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I miei colori, i miei pennelli

Per dipingere adoperavo esclusivamente colori di eccellente qualità. Avevano un costo assai elevato ma usare quelli meno pregiati significava dare una durata meno lunga nel corso degli anni alle mie opere e sicuramente, a fronte di tutti gli sforzi fatti per affrescare gran parte della Cappella Sistina, era un rischio che non potevo correre.

I colori li acquistavo tutti a Ferrara e me li facevo spedire direttamente a Roma. I rossi, i gialli e i bruni erano solitamente ocre mentre i verdi più intensi non erano altro che ossidi di ferro. Il bianco è solo sangiovanni: il carbonato di calcio che si ottiene mediante una lavorazione assai lunga e complessa della calce viva. Gli azzurri della volta sono di smaltino mentre quelli del Giudizio Universale, molto più intensi e brillanti, sono lapislazzuli. Cosa adoperavo per il nero? Esclusivamente nero avorio e nero vite.

Per quanto riguarda i pennelli c’era poco da scegliere. Ogni artista si fabbricava i propri a seconda delle sue personali esigenze. La fibra sintetica sarebbe stata inventata secoli dopo e non rimaneva altro da fare che acquistare pezzi di pelliccia di vaio o di martora e staccare uno a uno i peli che servivano per creare pennelli di varie dimensioni.

Altri tempi, certo. E’ un vero peccato però che attualmente alcuni colori siano scomparsi. L’industria chimica ha provveduto a sostituire i pigmenti naturali con altri frutto di sintesi ma sapete, mica è la stessa cosa. Sicuramente ne risente la loro durata, la loro bellezza e la loro unicità. Volete mettere un bel morellone o la terra d’ombra naturale con quella roba chimica?

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi colori e i suoi pennelli.

 

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My colors, my brushes

To paint I used only colors of excellent quality. They had a very high cost but to use the less valuable ones meant to give a shorter duration to my works over the years and certainly, in the face of all the efforts made to fresco most of the Sistine Chapel, it was a risk I could not take.

I bought all the colors in Ferrara and sent them to Rome directly. The reds, yellows and browns were usually ochres, while the most intense greens were nothing but iron oxides. The white is only Sangiovanni: the calcium carbonate that is obtained through a very long and complex processing of quicklime. The blues of the vault are enameled while those of the Last Judgment, much more intense and brilliant, are lapis lazuli. What did I use for black? Exclusively ivory black and black vine.

As for the brushes there was little to choose. Each artist made his own according to his personal needs. The synthetic fiber would have been invented centuries later and there was nothing left to do but to buy pieces of fur of vaio or marten and remove one by one the hairs that were used to create brushes of various sizes.

Other times, of course. It is a real pity, however, that at present some colors have disappeared. The chemical industry has replaced the natural pigments with other synthetic fruits, but you know, mica is the same thing. Certainly their duration, their beauty and their uniqueness are affected. Do you want to put a nice black or natural shade of earth with that chemical stuff?

Your always Michelangelo Buonarroti with his colors and his brushes.

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