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La differenza fra statua e scultura

Io non ho mai scolpito statue. Le statue stanno ferme, immobili sui loro piedistalli a sputar sentenze. Ti guardano dall’alto verso il basso e attraversano i secoli senza dire niente di nuovo, senza lasciare ai posteri l’amore di chi le ha create.

Ho sempre preferito fare sculture. Hanno racchiuso in sé tutto il senso del movimento e non rimangono mai immobili per più di qualche secondo. Se osservate da diverse angolazioni, le espressioni dei loro volti cambiano e possono a volte sorridere, altre imbronciarsi oppure divenire giocose.

Parlano direttamente al cuore e anche se non proferiscono parola, proclamano a tutti i loro sentimenti mettendo a nudo l’animo di chi le ha create.

Adesso sapete che differenza intercorre fra una statua e una scultura. Se andate in un qualsiasi museo non perdete tempo guardando le statue, ma correte subito verso le sculture perché attendono con ansia di raccontarvi le loro meravigliose storie di vita vissuta.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi pensamenti

 

 

 

 

 

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6 Comments »

  1. Bellissimo articolo, concordo pienamente!
    sono una scultrice, ho attualmente in corso una mostra a Prato, potrebbe interesarle recensirla? mi potrebbe lasciare la sua mail per contattarla in privato?

    Attendo sue notizie
    Grazie
    Monica

    Piace a 1 persona

  2. Grazie Monica per il tuo interesse. Scriverti la mia mail qui sopra non mi pare il caso per ovvie ragioni legate soprattutto alla spam, non vorrei ritrovarmi intasata la casella di posta elettronica ovviamente non da lei ma da parte di chi è sempre a caccia di indirizzi. Può contattarmi con un messaggio privato tramite la mia pagina Facebook…. la trova anche qui al lato oppure facendo copia e incolla con l’indirizzo a seguire.
    https://www.facebook.com/michelangelobuonarrotietornato?fref=ts
    Con riconoscenza, Michelangelo Buonarroti

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    • Mi definisco indegnamente “scultore” e non ho mostre in corso perché NON SAPREI COSA MOSTRARE.
      Davanti a Michelangelo me ne sto zitto…se fosse vivo ora non mi sentirei degno neanche di pulirgli lo studio.
      Invito tutti, ma soprattutto gli “scultori”, a leggere le sue Rime: troveranno un animo che mostra tutta la sua vulnerabilità nel chiedersi, lui ormai vecchio, se è valsa la pena soffrire e lavorare tanto per creare quelli che lui chiama “bambocci”.
      Meglio non dire altro, comunque se qualcuno sa dove si impara “a fare scultura”, ditemelo che io ci vado subito!
      Cordialmente, Lucio Zatti.

      Mi piace

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