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Paul Bril, restaurati due dipinti del 1590: tornano all’Ambrosiana dopo 400 anni dalla morte dell’artista

Dopo un accurato intervento di restauro, ‘Paesaggio con eremiti’ e ‘Paesaggio con pastori e pellegrini‘ tornano esposti alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano nella sala 7, dedicata ai pittori fiamminghi.

La restituzione è stata presentata mercoledì 4 novembre 2026 e assume un significato particolare perché avviene nell’anno in cui ricorrono i quattro secoli dalla morte di Bril, scomparso a Roma nel 1626.

Le due opere, entrambe datate 1590, appartengono alla storia più antica delle raccolte dell’Ambrosiana e sono legate alla figura del cardinale Federico Borromeo, grande collezionista e appassionato sostenitore del pittore.

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Paul Bril, il paesaggio fiammingo conquista l’Ambrosiana

Nato ad Anversa nel 1554, Paul Bril si trasferì a Roma, dove costruì una carriera importante, diventando uno dei protagonisti della pittura di paesaggio tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento.

La sua pittura conserva la sensibilità descrittiva della tradizione fiamminga, ma si apre anche alla cultura figurativa italiana. Nei suoi dipinti la natura non è mai un semplice sfondo: diventa uno spazio articolato, attraversato da sentieri, corsi d’acqua, montagne, rovine e piccoli episodi di vita quotidiana.

Bril costruisce paesaggi nei quali lo sguardo può soffermarsi a lungo, passando dalle grandi aperture panoramiche alle presenze minute disseminate nella composizione.

Entrambe le tele furono realizzate a tempera su tela di lino. Come gran parte delle opere di Bril appartenenti alla collezione originaria dell’Ambrosiana, anche Paesaggio con eremiti fu donato dal cardinale Federico Borromeo alla Pinacoteca nel 1618.

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Paesaggio con eremiti: tra natura, spiritualità e vita quotidiana

In Paesaggio con eremiti la natura occupa uno spazio vastissimo e si presenta allo spettatore attraverso una successione di scorci, profondità e dettagli.

Una strada scoscesa, accompagnata da alberi dai tronchi sinuosi, conduce lo sguardo attraverso un territorio nel quale si alternano un fiume, antiche rovine e un’insenatura, oltre la quale si intravedono montagne lontane.

Bril anima il paesaggio con presenze umane e animali che sembrano appartenere naturalmente a questo ambiente. Si riconoscono alcuni monaci, un pastore che riposa accanto al proprio gregge e diversi viandanti.

Anche gli uccelli contribuiscono alla vivacità della scena. Tra quelli raffigurati spiccano, nella parte destra della composizione, due grandi aironi.

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È un dipinto che invita a esplorare ogni angolo della tela, perché ogni particolare aggiunge qualcosa al racconto complessivo.

L’opera presenta inoltre un interesse particolare dal punto di vista tecnico e stilistico. La tempera su tela e il linguaggio della composizione sono stati messi in relazione con le decorazioni murali eseguite da Bril durante il pontificato di Sisto V. Una connessione che permette di comprendere meglio il rapporto tra la sua attività nella pittura di paesaggio e le grandi imprese decorative realizzate a Roma.

Paesaggio con eremiti di Paul Bril ©Veneranda Biblioteca Ambrosiana ph. Marta Carenzi_Mondadori Portfolio
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Paesaggio con pastori e pellegrini: un orizzonte che si apre sul mare

Diversa, ma altrettanto ricca di particolari, è la composizione del Paesaggio con pastori e pellegrini.

In primo piano compare una struttura in pietra caratterizzata da due arcate, una delle quali è sostituita da una passerella in legno. È un elemento architettonico che introduce lo spettatore nel paesaggio e contribuisce a dare profondità alla scena.

Da qui lo sguardo si sposta verso un territorio montuoso che si sviluppa sulla destra e raggiunge il centro della composizione. Sulla sinistra, invece, il panorama si apre su un estuario animato da numerose imbarcazioni.

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Pastori, greggi e viandanti popolano questo ambiente, restituendo l’immagine di un territorio attraversato da persone e animali, nel quale la natura e le attività umane convivono.

