Bologna, sei grandi mostre dal 2027: ecco il nuovo programma dei Musei nazionali
Il futuro dei Musei nazionali di Bologna e dell’Emilia-Romagna prende forma con un programma quadriennale che accompagnerà le attività dal 2027 al 2030, mettendo al centro non soltanto le grandi mostre, ma anche restauri, cantieri, riallestimenti, ricerca e formazione.
Il programma è stato presentato il 16 settembre 2026 dal direttore Luigi Gallo, a pochi mesi dal suo insediamento alla guida dei Musei nazionali di Bologna e della Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. La sua nomina è ufficialmente in carica dal 9 aprile 2026 e il mandato è previsto fino al 9 aprile 2030.
L’idea è quella di costruire un sistema museale capace di mettere in relazione tutela e valorizzazione, ricerca e formazione, collezioni e pubblico, coinvolgendo non soltanto Bologna ma anche le numerose sedi del territorio regionale.
Sei mostre per raccontare Bologna e la sua storia dell’arte
Uno dei punti più interessanti del nuovo programma riguarda la Pinacoteca Nazionale di Bologna, dove sono previste sei esposizioni temporanee nell’arco del quadriennio.
Il primo appuntamento è ormai vicino. Il 2 ottobre 2026 aprirà la mostra dedicata a San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento, dando il via alla nuova stagione espositiva.
Poi sarà la volta di un viaggio attraverso l’Ottocento con “Cantami di questo tempo: l’Ottocento nelle collezioni della Pinacoteca Nazionale di Bologna”, prevista nella primavera del 2027.
Il progetto intende riportare l’attenzione sui rapporti fra arti figurative e arti performative, mostrando un secolo nel quale pittura, musica, teatro e cultura visiva dialogarono in maniera particolarmente intensa.
Tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028 arriverà invece “Fotografare il patrimonio: tesori dal Gabinetto fotografico”, un’occasione per scoprire fotografie poco conosciute o mai esposte, conservate nelle collezioni del Gabinetto fotografico.
Carlo V e Bologna capitale dell’Impero
La primavera del 2028 sarà dedicata a un momento particolarmente importante della storia della città con “Carlo V e Bologna capitale dell’Impero: 1528-1530”.
La mostra approfondirà il ruolo assunto da Bologna nel panorama europeo e il rapporto fra la città, la corte imperiale e le arti.
Un tema che permette di rileggere Bologna non soltanto come importante centro artistico italiano, ma anche come luogo capace di assumere una dimensione internazionale.
Bologna nel Settecento e il Grand Tour
Nell’autunno del 2028 sarà invece protagonista il XVIII secolo con “Bologna nel Settecento: una capitale e la sua arte”.
Il percorso racconterà il ruolo della città lungo le rotte del Grand Tour, quando artisti, intellettuali e viaggiatori europei attraversavano l’Italia alla ricerca delle sue opere, dei suoi monumenti e della sua cultura.
I Carracci e la nascita della pittura moderna
La mostra forse più attesa del programma arriverà tra la fine del 2029 e l’inizio del 2030.
Si intitolerà “I Carracci e la nascita della pittura moderna. Bologna laboratorio della pittura tra Cinquecento e Seicento” e avrà l’obiettivo di rileggere la rivoluzione artistica dei Carracci andando oltre una lettura esclusivamente biografica o formale.
Annibale, Ludovico e Agostino Carracci saranno quindi al centro di una riflessione più ampia sulla trasformazione della pittura tra Cinquecento e Seicento e sul ruolo di Bologna come vero e proprio laboratorio artistico.
La Pinacoteca di Bologna cambia volto
Il programma 2027-2030 non riguarda però soltanto le esposizioni.
Uno dei capitoli più importanti sarà infatti dedicato al rinnovamento degli spazi della Pinacoteca Nazionale di Bologna, attraverso interventi di riallestimento e rifunzionalizzazione.
Tra gli ambienti interessati figurano:
- l’Aula Gnudi;
- le sale del Settecento;
- la sezione medievale.
L’obiettivo è ripensare gli spazi e il modo in cui il pubblico entra in rapporto con le collezioni, rendendo il museo sempre più capace di raccontare il proprio patrimonio attraverso percorsi aggiornati.
Non si tratta quindi soltanto di organizzare nuove mostre, ma di intervenire sulla struttura stessa dell’esperienza museale.
Palazzo Pepoli Campogrande, un grande cantiere destinato a riaprire
Tra gli interventi più significativi c’è anche Palazzo Pepoli Campogrande, storico edificio legato al sistema dei Musei nazionali di Bologna.
La Direzione punta a restituire il palazzo alla città entro il 2026 completamente riallestito, con una novità particolarmente interessante: l’apertura al pubblico delle prestigiose sale affrescate finora utilizzate come depositi.
È uno degli interventi che meglio rappresenta la filosofia del nuovo programma: trasformare spazi oggi poco accessibili in occasioni di conoscenza e valorizzazione del patrimonio.
Dalla città al territorio: il progetto coinvolge tutta l’Emilia-Romagna
Il programma quadriennale non si ferma a Bologna.
Una parte importante degli interventi riguarda infatti alcuni dei principali siti della Direzione regionale Musei nazionali dell’Emilia-Romagna.
