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Lo Schiavo Barbuto

Lo Schiavo Barbuto pare schiacciato dal peso del marmo rimasto grezzo al di sopra della sua testa, reso ancora più insopportabile dal peso del braccio destro che grava sul capo.

Non sono certi gli anni in cui lo scolpii ma è ipotizzabile pensare che diedi forma a lui e agli altri quattro prigioni fiorentini nell’ultimo periodo del soggiorno fiorentino, mentre ero al lavoro per realizzare la Sagrestia Nuova per Clemente VII de’ Medici.

Quest’opera l’avrei dovuta collocare in basso, in posizione frontale, nel primo progetto della Tomba di Giulio II ma poi quel lavoro subì talmente tante modifiche e riduzioni dopo la morte del pontefice che non avevo più modo di inserirla all’interno del progetto.

Lo Schiavo Barbuto, alla stregua degli altri prigioni, poggia tutto il suo peso su una gamba assumendo una posa contrapposta. Ha una robusta e potente muscolatura che mette in primo piano le mie indiscusse conoscenze anatomiche.

Pare che ciascuno di questi prigioni abbia iniziato la lotta per liberarsi dal marmo grezzo che ancora li tiene prigionieri. Che sia un’impressione di chi guarda o una cosa voluta? Il dibattito è ancora aperto a distanza di secoli della loro realizzazione.

Lo Schiavo Barbuto oggi si trova nel corridoio della Galleria dell’Accademia che porta alla tribuna del David. Fino al 1908, si trovava incastonato fra le concrezioni calcaree della Grotta del Buontalenti, assieme agli altri prigioni fiorentini.

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Sapete, quei prigioni mai avevano lasciato il mio stanzone di via Mozza a Firenze fino alla mia morte. Li eredità il mi’ nipote Lionardo che li donò a Francesco I de’ Medici. Qualche anno più tardi, nel 1583, Francesco I volle far realizzare dall’abile Bernardo Buontalenti una meravigliosa grotta all’interno del Giardino di Boboli e pensò bene di ubicare lì quelle sculture che pare vogliano liberarsi dal marmo che le trattiene.

Con la realizzazione della Tribuna progettata da Emilio de Fabris, si pensò di riparare all’interno del corridoio i prigioni (1909) e di sostituirli nella grotta con delle copie.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti per il momento vi saluta lasciandovi ai vostri impegni quotidiani.

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