Uno degli aspetti più interessanti della pittura di Bril è proprio la costruzione dello spazio. Le diagonali della composizione guidano lo sguardo verso la profondità, mentre la distribuzione della luce alterna zone illuminate e passaggi in ombra.

Non si tratta soltanto di rappresentare un paesaggio, ma di creare una vera e propria esperienza visiva, nella quale ogni elemento contribuisce a costruire l’illusione della distanza.

Paesaggio con pastori e pellegrini di Paul Bril ©Veneranda Biblioteca Ambrosiana ph. Marta Carenzi_Mondadori Portfolio
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Il restauro delle due tele: un intervento nel segno della conservazione

Il ritorno in sala dei due dipinti è il risultato di un intervento conservativo progettato nel rispetto della materia originale.

Il restauro è stato condotto secondo il principio del minimo intervento, con l’obiettivo di migliorare la conservazione dei materiali costitutivi e recuperare un equilibrio cromatico più vicino alla leggibilità originaria delle opere.

Una particolare attenzione è stata riservata alla riadesione della pellicola pittorica al supporto, un passaggio importante per garantire la stabilità della superficie dipinta.

Prima di intervenire, i restauratori hanno effettuato una serie di indagini diagnostiche, comprese analisi non invasive e riprese fotografiche in luce visibile, radente e ultravioletta. A queste si sono aggiunti due micro-prelievi di colore, necessari per approfondire la conoscenza dei materiali utilizzati da Bril.

Le informazioni raccolte hanno consentito di individuare i materiali più adatti e definire un protocollo operativo mirato, limitando il più possibile l’impatto dell’intervento sulle opere.

Il risultato è stato favorito anche dall’ottima risposta della tela alle diverse operazioni di restauro.

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L’Ambrosiana e il legame con Federico Borromeo

Il ritorno dei due paesaggi ha anche un valore storico e simbolico per la Pinacoteca Ambrosiana.

Come ha ricordato Alberto Rocca, direttore della Pinacoteca Ambrosiana, il recupero delle opere assume un significato particolare proprio nell’anno del quarto centenario della morte di Bril, artista che Federico Borromeo amò e protesse.

Anche Andrea Canova, presidente della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, ha sottolineato l’importanza di questa restituzione, ricordando come la cura del patrimonio significhi soprattutto trasmetterlo alle generazioni future.

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Il restauro è stato possibile grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, che rinnova così la propria collaborazione con l’istituzione milanese e il proprio impegno nella tutela del patrimonio artistico.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Paul Bril: Two 1590 Paintings Restored and Returned to the Ambrosiana 400 Years After the Artist’s Death

Following a meticulous restoration, ‘Landscape with Hermits’ and ‘Landscape with Shepherds and Pilgrims’ are back on display at the Pinacoteca Ambrosiana in Milan, in Room 7, which is dedicated to Flemish painters.

The unveiling took place on Wednesday, November 4, 2026, and holds special significance, as it coincides with the four-hundredth anniversary of Bril’s death; the artist passed away in Rome in 1626.

Both works, dating to 1590, are among the earliest pieces in the Ambrosiana’s collections and are closely linked to Cardinal Federico Borromeo—a prominent collector and an ardent patron of the painter.

Paul Bril: Flemish Landscape Conquers the Ambrosiana

Born in Antwerp in 1554, Paul Bril moved to Rome, where he built a significant career, becoming a leading figure in landscape painting between the late 16th and early 17th centuries.

His painting retains the descriptive sensibility of the Flemish tradition while also embracing Italian figurative culture. In his works, nature is never merely a backdrop; it becomes a complex, articulated space, traversed by paths, waterways, mountains, ruins, and small scenes from everyday life.

It is precisely this attention to detail that makes the two works held at the Ambrosiana so compelling. Bril constructs landscapes that invite the viewer to linger, moving from sweeping panoramic vistas to the minute elements scattered throughout the composition.

Both canvases were executed in tempera on linen. Like many of Bril’s works in the Ambrosiana’s original collection, Landscape with Hermits was donated to the Pinacoteca by Cardinal Federico Borromeo in 1618.

