Bargello: via al restauro del basamento del Perseo del Cellini a cantiere aperto
Uno dei simboli assoluti della scultura rinascimentale torna al centro dell’attenzione grazie a un nuovo e prestigioso intervento di conservazione. Da oggi 12 maggio 2026 prende ufficialmente il via al Museo Nazionale del Bargello il restauro del basamento del celebre Perseo di Benvenuto Cellini, capolavoro indiscusso dell’arte fiorentina del Cinquecento.
La Galleria dell’Accademia di Firenze accorpata ai Musei del Bargello, ha deciso di avviare un importante intervento conservativo dedicato a uno degli elementi meno conosciuti ma fondamentali dell’opera di Cellini: il raffinato basamento decorativo del Perseo.
Un restauro aperto ai visitatori fino al 5 settembre 2026
L’intervento verrà ospitato all’interno della sala mostre al piano terra del Bargello e si trasformerà in un vero e proprio cantiere “live”. I visitatori avranno infatti la possibilità di osservare da vicino le diverse fasi del restauro, seguendo il lavoro dei professionisti impegnati nella conservazione dell’opera.
Il progetto resterà accessibile al pubblico fino al 5 settembre 2026, offrendo un’occasione rara per comprendere le tecniche di restauro applicate a una delle testimonianze più preziose della scultura manierista italiana.
Il Perseo di Benvenuto Cellini tra i capolavori del Rinascimento
Realizzato da Benvenuto Cellini nella metà del XVI secolo, il Perseo con la testa di Medusa rappresenta uno dei vertici della scultura rinascimentale europea. Celebre per la straordinaria qualità tecnica della fusione in bronzo e per la potenza espressiva della composizione, il capolavoro è da secoli uno dei simboli artistici di Firenze.
Il basamento dell’opera riveste un ruolo centrale nella concezione artistica di Cellini. Ricco di dettagli decorativi e riferimenti allegorici, costituisce parte integrante della narrazione visiva del monumento e testimonia la complessità del linguaggio manierista elaborato dall’artista.
La storia
Realizzato tra il 1549 e il 1553 su commissione di Cosimo I de’ Medici per accompagnare il celebre bronzo destinato alla Loggia dei Lanzi, il basamento marmoreo è raffinato capolavoro di intaglio scultoreo, concepito come un’ara riccamente decorata e densa di significati simbolici.
Ai quattro angoli si trovano protomi di caprone, allusive al segno zodiacale del Capricorno riconducibile al duca, mentre un articolato sistema decorativo fatto di fiaccole e mascheroni allude al trionfo della verità sull’inganno.
Più in basso, le erme femminili, rappresentanti la figura di Diana Efesia, evocano la natura e la prosperità, mentre nelle nicchie trovano posto le quattro statuette bronzee raffiguranti Giove, Minerva, Mercurio e Danae con il piccolo Perseo.
Precedenti interventi di restauro
La storia conservativa del basamento del Perseo è ben documentata. Tra i tanti episodi che la vedono coinvolta ricordiamo il periodo dei bombardamenti, durante la Seconda guerra mondiale, quando il Perseo e la sua base furono ricoverati in un locale sotto la Loggia dei Lanzi per garantirne al meglio l’incolumità.
Nel 1945 Bruno Bearzi, lungimirante restauratore e punto di riferimento per la tutela della scultura in bronzo, venne incaricato di ricollocare tutte le opere d’arte al loro posto, una volta scongiurati i rischi legati al conflitto.
In quella occasione Bearzi intervenne per consolidare l’ancoraggio della scultura alla sua base e sostituire la spada in ferro con una copia in bronzo che vediamo ancora oggi nella mano di Perseo.

Nel 1980 la spada originale in ferro è stata trasferita presso il Museo Nazionale del Bargello, dove già erano pervenuti, sempre per ovviare all’inarrestabile processo di degrado, il rilievo bronzeo con Perseo che libera Andromeda e i quattro bronzetti del basamento marmoreo.
Ritenuto inadatto al ricollocamento nella Loggia dei Lanzi, il basamento marmoreo è stato definitivamente ricoverato presso la sede museale del Bargello nel 2000 e qui ricongiunto alle quattro sculture in bronzo.
Il restauro
Dopo quasi trent’anni dall’ultimo restauro, risalente al periodo 1995–2000, si rende oggi necessario un nuovo intervento conservativo volto a stabilizzare i processi di degrado e a migliorare la leggibilità estetica e materica dell’opera, compromessa da disomogeneità cromatiche e discontinuità formali.
L’intervento rappresenta anche un’importante occasione di studio, che consentirà di approfondire la conoscenza del complesso sotto il profilo storico, conservativo e tecnologico, grazie all’impiego di metodologie aggiornate.
Insieme al basamento e alle statuette bronzee sarà restaurata anche la spada in ferro del Perseo, solitamente esposta in una delle vetrine della sala dell’Armeria del museo.
