Alberto Angela in Giappone: dai samurai ai manga, il viaggio di “Ulisse” tra arte, spiritualità e meraviglia
C’è un Giappone futuristico fatto di luci al neon, tecnologia e grattacieli infiniti. E poi c’è un Giappone silenzioso, sospeso nel tempo, dove i templi sembrano galleggiare tra le nuvole e i boschi di bambù diventano luoghi di meditazione.
È questo il doppio volto del Paese che Alberto Angela racconta nel nuovo appuntamento con Ulisse – Il piacere della scoperta, in onda lunedì 11 maggio su Rai 1.
La puntata, dal titolo “Dai samurai ai manga”, accompagna gli spettatori in un viaggio che attraversa secoli di arte, cultura e spiritualità. Un itinerario che parte dalle strade travolgenti di Tokyo e arriva fino ai templi sacri di Kyoto e Miyajima, raccontando un Paese capace di fondere tradizione e avanguardia come nessun altro al mondo.
Tokyo, la metropoli dove il futuro incontra la cultura pop
Il viaggio di Alberto Angela inizia a Tokyo, una delle città più popolose e affascinanti del pianeta. Qui il conduttore si muove tra il celebre attraversamento di Shibuya, il caos perfettamente organizzato della metropolitana e la gigantesca statua di Gundam, simbolo dell’immaginario anime e manga che ha conquistato intere generazioni.

Ma Tokyo non è soltanto modernità. Angela esplora anche luoghi meno conosciuti, come il gigantesco “tempio sotterraneo” costruito per proteggere la città dalle inondazioni, straordinario esempio di architettura ingegneristica contemporanea.
Tra le tappe più suggestive anche il vecchio mercato del pesce, dove il rito quotidiano della cucina giapponese diventa una forma d’arte. La preparazione del sushi, raccontata passo dopo passo, mostra infatti quanto estetica, precisione e spiritualità siano profondamente intrecciate nella cultura nipponica.

Kyoto, il cuore artistico e spirituale del Giappone
Dopo il volto ipertecnologico della capitale, il racconto si sposta a Kyoto, antica capitale imperiale e autentico scrigno artistico del Giappone. È qui che il tempo sembra rallentare.
Tra i luoghi protagonisti della puntata c’è il magnifico Kiyomizu-dera, uno dei più antichi e importanti templi buddhisti del Paese. Patrimonio UNESCO, il complesso è celebre per la grande terrazza in legno sospesa sulla collina, costruita senza utilizzare un solo chiodo. Da qui si apre una vista mozzafiato sui ciliegi e sui tetti della città, soprattutto durante la fioritura primaverile.

Il tempio custodisce secoli di arte sacra giapponese: statue lignee, pagode, padiglioni decorati e rituali che ancora oggi scandiscono la vita spirituale della città. Non è solo un luogo religioso, ma un simbolo dell’estetica giapponese, dove architettura e natura convivono in perfetto equilibrio.
Miyajima e il santuario che galleggia sull’acqua
Uno dei momenti più spettacolari della puntata è dedicato all’isola di Miyajima, luogo sacro immerso nella quiete del Mare Interno del Giappone. Qui Alberto Angela visita il celebre Santuario di Itsukushima, famoso in tutto il mondo per il gigantesco torii rosso che sembra emergere dall’acqua durante l’alta marea.

Il santuario, anch’esso patrimonio UNESCO, rappresenta uno dei capolavori assoluti dell’architettura shintoista. Costruito su palafitte, crea un dialogo continuo tra paesaggio naturale e spazio sacro, trasformando mare, luce e silenzio in elementi artistici.
L’isola stessa è considerata sacra da secoli. I cervi che passeggiano liberamente tra i visitatori, i boschi antichi e i sentieri spirituali contribuiscono a creare un’atmosfera quasi irreale, sospesa tra mito e contemplazione.
Il bosco di bambù e l’estetica del silenzio
Nel racconto di Angela trovano spazio anche i celebri boschi di bambù di Arashiyama, vicino Kyoto. Qui il paesaggio diventa esperienza sensoriale: il rumore del vento tra le canne, la luce filtrata dal verde e il silenzio quasi assoluto trasformano la passeggiata in una forma di meditazione.

È uno dei luoghi che meglio raccontano il concetto estetico giapponese del wabi-sabi, la bellezza della semplicità e dell’imperfezione naturale.
Un’idea artistica che influenza da secoli pittura, architettura, poesia e design giapponese.
Il castello di Himeji e il mito dei samurai
Il viaggio prosegue nel maestoso Castello di Himeji, considerato il castello feudale meglio conservato del Giappone. Soprannominato “Airone Bianco” per il colore candido delle sue mura, è uno dei massimi esempi di architettura militare giapponese.
Tra corridoi labirintici, torri difensive e antiche sale in legno, Alberto Angela ripercorre il mondo dei samurai e dei ninja, figure entrate nell’immaginario collettivo globale ma profondamente radicate nella storia giapponese.
Il castello, dichiarato patrimonio UNESCO, ha ispirato film, manga e videogiochi, diventando uno dei simboli culturali più riconoscibili del Paese.

La vera storia dei 47 ronin
Tra i racconti più affascinanti della puntata c’è quello dei 47 ronin, i samurai rimasti senza padrone che scelsero di vendicare il loro signore seguendo il codice d’onore del bushido.
Angela visita il luogo storico della vicenda, oggi parte del giardino dell’ambasciata italiana a Tokyo, riportando alla luce una storia che ancora oggi rappresenta uno dei miti fondativi dell’etica samurai e della cultura giapponese.

Manga, memoria e cultura contemporanea
La puntata si arricchisce inoltre della presenza di Takahashi Yōichi, creatore di Capitan Tsubasa — conosciuto in Italia come Holly e Benji — e della scrittrice Laura Imai Messina, che da anni racconta il Giappone quotidiano e più intimo attraverso i suoi libri.
Due voci che aiutano a comprendere quanto manga, anime e letteratura contemporanea siano oggi strumenti fondamentali per leggere l’identità culturale del Giappone moderno.

Con “Ulisse”, Alberto Angela costruisce così un viaggio che non è soltanto geografico, ma artistico e umano: un racconto che attraversa spiritualità, architettura, memoria e cultura pop per mostrare tutte le anime di uno dei Paesi più affascinanti del mondo.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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