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Un Tiziano per Milano: al Museo Poldi Pezzoli arriva la Madonna con il Bambino e la Maddalena

Un nuovo capolavoro di Tiziano è arrivato a Milano, al Museo Poldi Pezzoli, grazie a un comodato a lungo termine. Dal 22 ottobre 2026 al 25 gennaio 2027, la mostra dossier Un Tiziano per Milano racconta il legame tra il grande pittore veneto e la città lombarda, attraverso opere, documenti e testimonianze della fortuna della sua pittura.

Al centro dell’esposizione c’è la Madonna con il Bambino e la Maddalena, un dipinto che porta con sé una storia particolarmente interessante, non soltanto per la sua qualità artistica, ma anche per quello che le indagini diagnostiche hanno rivelato sulla sua realizzazione.

La mostra è curata da Enrico Maria Dal Pozzolo, professore associato dell’Università di Verona, e Lavinia Galli, curatrice del Museo Poldi Pezzoli. Il percorso presenta tre opere autografe di Tiziano e una copia di particolare valore storico.

Madonna con il Bambino e la Maddalena
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Una Madonna, un dipinto modificato e un segreto sotto la pittura

La protagonista della mostra è la Madonna con il Bambino e la Maddalena, un’opera che ha restituito agli studiosi informazioni preziose grazie alle indagini radiografiche effettuate sulla tela.

Le analisi hanno infatti permesso di scoprire un particolare sorprendente: sotto il volto della Maddalena si nascondeva originariamente quello di un uomo barbuto.

Un cambiamento che racconta molto del funzionamento della bottega di Tiziano e delle modalità con cui il maestro affrontava le numerose commissioni che riceveva.

Secondo l’ipotesi ricostruttiva presentata nel progetto espositivo, il dipinto potrebbe non essere stato ritirato dal committente originario. Rimasto nella bottega, sarebbe stato successivamente modificato nel volto della Maddalena da Girolamo Dente, uno dei collaboratori più fidati del pittore.

Madonna con il Bambino e la Maddalena
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Nella fase matura della sua carriera, Tiziano si affidava sempre più spesso ai collaboratori per rispondere alla crescente domanda di dipinti. La bottega diventava così uno spazio di produzione articolato, nel quale il maestro manteneva il controllo artistico sulle opere e interveniva nelle diverse fasi del lavoro.

Anche la storia collezionistica della tela è legata a Milano. Giunta in città in una data ancora da precisare, nel 1746 fu acquistata dal viaggiatore inglese Sir Thomas Saunders Sebright V.

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Tiziano e Milano: il rapporto con Carlo V e la corte imperiale

Il legame tra Tiziano e Milano fu molto più profondo di una semplice successione di soggiorni occasionali.

Il rapporto con la corte imperiale risale al 1533, quando il pittore realizzò uno dei suoi primi ritratti di Carlo V. Negli anni successivi la relazione con gli Asburgo si consolidò e Milano, diventata ormai parte dei domini spagnoli, rappresentò un importante punto di contatto con la committenza imperiale.

Tiziano soggiornò in città almeno in tre occasioni documentate.

Nel 1540 arrivò a Milano per ottenere un beneficio destinato al figlio Pomponio e ricevette dalla Confraternita di Santa Corona l’incarico per una delle sue opere più importanti: l’Incoronazione di spine.

Nel 1541 fu presente in occasione dell’ingresso trionfale di Carlo V. Proprio durante questo soggiorno l’imperatore gli concesse una pensione annua di cento scudi, pagata sulla cassa di Milano.

Nel dicembre del 1548 tornò invece in città per ritrarre il principe Filippo, il futuro Filippo II.

A ricordare l’ingresso trionfale di Carlo V sarà esposto anche il Trattato dell’intrar in Milano di Carlo V di Giovanni Alberto Albicante, pubblicato nel 1541 e conservato nelle Raccolte Bertarelli. Il volume contiene cinque xilografie che illustrano gli archi trionfali realizzati per celebrare l’arrivo dell’imperatore.

