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Il restauro più complesso di sempre

Il restauro dei miei affreschi presenti nella Cappella Sistina è durato parecchio tempo. E’ costato denaro ma anche arrabbiature, dibattiti a non finire nonché duro lavoro. Dal 1980 fino al 1994 un team di esperti è stato impegnato ai massimi livelli per ridare a quelle figure oramai spente una luce persa da tempo.

Ci sono stati dibattimenti aspri e forti critiche riguardo alla rimozione delle velature a secco. Ammetto di aver ritoccato alcune figure quando oramai l’intonaco si era seccato definitivamente per migliorarne l’aspetto o per creare effetti suggestivi. Con la pulitura questi dettagli si son persi ma non me ne rammarico più di tanto. Mi dispiace, certo, ma gli affreschi così com’erano non si leggevano più. Mi sembrava complicato riuscire a distinguere le figure le une dalle altre tanto le colle animali applicate sopra, i depositi di sale e quelli di nero fumo avevano sporcato la superficie degli affreschi.

Riguardando oggi le immagini più vecchie Cappella Sistina e quelle più attuali, la differenza è impressionante.

Gianluigi Colalucci condusse a partire dal 1979 una serie di esperimenti preliminari per formulare una tecnica di restauro adeguata. Prima eseguì dei test su piccole porzioni dell’affresco di Matteo da Lecce che ha per tema la Disputa sul corpo di Mosè. Perché scelse proprio quell’affresco? Ebbene, è quello che presenta caratteristiche simili ai miei sia per pigmenti adoperati che per tecnica pittorica adoperata. Successivamente procedette ad effettuare piccoli saggi sulla mia lunetta di Elazar e Mattan.

Durante la colossale impresa del restauro degli affreschi della volta si verificarono non pochi problemi che vennero risolti poco a poco. Prima di incominciare i lavori nemmeno Colalucci si sarebbe mai immaginato di quanto potesse essere difficile un lavoro del genere.

La televisione giapponese Nippon Television Network Corporation sostenne quasi per intero il costo dei restauri elargendo 4,2milioni di dollari americani. In cambio volle tutti i diritti cinematografici.

Vi lascio qualche immagine per mostrarvi quanto gli affreschi erano illeggibili e sporchi.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che dipinse la volta e la parete dell’altare in molto meno tempo di quanto i restauratori le abbiano ripulite perbenino.

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Scansione da dia 6x7 cm (Laboratorio Restauro Pitture)

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