Landscape with Hermits: Nature, Spirituality, and Daily Life

In Landscape with Hermits, nature occupies a vast expanse, revealing itself to the viewer through a succession of vistas, depths, and intricate details.

A steep, rugged path—flanked by trees with sinuous trunks—leads the eye across a terrain featuring a river, ancient ruins, and an inlet, beyond which distant mountains come into view.

Yet, this is no deserted landscape. Bril brings it to life with human figures and animals that seem to belong naturally to this environment. One can discern monks, a shepherd resting beside his flock, and various wayfarers. Birds also contribute to the liveliness of the scene. Among those depicted, two large herons stand out on the right side of the composition.

The painting invites the viewer to explore every corner of the canvas, as each detail adds something to the overall narrative.

The work is also of particular interest from a technical and stylistic perspective. The use of tempera on canvas and the compositional language have been linked to the wall decorations executed by Bril during the pontificate of Sixtus V—a connection that provides a better understanding of the relationship between his work in landscape painting and the major decorative projects he carried out in Rome.

Landscape with Shepherds and Pilgrims: A Horizon Opening onto the Sea

Different, yet equally rich in detail, is the composition Landscape with Shepherds and Pilgrims.

In the foreground, there is a stone structure featuring two arches, one of which has been replaced by a wooden footbridge. This architectural element draws the viewer into the landscape and helps create depth within the scene.

From here, the eye travels toward a mountainous terrain that extends from the right toward the center of the composition. On the left, meanwhile, the view opens up to an estuary bustling with various boats.

Shepherds, flocks, and wayfarers populate this setting, presenting a landscape traversed by people and animals—a place where nature and human activity coexist.

One of the most compelling aspects of Bril’s painting is his construction of space. The diagonals within the composition guide the eye toward the background, while the distribution of light alternates between illuminated areas and passages cast in shadow.

It is not merely a matter of to represent a landscape, but rather to create a true visual experience, in which every element contributes to building the illusion of distance.

The restoration of the two canvases: an intervention focused on preservation

The return of the two paintings to the gallery is the result of a conservation project designed with full respect for the original material.

The restoration was carried out according to the principle of minimal intervention, with the goal of improving the preservation of the constituent materials and restoring a chromatic balance closer to how the works were originally intended to be seen.

Particular attention was paid to re-adhering the paint layer to its support—a crucial step in ensuring the stability of the painted surface.

Before beginning work, the conservators conducted a series of diagnostic investigations, including non-invasive analyses and photographic documentation using visible, raking, and ultraviolet light. Additionally, two tiny paint samples were taken, which were essential for gaining a deeper understanding of the materials Bril used.

The information gathered made it possible to identify the most suitable materials and define a targeted operational protocol, minimizing the impact of the intervention on the works as much as possible.

The outcome was also aided by the canvas’s excellent response to the various restoration procedures.

This project did not seek to transform the paintings, but rather to care for them—restoring their clarity and ensuring their preservation for the future.

The Ambrosiana and its connection to Federico Borromeo

The return of these two landscapes also holds historical and symbolic significance for the Pinacoteca Ambrosiana.

As Alberto Rocca, director of the Pinacoteca Ambrosiana, noted, the recovery of these works takes on special meaning in the very year that marks the fourth centenary of the death of Bril—an artist whom Federico Borromeo admired and patronized. “Restoring two works from the original collection of Federico Borromeo to their former splendor—coinciding with the fourth centenary of the death of Paul Bril, a painter whom the Cardinal admired and patronized—is, for the Ambrosiana, an act of fidelity to its own roots,” stated Rocca.

Andrea Canova, President of the Congregation of the Conservators of the Veneranda Biblioteca Ambrosiana, also underscored the significance of this restoration, noting that caring for cultural heritage is, above all, about passing it on to future generations.

The restoration was made possible through the support of Intesa Sanpaolo, which thereby renews its collaboration with the Milanese institution and its commitment to the preservation of artistic heritage.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids you farewell—until the next posts and over on social media.

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