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Il Cristo con la barba scolpita da un bambino

Dopo tanti affanni, riuscii a far arrivare a Roma la seconda versione del Cristo Portacroce. Ancora non l’avevo portato a termine ma affidai tal compito a Pietro Urbano.

L’avevo sempre considerato l’Urbano un valido collaboratore fino a quel momento ma presto dovetti ricredermi purtroppo. Il 6 settembre del 1521 Sebastiano del Piombo prese carta, penna e calamaio per raccontarmi come l’Urbano avesse conciato per le feste l’opera mia.

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Venni così a sapere che aveva storpiato ogni cosa realizzando dei piedi con dita che parevano mozzate. Aveva poi scolpito mani in maniera così approssimativa e rozza che parevano realizzate da chi si dedica a far pane piuttosto che sculture.

Ma io vi fo intender che tutto quello ha lavorato ha storpiato ogni cossa, maxime ha scortato el piede drito, che si vede manifestamente ne le ditta che lui l’à mozze; ancora ha scórte le ditte de le mane, maxime quela che tiene la croce, che è la drita, che ‘1 Frizzi dice che par che li habi lavorato colloro che fano le zanbele non par lavorate de marmo, par li habi lavorato colloro che lavorino de pasta, tanto sonno stentate...

Sebastiano del Piombo
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E che dire della Barba? Sebastiano mi scrisse che il su figliolo piccino l’avrebbe scolpita meglio dell’Urbano. Pareva che al Cristo fosse stata aggiustata la barba con un coltello tutt’altro che affilato. Insomma, il mio assistente m’aveva ridotto il Cristo a una miseria.

Questo ve dico, che si vede manifestamente che l’à lavorato ne la barba che ‘1 mio putto credo haveria havuto più descretione, ché par habi lavorato con un cortel che non habi ponta a filar quella barba ...

Sebastiano del Piombo
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Cos’era successo? Perché il mio fidato allievo aveva fallito miseramente? Ebbene, per quel lavoro lo avevo pagato lautamente ma invece che condurre a dovere l’opera mia, sperperava quanto gl’avevo dato nei bordelli notte e dì, preoccupandosi di abbigliarsi come un re piuttosto che metter mano all’opera mia.

Et non ve maravegliate che maestro Zovane ve scrisse che Pietro se n’era ito, ché ‘1 stette assai zorni che ‘1 non fu mai visto, perché fuziva da la corte; et credo certamente li capiterà [male], perché io ho inteso che lui iocha et de putane le vol tutte, et fa la ninpha con le scarpe de veluto per Roma et diè dar de molti baiochi...

Sebastiano del Piombo

Tolsi così all’Urbano il Cristo e lo affidai alle mani del Frizzi che tentò di rimediare quello scempio. Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

The Christ with a beard sculpted by a child

After much trouble, I managed to get the second version of the Christ Carrier to Rome. I had not yet completed it but I entrusted this task to Pietro Urbano.

I had always considered the Urbano to be a valid collaborator up to that moment, but unfortunately I soon had to change my mind. On 6 September 1521 Sebastiano del Piombo took paper, pen and inkwell to tell me how the Urban had dressed my work for the holidays.

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So I learned that he had crippled everything by making feet with toes that seemed to be severed. He then sculpted hands so roughly and roughly that they seemed to be made by those who dedicate themselves to making bread rather than sculptures.

And what about the Beard? Sebastiano wrote to me that his little son would have sculpted it better than the Urban. It seemed that Christ’s beard had been fixed with a knife that was anything but sharp. In short, my assistant had reduced Christ to a misery for me.

What happened? Why had my trusted student failed miserably? Well, I paid him lavishly for that job but instead of carrying out my work properly, he squandered what I had given him in the brothels night and day, worrying about dressing up like a king rather than putting his hand to my work.

So I took Christ from the Urban and entrusted him to the hands of Frizzi who tried to remedy that mess.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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