L’Incoronazione di spine: il capolavoro milanese oggi al Louvre

Tra le commissioni più importanti ricevute da Tiziano a Milano figura l’Incoronazione di spine, realizzata tra il 1540 e il 1543 per la Confraternita di Santa Corona e destinata alla cappella della confraternita nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Per secoli fu considerata, insieme al Cenacolo di Leonardo, una delle opere più importanti della città.

La sua storia prese però una direzione diversa nel 1796, quando fu requisita dai francesi durante le spoliazioni napoleoniche. L’anno successivo venne trasferita al Louvre, dove si trova ancora oggi.

L’opera fu copiata innumerevoli volte da artisti italiani e stranieri. La mostra del Poldi Pezzoli permette di riscoprirne la fortuna attraverso una copia di qualità particolarmente elevata e di formato quasi identico all’originale, realizzata poco dopo la requisizione.

La versione esposta proviene dalla chiesa di Santa Maria Annunciata dell’Università Statale di Milano ed è stata restaurata proprio in occasione della mostra dal Museo Poldi Pezzoli.

Tiziano nelle collezioni milanesi: da Federico Borromeo al Settecento

Il percorso espositivo non si limita a ricostruire i soggiorni del pittore, ma racconta anche la straordinaria fortuna che le sue opere ebbero nelle raccolte private e pubbliche della città.

Una figura fondamentale fu Federico Borromeo, cardinale, arcivescovo di Milano e fondatore della Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana.

Borromeo considerava Tiziano uno dei massimi protagonisti della pittura e nutriva una particolare predilezione per la sua arte. Destinò all’Ambrosiana numerose opere del maestro, o comunque attribuitegli, contribuendo a diffonderne la conoscenza tra aristocratici e prelati milanesi.

In mostra la nuova Madonna con il Bambino e la Maddalena sarà messa a confronto con una più tarda Madonna con il Bambino delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, documentata a Milano dal 1616 nella collezione di Guido Mazenta.

Il confronto permetterà di osservare l’evoluzione della pittura di Tiziano, sempre più libera, sfaldata e cupa nella fase tarda della sua carriera.

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Un Tiziano per Milano, una nuova occasione per riscoprire il maestro

A 450 anni dalla morte di Tiziano, Milano torna a raccontare il proprio rapporto con uno dei più grandi protagonisti della pittura europea.

L’arrivo della Madonna con il Bambino e la Maddalena è l’occasione per osservare da vicino il lavoro del maestro, scoprire i segreti della sua bottega e ricostruire una storia fatta di commissioni imperiali, opere disperse, collezionisti e capolavori sottratti al loro contesto originario.

Un progetto che mette in dialogo ricerca, patrimonio e collezionismo privato, restituendo al pubblico un’opera che oggi può essere ammirata grazie alla generosità di un privato e alla collaborazione con il Museo Poldi Pezzoli.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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A Titian for Milan: Madonna and Child with the Magdalene Arrives at the Poldi Pezzoli Museum

A new masterpiece by Titian has arrived in Milan at the Poldi Pezzoli Museum, thanks to a long-term loan. From October 22, 2026, to January 25, 2027, the focused exhibition A Titian for Milan explores the connection between the great Venetian painter and the Lombard city, showcasing artworks, documents, and evidence of the enduring legacy of his painting.

At the heart of the exhibition is Madonna and Child with the Magdalene—a painting with a particularly compelling history, not only due to its artistic quality but also because of what diagnostic examinations have revealed about its creation.

The exhibition is curated by Enrico Maria Dal Pozzolo, an associate professor at the University of Verona, and Lavinia Galli, a curator at the Poldi Pezzoli Museum. The display features three autograph works by Titian, alongside a copy of significant historical value.

A Madonna, an altered painting, and a secret beneath the surface

The centerpiece of the exhibition is Madonna and Child with the Magdalene, a work that has provided scholars with invaluable insights through radiographic analysis of the canvas.

These examinations revealed a surprising detail: hidden beneath the face of the Magdalene lies the original image of a bearded man.

This alteration offers a revealing look into the inner workings of Titian’s workshop and the methods the master employed to manage the numerous commissions he received.