Firenze protagonista della tutela del patrimonio artistico
Il progetto di restauro è affidato a Martina Paladini per i bronzi e la spada, e a Nicoletta Carniel e Laura Benucci per il basamento lapideo, sotto la direzione lavori di Chiara Valcepina.
L’apertura del restauro al pubblico si inserisce inoltre in una più ampia strategia di valorizzazione culturale che punta a coinvolgere visitatori, studiosi e appassionati d’arte in un’esperienza immersiva e formativa.
L’iniziativa rappresenta anche un’importante opportunità per osservare da vicino il delicato lavoro necessario per preservare capolavori che continuano a definire l’identità artistica italiana nel mondo.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Bargello: Restoration of the Base of Cellini’s Perseus Underway
One of the absolute symbols of Renaissance sculpture is back in the spotlight thanks to a new and prestigious conservation project. Starting today, May 12, 2026, the restoration of the base of Benvenuto Cellini’s famous Perseus, an undisputed masterpiece of 16th-century Florentine art, officially begins at the Bargello National Museum.
The Galleria dell’Accademia in Florence, merged with the Bargello Museums, has decided to undertake a major conservation project dedicated to one of the lesser-known yet fundamental elements of Cellini’s work: the refined decorative base of the Perseus.
The restoration is open to visitors until September 5, 2026.
The project will be hosted in the Bargello’s ground-floor exhibition hall and will be transformed into a true “live” construction site. Visitors will have the opportunity to observe the various stages of the restoration up close, following the work of the professionals involved in the conservation of the work.
The project will remain open to the public until September 5, 2026, offering a rare opportunity to understand the restoration techniques applied to one of the most precious examples of Italian Mannerist sculpture.
Benvenuto Cellini’s Perseus: A Masterpiece of the Renaissance
Created by Benvenuto Cellini in the mid-16th century, Perseus with the Head of Medusa represents one of the pinnacles of European Renaissance sculpture. Renowned for the extraordinary technical quality of its bronze casting and the expressive power of its composition, the masterpiece has been one of Florence’s artistic symbols for centuries.
The work’s base plays a central role in Cellini’s artistic vision. Rich in decorative details and allegorical references, it is an integral part of the monument’s visual narrative and demonstrates the complexity of the Mannerist language developed by the artist.
History
Commissioned by Cosimo I de’ Medici between 1549 and 1553 to accompany the famous bronze statue for the Loggia dei Lanzi, the marble base is a refined masterpiece of sculptural carving, conceived as a richly decorated altar, imbued with symbolic meaning.
At the four corners are goat heads, alluding to the zodiac sign of Capricorn, associated with the duke, while an intricate decorative system of torches and masks alludes to the triumph of truth over deception.
Lower down, the female herms, representing Diana of Hephaestus, evoke nature and prosperity, while the niches house four bronze statuettes depicting Jupiter, Minerva, Mercury, and Danae with the infant Perseus.
Previous Restoration Interventions
The conservation history of the Perseus base is well documented. Among the many events involving it, we recall the bombings during World War II, when the Perseus and its base were stored in a room beneath the Loggia dei Lanzi to ensure their safety.
In 1945, Bruno Bearzi, a farsighted restorer and a leading figure in the preservation of bronze sculptures, was commissioned to return all the artworks to their original location once the risks associated with the conflict had been averted.
On that occasion, Bearzi intervened to strengthen the sculpture’s anchoring to its base and replace the iron sword with a bronze copy that we still see in Perseus’s hand today.
In 1980, the original iron sword was transferred to the Bargello National Museum, where the bronze relief of Perseus Freeing Andromeda and the four bronze statues on the marble base had already been transferred, again to prevent the relentless process of deterioration.
Deemed unsuitable for relocation to the Loggia dei Lanzi, the marble base was permanently moved to the Bargello museum in 2000 and reunited with the four bronze sculptures.
The Restoration
Almost thirty years after the last restoration, dating back to 1995–2000, a new conservation intervention is now necessary to stabilize the deterioration processes and improve the aesthetic and material readability of the work, compromised by chromatic inconsistencies and formal discontinuities.
The project also represents an important opportunity for study, allowing for a deeper understanding of the complex from a historical, conservation, and technological perspective, thanks to the use of cutting-edge methodologies.
Along with the base and bronze statuettes, the iron sword of Perseus, usually displayed in one of the display cases in the museum’s Armory room, will also be restored.
Florence: A Leader in Protecting Artistic Heritage
The restoration project has been entrusted to Martina Paladini for the bronzes and the sword, and to Nicoletta Carniel and Laura Benucci for the stone base, under the direction of Chiara Valcepina.
Opening the restoration to the public is also part of a broader cultural promotion strategy aimed at engaging visitors, scholars, and art enthusiasts in an immersive and educational experience.
The initiative also represents an important opportunity to observe firsthand the delicate work required to preserve masterpieces that continue to define Italian artistic identity worldwide.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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