Periodi brutti e amari n’ho passati tanti nel corso della vita ma a tutti son sopravvissuto. Certo che di cicatrici me ne son rimaste assai ma forse, senza tutte quelle ferite che porto sul petto come medaglie al valor civile, le mie opere sarebbero state meno cariche, meno espressive e meno emozionanti.
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Fra tutti i periodi bui e difficili ve ne racconto uno che ancora adesso, guardando indietro, mi rattrista. Di cosa vi sto parlando? Erano i primi anni del Cinquecento e stavo lavorando a perdifiato alle opere della Sagrestia Nuova della Basilica di San Lorenzo, a Firenze.
Quelle sculture mi stavano togliendo il fiato. Non avevo tempo per dormire né per mangiare: tutto quello che volevo era concludere il complesso nel minor tempo possibile. C’era chi pensava fossi in preda a una sorta di delirio autodistruttivo tanto che i Medici stessi si preoccupavano per il mio cagionevole stato di salute.
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Il 29 settembre del 1513, il mio caro amico Giovan Battista Mini scrisse una lettera allarmante a Bartolommeo Valori nella quale manifestava tutta la sua preoccupazione:
” E perché dito Michelagniolo mi parse molto istenuato e diminuito de la charne, l’alttro dì chol Bugiardino e Antonio Mini a lo stretto ne parlamo, e’ quali sono chontinovi cho lui, e infine faciemo un chonpunto che Michelagniolo viverà pocho, se non si rimedia; e questo è che lavora assai, mangia pocho e chativo e dorme mancho, e da u’ mese in qua è forte impedito in ciesa e di dolore di testa e chapogiri”
Anche il Papa in persona, preoccupato per la mia salute, mi chiede di lavorare di meno e di farmi aiutare nell’intento da qualcuno per non rimetterci le penne.
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Tutta questa frenesia non era dovuta unicamente al mio desiderio di concludere questo lavoro ma avevo anche una vertenza in corso avanzatami dal duca di Urbino che mi faceva pressioni insostenibili per tornare a lavorare alla Tomba di Giulio II.
Se in qualche modo invidiate la mia fama, accollatevi pure un po’ della mia esistenza. Non so quanto potreste resistere nei miei panni.
Il vostro Michelangelo Buonarroti che da morto ha pure il tempo di bersi un caffè, un ponce al mandarino e fare due discorsi a bischero in questa fredda giornata invernale.
…alla fine però, qualcosa è rimasto di tanta fatica…
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Chi non conosce Michelangelo Buonarroti? Scultore, pittore, architetto e raffinato poeta, è uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte. Ma chi è il suo alter ego che gli dà voce sul blog Michelangelo Buonarroti è tornato e sui social connessi?
È Antonietta Bandelloni, art blogger e scrittrice toscana, appassionata d’arte e studiosa della vita e delle opere del grande maestro. Da oltre dieci anni racconta Michelangelo da vicino, approfondendone i capolavori, le vicende biografiche, il carattere irrequieto e gli episodi meno conosciuti della sua straordinaria esistenza.
Attraverso articoli, curiosità e racconti, dà vita a un dialogo tra passato e presente, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla bellezza e alle storie che si nascondono dietro le opere d’arte.
Per collaborazioni, inviti, sponsorizzazioni e proposte professionali, è possibile contattare Antonietta Bandelloni via email:
📩 antoniettabandelloni@gmail.com
ENG: Who hasn’t heard of Michelangelo Buonarroti? Sculptor, painter, architect and accomplished poet, he is one of the greatest figures in the history of art. But who is the alter ego giving him a voice on the Michelangelo Buonarroti Has Returned blog and its associated social media channels?
Meet Antonietta Bandelloni, a Tuscan art blogger and writer with a passion for art and a deep interest in the life and works of the great master. For more than ten years, she has been exploring Michelangelo’s world, delving into his masterpieces, his life story, his restless temperament and the lesser-known episodes of his extraordinary life.
Through articles, fascinating facts and engaging stories, she brings the past into conversation with the present, aiming to introduce an ever-wider audience to the beauty of art and the stories hidden behind its masterpieces.
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