According to the reconstruction proposed in the exhibition, the painting may never have been collected by its original patron. Having remained in the workshop, it was later modified—specifically the figure of the Magdalene—by Girolamo Dente, one of the painter’s most trusted collaborators. In the mature phase of his career, Titian increasingly relied on assistants to meet the growing demand for his paintings. His workshop thus became a complex production space, in which the master maintained artistic control over the works, intervening at various stages of the creative process.

The provenance of this canvas is also linked to Milan. Having arrived in the city at an as-yet-undetermined date, it was purchased in 1746 by the English traveler Sir Thomas Saunders Sebright V.

Titian and Milan: His Relationship with Charles V and the Imperial Court

The connection between Titian and Milan went far beyond a mere series of occasional visits.

His relationship with the imperial court dates back to 1533, when the painter produced one of his first portraits of Charles V. In the years that followed, his ties to the Habsburgs strengthened; as Milan had by then become part of the Spanish dominions, it served as a vital point of contact for imperial commissions.

Titian’s presence in the city is documented on at least three occasions.

In 1540, he arrived in Milan to secure a benefice for his son, Pomponio, and received a commission from the Confraternity of Santa Corona for one of his most significant works: The Crowning with Thorns.

In 1541, he was in the city for the triumphal entry of Charles V. During this visit, the Emperor granted him an annual pension of one hundred scudi, to be paid from the Milanese treasury.

In December 1548, he returned to the city to paint a portrait of Prince Philip—the future Philip II.

Also on display, in reference to the triumphal entry of Charles V, is the Trattato dell’intrar in Milano di Carlo V (“Treatise on the Entry of Charles V into Milan”) by Giovanni Alberto Albicante, published in 1541 and held in the Raccolte Bertarelli. The volume contains five woodcuts illustrating the triumphal arches built to celebrate the Emperor’s arrival.

The Crowning with Thorns: A Milanese Masterpiece Now in the Louvre

Among the most significant commissions Titian received in Milan is The Crowning with Thorns, created between 1540 and 1543 for the Confraternity of Santa Corona and intended for the confraternity’s chapel in the church of Santa Maria delle Grazie.

For centuries, it was considered—alongside Leonardo’s Last Supper—one of the city’s most important works of art.

Its history took a different turn in 1796, when it was seized by the French during the Napoleonic spoliations. The following year, it was transferred to the Louvre, where it remains to this day.

The work was copied countless times by both Italian and foreign artists. The exhibition at the Poldi Pezzoli Museum offers an opportunity to rediscover its legacy through a high-quality copy—nearly identical in size to the original—produced shortly after the painting was seized.

The version on display comes from the church of Santa Maria Annunciata at the University of Milan and was restored by the Poldi Pezzoli Museum specifically for this exhibition.

Titian in Milanese Collections: From Federico Borromeo to the Eighteenth Century

The exhibition does more than just reconstruct the painter’s stays in the city; it also recounts the extraordinary influence and enduring appeal of his and the role these works played in the city’s private and public collections.

A pivotal figure was Federico Borromeo—cardinal, Archbishop of Milan, and founder of the Ambrosian Library and Art Gallery (Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana).

Borromeo regarded Titian as one of the greatest masters of painting and held a special fondness for his art. He bequeathed numerous works by the master—or those attributed to him—to the Ambrosiana, helping to foster an appreciation for his style among Milan’s aristocracy and clergy.

The exhibition features the Madonna and Child with the Magdalene, which is presented alongside a later Madonna and Child from the Gallerie dell’Accademia in Venice—a piece documented in Milan as early as 1616, when it was part of the collection of Guido Mazenta.

This comparison offers a glimpse into the evolution of Titian’s painting style, which became increasingly free, loose, and somber during the final phase of his career.

A Titian for Milan: A New Opportunity to Rediscover the Master

450 years after Titian’s death, Milan revisits its connection to one of the most significant figures in the history of European painting.

The arrival of the Madonna and Child with the Magdalene provides a chance to examine the master’s work up close, uncover the secrets of his studio, and reconstruct a history—one defined by imperial commissions, lost works, private collectors, and masterpieces long removed from their original settings.

This project bridges the worlds of academic research, cultural heritage, and private collecting, bringing a work back to the public eye—made possible through the generosity of a private owner and a collaboration with the Poldi Pezzoli Museum.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids you farewell—until the next post, here and on social media.

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