La Scultura del giorno: il Mosè salvato dalle acque del Frilli
La scultura del giorno che vi propongo oggi è il Mosè salvato dalle acque, scolpita da Antonio Frilli nella seconda metà dell’Ottocento.
Per dar forma a quest’opera nel marmo di Carrara, Frilli si ispirò al testo tratto dall’Antico Testamento in cui viene narrato che, a seguito dell’ordine del faraone di uccidere tutti i figli maschi degli ebrei, la mamma di Mosè lo depose in un cesto di vimini affidandolo alle acque del Nilo.
La sorella del bambino con lo sguardo seguiva il cesto per vedere cosa sarebbe accaduto a Mosè quando si rese conto che a raccoglierlo fu la figlia del Faraone. Vide la cesta e prese il piccolo crescendolo come fosse figlio proprio. Volle Mosè che significa letteralmente “salvato dalle acque”.
Lo scultore Antonio Frilli, nato a Firenze nel 1830, aveva messo in piedi la propria galleria in via dei Fossi.
Le sue opere erano note e apprezzate in tutta Europa, negli States e addirittura in Australia. Fra i suoi capolavori più celebri c’è senza dubbio la Ragazza sull’amaca, opera riprodotta successivamente innumerevoli volte.
Nella scultura del Mosè salvato dalle acque, il Frilli scolpì la giovane figlia del faraone con una veste che panneggiata le lascia scoperta una spalla. Inginocchiata dinanzi alla cesta di vimini, con la mano destra accarezza il capo del piccolo Mosè.
Il bambino la guarda affascinato sapendo già in cuor suo che quella donna le salverà la vita.
La cesta con il bambino è stata già messa all’asciutto e appoggiata sopra una roccia sulla quale nascono erbe spontanee che sembrano fare da base a quella culla provvisoria, scolpita con maestria.
Osservate la mano destra del bambino che si aggrappa al bordo della cesta in un gesto tipico dei bambini di quell’età.
Questa scultura del Frilli appartiene a una collezione privata.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Sculpture of the day: Moses saved from the waters of the Frilli
The sculpture of the day that I propose to you today is the Finding of Moses sculpted by Antonio Frilli in the second half of the nineteenth century.
To give shape to this work in Carrara marble, Frilli was inspired by the text taken from the Old Testament in which it is narrated that, following the Pharaoh’s order to kill all the male children of the Jews, Moses’ mother deposed him in a wicker basket entrusting it to the waters of the Nile.
The child’s sister followed the basket with her eyes to see what would happen to Moses when she realized that it was Pharaoh’s daughter who picked it up. She saw the basket and took the little one and raised him as if he were her own child. He wanted Moses which literally means “saved from the waters”.
The sculptor Antonio Frilli, born in Florence in 1830, had set up his own gallery in via dei Fossi. His works were known and appreciated throughout Europe, in the States and even in Australia. Among his most famous masterpieces is undoubtedly the Girl in the Hammock, a work subsequently reproduced countless times.
In the sculpture of Moses saved from the waters, Frilli sculpted the Pharaoh’s young daughter wearing a draped dress that leaves one shoulder uncovered. She kneels in front of the wicker basket, with her right hand she caresses the head of little Moses.
The child looks at her fascinated by her, already knowing in her heart that that woman will save her life.
The basket with the baby has already been put out to dry and placed on a rock on which spontaneous herbs grow which seem to form the basis of that temporary cradle, sculpted with skill.
Observe the child’s right hand holding onto the edge of the basket in a gesture typical of children of that age.
This sculpture by Frilli belongs to a private collection.
For the moment, your always Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in the next posts and on social media.

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