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15 dicembre 1980: i Bronzi di Riace esposi per la prima volta al pubblico a Firenze

Il 15 dicembre del 1980, il Museo Archeologico di Firenze apriva le porte ai visitatori proponendo loro la storica mostra dedicata ai Bronzi di Riace che per la prima volta in assoluto esponeva al pubblico le due opere appena terminate di restaurare dopo il loro ritrovamento.

Furono necessari cinque anni di intenso lavoro preso il Centro di Restauro di Firenze prima di poter mostrare i bronzi nell’esposizione che creò code chilometriche in attesa di entrare nel Museo. Furono quattrocentomila i visitatori che in quei mesi di mostra ebbero modo di vedere quei capolavori emersi dalle acque.

La coda chilometrica per poter accedere alla mostra “I Bronzi di Riace” al Museo Archeologico di Firenze. Foto: Archivio fotografico SBAT
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Le due opere erano state ritrovate il 16 agosto 1972. Cinquant’anni fa il sub romano Stefano Mariottini, si immerse nel mar Ionio vicino alle coste del piccolo comune in provincia di Reggio Calabria. A 8 metri di profondità, presso la località di Porto Forticchio di Riace Marina, dinnanzi ai suoi occhi comparvero i due grandi bronzi del V secolo a.C..

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e oggi i due Bronzi di Riace sono fra le opere più note al mondo. Conservate in una sala climatizzata del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ogni anni attraggono migliaia di visitatori.

I Bronzi di Riace nel loro allestimento in mostra al Salone del Nicchio del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, 1980 – Foto: Archivio Fotografico SBAT
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Le due opere furono portate a Firenze nel gennaio del 1972 per essere affidate alle attenzioni e alle cure di due abili restauratori: Edilberto Formigli e Renzo Giachetti. Per terminare la pulitura impiegarono più di un anno e poi, grazie alle indagini diagnostiche eseguite sulle opere e gli studi eseguiti sui difetti di fusione e sui vari spessori del bronzo, si decise che per una loro migliore conservazione e per arrestare i processi di corrosione in atto, era indispensabile procedere con lo svuotamento completo delle opere.

Non fu un’impresa semplice. Mediante delle piccole aperture sul capo dei bronzi, le opere tenute sospese furono fatte attraversare da un contino getto d’acqua per favorire lo svuotamento. Questo lavoro assai complesso richiese la rimozione dei tenoni ovvero di quelle colate di piombo che riempivano i piedi e le caviglie e assicuravano le opere alla base.

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A restauro ultimato, dato che la sala del Museo di Reggio Calabria a loro destinata ancora non era ultimata, fu deciso di esporli temporaneamente a Firenze in un percorso espositivo che prevedeva anche una serie di foto che mostravano tutti i passaggi del restauro.

La mostra “I Bronzi di Riace” rimase al Museo Archeologico di Firenze fino al 24 luglio del 1980, poi furono esposti brevemente per soli 12 giorni al Palazzo del Quirinale e poi infine giunsero alla loro destinazione definitiva: Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

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I libri

Se siete alla ricerca di libri che raccontino la storia del ritrovamento dei Bronzi di Riace ma anche tante curiosità e misteri che ancora li riguardano, vi propongo alcuni interessanti titoli.

Il primo che vi propongo è il volume con testi curati da Carmelo Malacrino e le splendide foto di Luigi Spina. Lo trovate QUA.

A cinquant’anni di distanza dal loro ritrovamento, Alberto Angela ripropone un suo libro dato alle stampe qualche anno fa, rivisto e corretto. Imperdibile: lo trovate QUA.

Se poi volete leggere la recensione che ho scritto qualche mese fa, cliccate QUI.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social sperando che fra non molti anni sarà possibile ammirare dal vero le 24 sculture in bronzo etrusche e romane ritrovate da poco tempo a San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena.

December 15, 1980: the Riace Bronzes exhibited to the public for the first time in Florence

On December 15, 1980, the Archaeological Museum of Florence opened its doors to visitors by offering them the historic exhibition dedicated to the Riace Bronzes which, for the first time ever, exposed the two works to the public that had just finished restoring after their discovery.

It took five years of intense work at the Florence Restoration Center before being able to show the bronzes in the exhibition which created kilometric queues waiting to enter the Museum. There were four hundred thousand visitors who in those months of the exhibition were able to see those masterpieces that emerged from the waters.

The two works had been found on August 16, 1972. Fifty years ago the Roman diver Stefano Mariottini immersed himself in the Ionian Sea near the coasts of the small town in the province of Reggio Calabria. At a depth of 8 metres, in the locality of Porto Forticchio di Riace Marina, the two large bronzes of the 5th century BC appeared before his eyes.

Since then, a lot of water has flowed under the bridges and today the two Riace Bronzes are among the best-known works in the world. Preserved in an air-conditioned room of the National Archaeological Museum of Reggio Calabria, they attract thousands of visitors every year.

The two works were brought to Florence in January 1972 to be entrusted to the attention and care of two skilled restorers: Edilberto Formigli and Renzo Giachetti. They took more than a year to finish the cleaning and then, thanks to the diagnostic investigations carried out on the works and the studies carried out on the casting defects and on the various thicknesses of the bronze, it was decided that for their better conservation and to stop the corrosion processes in deed, it was essential to proceed with the complete emptying of the works.

It was not a simple undertaking. Through small openings on the head of the bronzes, the suspended works were made to pass through a continuous jet of water to facilitate emptying. This very complex work required the removal of the tenons or those lead castings that filled the feet and ankles and secured the works to the base.

Once the restoration was completed, given that the room in the Reggio Calabria Museum intended for them was not yet completed, it was decided to temporarily exhibit them in Florence in an exhibition itinerary that also included a series of photos showing all the stages of the restoration.

The exhibition “The Riace Bronzes” remained at the Archaeological Museum of Florence until July 24, 1980, then they were briefly exhibited for only 12 days at the Quirinale Palace and then finally reached their definitive destination: the National Archaeological Museum of Reggio Calabria.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment in the next posts and on social networks, hoping that in a few years it will be possible to admire the 24 Etruscan and Roman bronze sculptures found recently in San Casciano dei Bagni, in the province of Siena.

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