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Il Perseo del Cellini

Da secoli il Perseo del Cellini se ne sta lì davanti alla Loggia dei Lanzi mostrando nella mano sinistra la testa appena mozzata di Medusa e nell’altra la spada sguainata. Con i piedi sopra il suo corpo oramai esanime, mostra a tutti come ha vinto grazie allo scudo che gli donò Atena, l’unica mortale delle tre Gorgoni.

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La commissione

L’opera fu commissionata a Benvenuto Cellini dal duca Cosimo I de’ Medici, di ritorno dal soggiorno trascorso al cospetto di Francesco I di Valois, re di Francia.

Quell’opera avrebbe rappresentato un taglio netto all’esperienza repubblicana di Firenze e i serpenti sul capo di medusa le discordie in città che da sempre minavano a quella che in granduca sosteneva essere la vera democrazia, la sua per l’appunto.

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La complicata fusione del Perseo

I grandi bronzi realizzati nei tempi antichi venivano realizzati fondendo piccole parti. Successivamente venivano assemblate e le giunture limate per rendere la superficie omogenea alla vista.

Il Perseo invece fu realizzato in una fusione unica se si escludono alcuni dettagli applicati poi. Fu un lavoro complicato, reso ancor più difficile dalle dimensioni dell’opera. La complicata fusione fu poi raccontata nel dettaglio dal Cellini nella sua autobiografia in maniera assai realistica tanto che leggendola sembra di sentire il calore della fornace.

“…oh quando quel migliaccio cominciò a sentire quel terribil fuoco, ei si cominciò a schiarire, e lampeggiava […] e di verso l’orto avevo fatto rizzare certe tavole e altri tappeti e pannacci, che mi riparavano dall’acqua…”

Cellini
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Il duro lavoro fatto nella fornace e le esalazioni della lega a base di stagno e rame, provocarono all’artista febbri continue e addirittura la realizzazione delle gocce di sangue che colano dalla testa di Medusa le pagò carissime: perse due dita e parte della vista.

Per unire il Perseo alla Medusa il Cellini adoperò una colata di bronzo mentre i fiotti di sangue collegati al collo e al corpo che grondano furono fissati con dei perni.

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Cellini non usò la stessa lega per fondere Medusa e il Perseo. La Gorgone infatti fu realizzata con rame e stagno mentre il Perseo contiene oltre a questi metalli anche piombo e zinco. Come narra lui stesso che si trovò in difficoltà con la fluidità della colata per la mancanza di stagno nella fusione. Per rimediare provvide a buttare nella “piatti e scodelle e tondi di stagno, i quali erano in circa a dugento” e la fusione si salvò.

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L’inaugurazione del Perseo

Il 27 aprile del 1554, dopo tante tribolazioni e nove lunghi anni di lavoro, il Perseo fu inaugurato e come scrisse nella sua autobiografia l’artista “Or come piacque al mio glorioso Signore e immortale Iddio, io la fini’ del tutto, e un giovedì mattina io la scopersi tutta”.

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Il piedistallo

Tutto il peso del Perseo è sorretto da un raffinato piedistallo decorato da superi bronzi. Quel piedistallo pensato dal Cellini stesso non è più l’originale ma è stato sostituito con una copia. L’altro è stato trasferito al Museo Nazionale del Bargello per proteggerlo meglio dallo scorrere dei secoli.

I bronzi che lo decorano raffigurano tutte divinità in qualche modo relazionate alla storia mitologica di Perseo e mostrano quanto fosse abile il Cellini anche nella lavorazione di opere così minute.

Il piedistallo originale al Bargello
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Il libro

Se volete conoscere la vita e le opere di Benvenuto Cellini, vi consiglio di leggere la sua autobiografia. La scrisse in un momento di forzata inattività e fu poi pubblicata per la prima volta da Antonio Cocchi a Napoli nel 1728.

E’ un’autobiografia parecchio enfatica e a tratti più romanzata di un libro di pura finzione ma fa capire bene che personaggio fosse questo artista. Il libro lo trovate QUA.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

Cellini’s Perseus

For centuries Cellini’s Perseus has stood there in front of the Loggia dei Lanzi showing the freshly severed head of Medusa in his left hand and the unsheathed sword in the other. With his feet above his now lifeless body, he shows everyone how he won thanks to the shield that Athena, the only mortal of the three Gorgons, gave him.

The Commission

The work was commissioned to Benvenuto Cellini by Duke Cosimo I de ‘Medici, returning from his stay in the presence of Francis I of Valois, king of France.

That work would have represented a clean break from the republican experience of Florence and the snakes on the head of Medusa the discords in the city that have always undermined what in the Grand Duke claimed to be true democracy, precisely his own.

The complicated fusion of Perseus

The large bronzes made in ancient times were made by melting small parts. Subsequently they were assembled and the joints filed to make the surface homogeneous to the eye.

The Perseus, on the other hand, was made in a single fusion if we exclude some details applied later. It was a complicated job, made even more difficult by the size of the work. The complicated fusion was then recounted in detail by Cellini in his autobiography in a very realistic way, so much so that reading it seems to feel the heat of the furnace.

The hard work done in the furnace and the exhalations of the tin and copper-based alloy caused the artist continuous fevers and even the creation of the drops of blood that drip from Medusa’s head paid dearly: she lost two fingers and part of her sight.

To unite the Perseus to the Medusa Cellini used a cast of bronze while the gushes of blood connected to the neck and to the body that dripped were fixed with pins.

Cellini did not use the same alloy to fuse Medusa and Perseus. In fact, the Gorgon was made with copper and tin while the Perseus contains, in addition to these metals, also lead and zinc. As he himself tells that he found himself in difficulty with the fluidity of the casting due to the lack of tin in the casting. To remedy this, he threw into the “plates and bowls and tin rounds, which were about two hundred” and the fusion was saved.

The inauguration of the Perseus

On April 27, 1554, after so many tribulations and nine long years of work, the Perseus was inaugurated and as the artist wrote in his autobiography “Now as it pleased my glorious Lord and immortal God, I finished it completely, and a Thursday morning I discovered it all “.

The pedestal

The whole weight of the Perseus is supported by a refined pedestal decorated with bronze surmounts. That pedestal designed by Cellini himself is no longer the original but has been replaced with a copy. The other was transferred to the Bargello National Museum to better protect it from the passing of the centuries.

The bronzes that decorate it all depict divinities in some way related to the mythological story of Perseus and show how skilled Cellini was even in the processing of such minute works.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks.

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