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La saliera d’argento per il Duca d’Urbino

Ebbene si, anch’io mi cimentai nella realizzazione di una saliera in argento. Certo, lavorare su cose così piccole non era la mia massima aspirazione e nemmeno mi piaceva unire la bellezza dell’arte alla funzionalità quotidiana, ma fatto sta che però dovetti mettermi all’opera per disegnare una saliera degna di rispetto per il Duca d’Urbino Francesco Maria della Rovere.

Con lui non ero certo in ottimi rapporti per la questione della Tomba di Giulio II che per una storia o l’altra non riuscivo a portare a termine.

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Era il 1537 quando conclusi il disegno della saliera e lo affidai nelle mani dell’argentiere Staccioli affidandogli la sua realizzazione. La saliera aveva una forma semisferica con un’imboccatura assai allargata, in modo tale da facilitarne l’utilizzo.

Tutta la struttura si poggiava su zampe di leone e, attorno al collo del vaso, presentava bucranei reggi-festoni e mascheroni decorativi un po’ più in basso.

La sommità del coperchio terminava con un bel Cupido danzante in posa serpentinata, intento a scoccare la sua freccia. Probabilmente l’opera mi era stata commissionata in occasione di un matrimonio: ecco spiegata la ragione di quel Cupido pronto a colpire il bersaglio.

Il disegno di questa saliera era molto celebre ai miei tempi tanto che ne venne eseguite una copia tutt’oggi esistente. Anche il Tintoretto successivamente prese a modello quel piccolo Cupido per dipingere il suo. Purtroppo la saliera in argento attualmente è data per perduta ma chissà che un giorno non salti fuori su qualche banco di antiquariato.

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Le saliere nel Cinquecento, ma anche durante il Medioevo, costituivano un pezzo fondamentale del corredo da tavola delle famiglie ricche. Erano veri e propri capolavori realizzati in metalli preziosi che decoravano le mense durante occasioni speciali. Quelle di utilizzo quotidiano erano invece di piombo, vetro oppure di legno.

La saliera più celebre di tutte è sicuramente quella che quel folle ma geniale Cellini realizzò per Francesco I. Un capolavoro attualmente visibile presso il museo di Vienna. Le saliere erano cose assai preziose: tenete in considerazione che il sale era considerato alla stregua di moneta di scambio. Un bene difficile da reperire che solo in tempo moderni è divenuto accessibile a tutti.

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In una lettera datata 4 luglio 1537, scritta dall’argentiere Girolamo Staccioli al Duca d’Urbino, si fa menzione proprio della mia saliera. Ve ne riporto un frammento.

“Illustrissimo signor mio. In resposta de una de S.V. de’ vinti due del passato, gli dico che più mesi essere finito il modello de a saliera de rilievo, e principiato de argento alcune grampe de animali, dove se ha possare il vaso de la saliera, et a torno di esso vaso ci va certi festoni don alcune mascare, et i’ nel coperchio una figura de rilievo tutta, con alcuni altri fogliami, secondo Michelagnolo ordinò et secondo appare nel modello finito detto de sopra. Vedendo Che questa hè spesa de altro che otto o dieci ducati de manifattura; et andandoci più summa che questa, non ho voluto andar più innanci…”

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi lavori meno noti. A proposito, prima che me lo scordi, il disegno della Saliera per il duca d’Urbino appartiene oggi al British Museum.

The silver salt shaker for the Duke of Urbino

Yes, I too tried my hand at making a silver salt cellar. Of course, working on such small things was not my greatest aspiration and I didn’t even like to combine the beauty of art with everyday functionality, but the fact is that I had to get to work to design a salt cellar worthy of respect for the Duke of Urbino. Francesco Maria della Rovere.

I was certainly not on excellent terms with him for the issue of the Tomb of Julius II which for one story or another I was unable to complete.

It was 1537 when I completed the design of the salt cellar and entrusted it to the silversmith Staccioli, entrusting him with its realization. The salt shaker had a hemispherical shape with a very widened mouth, so as to facilitate its use.

The whole structure rested on lion’s paws and, around the neck of the vase, featured festoon-holding holes and decorative masks a little further down.

The top of the lid ended with a beautiful dancing Cupid in a serpentine pose, intent on shooting his arrow. Probably the work was commissioned to me on the occasion of a wedding: this explains the reason for that Cupid ready to hit the target.

The design of this salt cellar was very famous in my time, so much so that a copy was made that still exists today. Tintoretto also later took that little Cupid as a model to paint his. Unfortunately, the silver salt shaker is currently considered lost but who knows that one day it will not turn up on some antiques counter.

The salt cellars in the sixteenth century, but also during the Middle Ages, were a fundamental piece of the tableware of wealthy families. They were real masterpieces made of precious metals that decorated the canteens on special occasions. Those of daily use were instead of lead, glass or wood.

The most famous salt shaker of all is certainly the one that the crazy but brilliant Cellini made for Francesco I. A masterpiece currently visible in the Vienna museum. Salt cellars were very precious things: keep in mind that salt was considered as a currency of exchange. A difficult asset to find that only in modern times has it become accessible to all.

In a letter dated 4 July 1537, written by the silversmith Girolamo Staccioli to the Duke of Urbino, mention is made of my salt cellar. I am bringing you a fragment of it.

“Most illustrious my lord. In response to a letter from him I tell you that a few months ago I finished the relief model of the salt cellar and started the silver one. I also started making the legs of the animal on which the weight of the salt shaker will have to rest. Above it goes the vase with the festoons and some masks and on the lid a relief figure with other foliage, according to what Michelangelo ordered me and as it appears in the finished model. The expense should be higher than ten or eight ducats … … “

The always yours Michelangelo Buonarroti and his lesser known works than him. By the way, before I forget it, the drawing of the Salt cellar for the Duke of Urbino now belongs to the British Museum.

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