Certo che la modernità ne ha portate di innovazioni e adesso scolpire è un gioco da ragazzi paragonato a quello che significava scolpire ai miei tempi.
Adesso ci sono trapani elettrici a disposizione, dischi diamantati, martelli pneumatici con tanto di scalpello, smerigliatrici e luci artificiali. Facile la vita no?
Le cose non erano così semplici nel tempo in cui c’ero io alle prese con i blocchi di marmo da scolpire.
Dar vita al freddo marmo è sempre stato un lavoro di fatica e ogni singolo gesto richiedeva forza ma anche controllo assoluto. Usando solo la forza il rischio era quello di far saltar via qualche gamba o qualche altro pezzo di modeste dimensioni.
Una delle difficoltà maggiori era quella di dover lavorare a un’opera senza la luce naturale del giorno. Soprattutto in inverno di luce ce n’era pochina. Le giornate corte non erano d’aiuto e le commissioni andavano portate comunque a termine. Lavorare alla luce tremolante dei lumi a olio non era la migliore delle soluzioni eppure c’era da accontentarsi e mettersi all’opera così.
Vita dura quella dello scultore nel Cinquecento però, nonostante le uniche forze che avessimo a disposizione fossero quella delle braccia e della mente, io e i miei colleghi rinascimentali abbiamo creato opere che tutt’ora vengono ammirate in tutto il mondo.
Adesso tocca a voi dei tempi moderni. Create con i vostri marchingegni moderni qualcosa di memorabile, che faccia commuovere per secoli le genti che popolano la terra. Se noi con così poco abbiamo fatto così tanto, voi cosa ci regalerete?
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che lancia una sfida agli scultori moderni che lavorano il marmo con cose che nemmeno mi immaginavo potessero esistere.

Immagine presa dal laboratorio di Massimo Galleni, Pietrasanta
http://www.gallenimassimo.it/

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Pubblicato da Michelangelo Buonarroti
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Non condivido;
certo, se devi bucare un blocco di pietra, un tassellatore ti facilita molto il lavoro, ma qualsiasi intervento superficiale sui materiali lapidei, li si preferisce ancora eseguire con attrezzi manuali.
Le macchine aiutano nella lavorazione seriale, ma costituiscono un intoppo nell’esecuzione di un oggetto unico eseguito in pochi esemplari.
Buona giornata 🙂
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