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Il braccio sbagliato del Laooconte

C’è una storia direttamente legata al Laooconte che oggi vi voglio raccontare. Come forse sapete, l’opera venne rinvenuta in una vigna nei pressi del Colosseo. Appena le spire del serpe in marmo cominciarono a sbucar fuori dal terreno, accorsi per vedere cosa stava accadendo. La terra stava restituendo una delle più belle opere che l’umanità avesse partorito fino ad allora: il Laooconte.

Consigliai a Giulio II di acquistare quel capolavoro a qualsiasi costo e lui che aveva fiutato l’affare prima di me, offrì al proprietario della vigna 600 ducati per portarsi via quel capolavoro. Era il 1506 e quell’opera fu l’inizio vero e proprio dei Musei Vaticani. Posizionata nel Cortile Ottagono del papa, non c’era giorno che non fosse visitata da artisti che ne volevano studiare le fattezze da vicino. Al Laooconte arrivarono a far copagnia altre preziose opere greco-romane collezionate da Giulio II come il Torso del Belvedere.

Al momento del ritrovamento, il Laooconte però era senza il braccio destro. Quello la terra non l’aveva restituito. Era di gran moda al tempo restaurare le opere antiche integrandole con le ricostruzioni delle parte mancanti. Così anche il Laooconte si ritrovò un braccio nuovo di zecca in marmo bianco scintillante. Il nuovo braccio era disteso verso l’alto…io m’ero accorto subito che non poteva essere quella la sua posizione: la tensione muscolare che il Laocoonte presentava nel petto e nelle spalle sarebbe stata anomala se il braccio fosse stato messo in quel modo.

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La copia del Laooconte del Bandinelli

E infatti avevo ragione da vendere… l’arto originale venne ritrovato solo agli inizi del Novecento e, come avevo pensato secoli prima, era piegato dietro il capo del sacerdote. Del Laooconte sonos tate fatte tante copie ma quella più celebre appartiene al Bandinelli e appartiene alle collezioni degli Uffizi. Il Bandinelli la riprodusse con il braccio destro che puntava in alto, come aveva avuto modo di vederla.

Il Laooconte, quello che diede avvio alla realizzazione dei Musei Vaticani, ritrovò il suo braccio perduto, abbandonando quello pensato nel Cinquecento da restauratori che poco conoscevano l’anatomia umana.

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Il Laooconte dei Musei Vaticani

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