Accademia d’arte ante litteram: il giardino di San Marco

Il giardino di San Marco, col senno di poi, svolse un ruolo fondamentale nella Firenze di fine Quattrocento. Fu come un primo tentativo assoluto di realizzare un’accademia d’arte ardentemente voluto e finanziato da Lorenzo de’ Medici. Fu proprio in questo giardino che anch’io imparai i primi rudimenti della scultura: l’arte che più di altre ho avuto a cuore per tutta la vita.

Se andate a Firenze con l’indento di addentrarvi i questo giardino non lo fate. Non esiste più da parecchi anni e c’è solo una targa appesa su una parete che ne ricorda la sua passata esistenza.

Il giardino era ubicato a poca distanza dalla Chiesa di San Marco e da quella di San Lorenzo. Proprio in quella zona i Medici avevano il loro quartier generale. Oltre a Palazzo Medici nel corso degli anni avevano comperato un gran numero di case. Fu Clarice Orsini, la moglie di Lorenzo a voler far suo quel pezzo di terra che fino al momento era appartenuta ai frati del convento di San Marco. Chissà se la Orsini era d’accordo col marito nel trasformare quel pezzo di terra in un laboratorio a cielo aperto anziché in un giardino pieno di fontane zampillanti.

Fatto sta che poco dopo l’acquisto, Lorenzo de’ Medici iniziò a sistemarci la sua collezione di sculture antiche acquistate quasi tutte a Roma. La sua intenzione fin da subito era quella di creare un centro dove i giovani artisti assai promettenti potevano esercitarsi sotto l’attenta guida di un maestro per apprendere  i rudimenti della scultura. Le opere antiche presenti venivano copiate per educare al gusto dell’antico.

A Betoldo da Giovanni, uno dei migliori allievi diretti di Donatello, spettò il compito di insegnare ai quei ragazzi, me compreso, i trucchi del mestiere. Quel giardino era una vera e propria fucina di artisti e anch’io mi formai lì come scultore ma anche Baccio da Montelupo, il mio caro amico Francesco Granacci, Pietro Torrigiani (sì, lui…quello che mi ruppe il naso con un cazzotto), il Bugiardini, il Sansovino, Niccolò Soggi, il Rustici e Lorenzo di Credi.

Lorenzo si faceva spesso vedere da quelle parti e passeggiava fra noi ragazzi guardando i lavori con ammirazione e talvolta criticava pure. Con il trascorrere del tempo il giardino perse d’importanza e si iniziarono a costruire nuovi edifici.

Il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta… a proposito, lo stemma a seguire è quello che accoglie gli avventori dinnanzi alla Grotta del Buontalenti a Firenze. Perché ve lo dico? Eh, in tanti su Facebook guarderanno sicuramente la foto senza leggere una parola di quello che ho scritto e prevedo che commenteranno il post dicendo che l’opera messa semplicemente per il simbolo mediceo non si trova nel Giardino di San Marco che fra l’altro nemmeno esiste più. Pazienza…tanto nemmeno leggeranno queste righe a loro dedicate.

Lo-stemma-dei-Medici-e-le-due-figure-che-rappresentano-la-pace-e-la-giustizia-Grotta-del-Buontalenti-Giardino-di-Boboli-Firenze-Italia.-Author-and-Copyright-Marco-Ramerini

 

 

 

 

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