaello. Solo per questi due dipinti varrebbe varcare le soglie dei Musei Vaticani almeno una volta nella vita.

Il Padiglione delle Carrozze

Questa sezione dei Musei Vaticani, fu voluta e inaugurata da papa Paolo VI nel 1973. Impossibile non rimanere affascinati dalle carrozze ottocentesche e dalla Berlina di Gran Gala realizzata nel 1826 a Roma.

Fra le varie carrozze e berline presenti ci sono anche due storiche berline da viaggio: una venen adoperata da Pio IX al suo rientro dall’esilio dopo i moti che avevano interessato la Repubblica Romana.

Fa sempre un po’ effetto vedere di persona la Fiat Campagnola direttamente collegata all’attentato che subì Giovanni Paolo II nel 1981 in Piazza San Pietro.

I Musei Vaticani sono tutto ciò che vi ho raccontato ma non solo. C’è tanto da vedere e da scoprire con i propri occhi. Per questo vi invito a far le valigie e andare a scoprire di persona questo insieme di musei racchiusi in un unico grande luogo. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti.

Biglietti e Orari

Orari: da Lunedì al Sabato: 9:00-16:00, chiusura alle ore 18:00 con uscita dalle sale mezz’ora prima.

Giorno di chiusura: domenica, eccetto l’ultima domenica di ogni mese con ingresso gratuito. Orario: 9:00-chiusura ore 14:00.

Prezzi: Intero 16,00 € ; ridotto 8,00 € ; speciale scuole 4,00 €

Vatican Museums: unmissable works and sections

The Vatican Museums are one of the largest collections of works of art in the world and each year they attract six million visitors from every corner of the world. From the Sistine Chapel to the Raphael Rooms, from the Pinacoteca Vaticana to the Corridor of Geographical Maps, from the Egyptian Museum to the Ethnographic Museum. Sit back comfortably and discover one of the most amazing and visited museums in the world: The Vatican Museums.

Visiting the Vatican Museums is an experience that everyone should have the opportunity to do at least once in their life to understand what man is capable of doing with his talent, study and dedication.

Seeing everything they contain in a single day is unthinkable but it is possible to organize the visit in such a way as not to neglect at least the works and places that made it so famous and loved by everyone. A challenging journey through twenty centuries of history, art, emotions and pure beauty.

The origins

It all began with the discovery of a sculpture in a vineyard near the Colosseum: the Laocoon. It was a cold day in January of 1506 when Pope Julius II bought this sculpture just torn from the earth. The pontiff did not waste time and had a chapel built inside the Belvedere Garden in the Vatican that would have welcomed the work. I was also involved in this discovery. I invite you to read the post I wrote by clicking HERE. Everything started from the discovery of this work. Soon Pope Julius II began to combine the Laocoon with other works found, creating a courtyard of statues, what is today called the Octagonal Courtyard. And it is from this environment that our journey into the Vatican Museums begins.

The Pio Clementino Museum

The Octagonal Courtyard that houses the Laocoon, is part of the Pio Clementino Museum, located in the Belvedere Palace. Pope Clement XIV founded this museum in 1771 following the acquisition of the Mattei and Fusconi collections. Successor Pius IV then made several modifications, which is why today this part of the Vatican Museums bears the names of the two popes.

The Pio Clementino Museum is the largest complex of the Vatican Museums with its 12 rooms in which important collections from the Greek and Roman periods are preserved. The Museum is accessed through the Candelabra Gallery and then arrives at the Sala della Biga, designed by the architect Camporese.

Sala della Biga

Want to know what are the must-see works of the Pio Clementino Museum? In my opinion, almost all of them, but if I have to select a few, don’t miss the opportunity to admire the Laocoon and the Mattei Amazon close up. The latter is a copy of an original of lost Phidias, made in bronze in the 5th century BC

The Apollo del Belvedere is another undisputed masterpiece: one of the most beautiful works of antiquity. It was found in Grottaferrata in 1489, a place where Giulio della Rovere, future Pope Gilio II, was commendatory abbot.

Also not to be missed is the Canova Cabinet with its triumphant Perseus with Pluto’s helm and the head of Medusa just decapitated with the sword of Vulcan.

Don’t forget the Belvedere Torso to which I am so fond of. On the pedestal there is the word “work of Apollonius, son of Nestor, Athenian”, a work dating back to the first century BC
After seeing the Pio Clementino Museum your eyes will be so full of beauty that you might think you have finished the visit but instead it has just begun.

The Gregorian Egyptian Museum

This museum was wanted and founded by Pope Gregorio XVI in 1839. Nine rooms to collect the finds coming from ancient Egypt but also works of Assyria and Mesopotamia. A section this much loved by fans of Egyptology but also by children. I’ve always wondered why the little ones are so fascinated by the Egyptian world and their artifacts. Mummies but also prized sarcophagi and the Tuia, the great granite sculpture

The Corridor of Geographical Maps

It is the longest gallery of the Vatican Museums and it was Pope Gregory XIII, the same pope to whom we owe the reform of the calendar, who commissioned a large group of landscapers to carry out the task of frescoing Italy with all its regions.

