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Il Giardino del Magnifico nella descrizione del Vasari

Il Giardino di San Marco di Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico, era tutto un brulicare di giovani talenti. Si narra sia passato di lì anche un giovane ragazzotto, un tal Leonardo da Vinci.

Il Vasari della sua presenza lì non ne fa menzione mentre l’Anonimo Magliabechiano racconta per sommi capi di Leonardo nel Giardino, prima della sua partenza alla volta di Milano. In fondo Leonardo potrebbe esserci stato eccome in quella fucina di promettenti artisti.

Quello che si sa del giardino del Magnifico è che aveva pure un bel loggiato e locali coperti dove si poteva praticare l’arte della scultura anche pioveva a catinelle. Dov’era ubicato? Fra le attuali via San Gallo e via Cavour, per darvi un’idea più precisa fra il Casino Mediceo e Palazzo Socci.

Pianta del Buonsignori

Il Vasari lo descrive come una vera e propria accademia anti litteram, Pensate che solo nel 1563 fu fondata per volere di Cosimo I de’ Medici ma su suggerimento del Vasari, la prima Accademia del Disegno a Firenze, per promuovere tutte le arti.

A seguire vi propongo la descrizione del Giardino di San Marco fatta dal Vasari.

Teneva in quel tempo il magnifico Lorenzo de’ Medici nel suo giardino in sulla piazza di S. Marco Bertoldo scultore, non tanto per custode o guardiano di molte belle anticaglie, che in quello aveva ragunate e raccolte con grande spesa, quanto perché desiderando egli sommamente di creare una scuola di pittori e di scultori eccellenti, voleva che elli avessero per guida e per capo il sopra detto Bertoldo, che era discepolo di Donato.

Et ancora che e’ fusse sì vecchio che non potesse più operare, era nientedimanco maestro molto pratico e molto reputato, non solo per avere diligentissimamente rinettato il getto de’ pergami di Donato suo maestro, ma per molti getti ancora che egli aveva fatti di bronzo di battaglie e di alcune altre cose piccole, nel magisterio delle quali non si trovava allora in Firenze chi lo avanzasse.

Dolendosi adunque Lorenzo, che amor grandissimo portava alla pittura et alla scultura, che ne’ suoi tempo non si trovassero scultori celebrati e nobili, come si trovavano molti pittori di grandissimo pregio e fama, deliberò, come io dissi, di fare una scuola.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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