The artists were coordinated by Ignazio Danti, a cosmographer and geographer from Perugia whom the Pope knew well. In three years of intense work, the 120 meter long corridor for a height of six was filled with forty different maps depicting the various areas of Italy.

A true masterpiece full of details, always able to amaze. The trompe-l’oeil effects are also very funny: cards seem really painted on scrolls with lots of tears, folds and curled edges.

The Sistine Chapel

The Corridor of the Geographical Maps leads directly to the Sistine Chapel. I have spoken at length about this blog about this particular blog in numerous posts. A sacred place whose paintings tell the Holy Scriptures in a masterly way.

Pope Sixtus IV wanted the renovation of the Magna Chapel that already existed between 1477 and 1480. What makes it so special and unique are the fifteenth-century frescoes, the vault with the stories of the genesis frescoed by me and the wall with the Last Judgment, work that was commissioned to me by Pope Clement VII and later confirmed by his successor Pope Paul III.

In the first register there are the painted curtains while in the second the Stories of Moses on the south wall and the Stories of Christ on the north wall. Continuing towards the other you will see the portraits of the pontiffs up to the lunettes with my Ancestors of Christ. I, Pietro Perugino, Botticelli, Ghirlandaio, Rosselli, Signorelli, Bartolomeo della Gatta, Pinturichio … in short, we have been many to work for from luster to this place where every new Pope’s death the new conclave is organized.

Rafaello’s Rooms

The Sistine Chapel is the favorite destination for those who visit the Vatican Museums but in second place to the liking, at least to see from the people who flock to these places, there are the Raphael Rooms.

Originally it was the private rooms of Pope Julius II, located on the second floor of the Papal Palace. Papa della Rovere wanted to have them decorated by Raphael. The artist began to work on the frescoes in 1508 but died in 1520 without being able to complete the entire pictorial cycle. His pupils spent another four years completing the work.

The Stanza della Segnatura is the best known. Here, where the pontiff’s library was located, Raphael wanted to portray the four arts of knowledge: The School of Athens which represents Philosophy, Dispute on the Sacrament, Theology, Parnassus, Poetry and Virtue, and Law symbolizing Law.

Museums of the Vatican Apostolic Library

This section of the Vatican Museums is one of the largest and most complex of the entire complex. It consists of thirteen different sections, among which it is worth mentioning the Profane Museum. This section was founded by Clement XIII in 1768 and houses all that is left of the collection of Etruscan and Roman antiquities in the library, preserved in wooden cabinets designed by Valadier in 1781.

Very interesting to see is also the Salone Sistino, built by Pope Sixtus V in the second half of the sixteenth century. Richly frescoed by Giovanni Guerra, Nebbia, Lilio, Baglione and Prospero Orsi, it welcomes among the six pillars all the gifts that have been made to popes over the centuries.

The Pinacoteca Vaticana

Another unmissable section of the Museums is the Vatican Pinacoteca. The building that houses it was built specifically by Luca Beltrami, commissioned by Pope Pius XI. It was built in the nineteenth-century garden of the Quadrato.

The museum contains works created between the 12th and 19th centuries. There are some of the undisputed masterpieces of great artists such as Giotto, Beato Angelico, Melozzo da Forlì, Perugino, Leonardo, Raffaello, Veronese and Caravaggio just to name a few.

Among the most shocking paintings is the Deposition by Caravaggio and the Transfiguration by Raphael. Only for these two paintings would it be worth crossing the thresholds of the Vatican Museums at least once in a lifetime.

The Carriage Pavilion

This section of the Vatican Museums was commissioned and inaugurated by Pope Paul VI in 1973. It is impossible not to be fascinated by nineteenth-century carriages and the Grand Gala Sedan built in 1826 in Rome.

Among the various carriages and sedans there are also two historic travel sedans: a Venus used by Pius IX on his return from exile after the riots that had affected the Roman Republic.

It always feels a bit like seeing the Fiat Campagnola in person directly connected to the attack that John Paul II suffered in 1981 in St. Peter’s Square.

The Vatican Museums are all that I have told you but not only. There is so much to see and discover with your own eyes. This is why I invite you to pack your bags and go and discover for yourself this collection of museums enclosed in a single large place. Your always Michelangelo Buonarroti with his stories.

Tickets and Schedules

Hours: Monday to Saturday: 9:00 to 16:00, closing at 18:00 with exit from the halls half an hour earlier.

Closing day: Sunday, except the last Sunday of each month with free admission. Time: 9:00 am-2:00 pm closing time.

Prices: Full € 16.00; reduced € 8.00; special schools € 4.00

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