L’Ex Chiesa di San Mattia
A Bologna, l’Ex Chiesa di San Mattia sarà sempre più orientata verso i linguaggi e le esperienze artistiche del presente.
L’idea è fare di questo spazio un luogo capace di mettere in dialogo il patrimonio storico con la creatività contemporanea, ampliando le possibilità di utilizzo e di partecipazione.
Palazzo Milzetti a Faenza
A Palazzo Milzetti – Museo dell’Età Neoclassica in Romagna, a Faenza, sono previsti interventi di ristrutturazione e valorizzazione.
Particolare attenzione sarà riservata alla capanna rustica, recentemente tornata a far parte delle pertinenze del complesso, e all’ala lunga del museo, che in futuro sarà destinata alle mostre temporanee.
L’Abbazia di Pomposa diventa anche un “campo scuola”
Un altro progetto riguarda la Abbazia di Pomposa, a Codigoro.
Qui proseguiranno gli interventi sull’impianto illuminotecnico, mentre prende forma anche un progetto destinato a trasformare il complesso in un vero e proprio “campo scuola” per giovani ricercatori.
L’iniziativa sarà sviluppata in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici dell’Università di Bologna, con l’obiettivo di favorire lo studio diretto del patrimonio e l’esperienza sul campo.
La Fortezza di San Leo
Anche la Fortezza di San Leo, in provincia di Rimini, sarà interessata da nuovi interventi di valorizzazione.
Dopo la realizzazione della nuova identità visiva e la definizione dei nuovi percorsi espositivi, proseguiranno i progetti destinati a rendere più efficace la fruizione del complesso e la sua capacità di raccontare la propria storia.
Un programma che punta su patrimonio, ricerca e nuove generazioni
Il progetto presentato da Luigi Gallo disegna dunque una strategia che va oltre il tradizionale calendario delle mostre.
Le esposizioni saranno certamente uno degli elementi più visibili, ma accanto ad esse trovano spazio restauri, grandi cantieri, riallestimenti, riapertura di ambienti, ricerca e formazione.
«Nei prossimi quattro anni vogliamo costruire un percorso che tenga insieme tutela e valorizzazione, ricerca e formazione, attenzione alle collezioni e apertura verso il pubblico», ha spiegato Gallo nella presentazione del programma.
Il direttore sottolinea inoltre la volontà di lavorare sulle diverse sedi come parti di un unico sistema, rispettandone però le singole identità.
La sfida per i prossimi quattro anni sarà quindi quella di trasformare questa straordinaria rete di musei e luoghi della cultura in un sistema sempre più aperto, accessibile e capace di dialogare con la città, il territorio e le nuove generazioni.
E Bologna, con la sua Pinacoteca e con la storia artistica che va dai Carracci all’Ottocento, passando per il Settecento e il rapporto con l’Europa, si prepara a essere ancora una volta uno dei grandi laboratori italiani per la conoscenza e la valorizzazione dell’arte.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
National Museums of Bologna: The 2027–2030 Program—Six Major Exhibitions and New Projects for Emilia-Romagna’s Heritage
From the Pinacoteca Nazionale di Bologna to Palazzo Pepoli Campogrande, and from Faenza to Pomposa and San Leo: the new four-year program presented by Director Luigi Gallo focuses on exhibitions, restoration work, gallery redesigns, research, and heritage promotion.
The future of the National Museums of Bologna and Emilia-Romagna is taking shape through a four-year program guiding activities from 2027 to 2030. It places a central emphasis not only on major exhibitions but also on restoration projects, site works, gallery redesigns, research, and training.
The program was presented on September 16, 2026, by Director Luigi Gallo, just months after he took the helm of the National Museums of Bologna and the Regional Directorate for National Museums of Emilia-Romagna. His appointment officially began on April 9, 2026, and his term runs until April 9, 2030.
The aim is to build a museum system that bridges preservation and promotion, research and training, and collections and the public, involving not only Bologna but also the many sites across the region.
Six Exhibitions to Tell the Story of Bologna and Its Art History
One of the most compelling aspects of the new program concerns the Pinacoteca Nazionale di Bologna, where six temporary exhibitions are planned over the four-year period.
The first event is fast approaching. On October 2, 2026, an exhibition dedicated to Saint Francis and Bologna between the 16th and 17th centuries will open, kicking off the new exhibition season. Next up is a journey through the 19th century with “Sing to Me of This Time: The 19th Century in the Collections of the Pinacoteca Nazionale di Bologna,” scheduled for the spring of 2027.
The project aims to refocus attention on the relationship between the visual and performing arts, showcasing a century in which painting, music, theater, and visual culture engaged in a particularly intense dialogue.
Then, between late 2027 and early 2028, “Photographing Heritage: Treasures from the Photographic Cabinet” will arrive—an opportunity to discover little-known or previously unexhibited photographs held in the Photographic Cabinet’s collections.
Charles V and Bologna as Capital of the Empire
The spring of 2028 will be dedicated to a pivotal moment in the city’s history with “Charles V and Bologna as Capital of the Empire: 1528–1530.”
The exhibition will explore the role Bologna played on the European stage and the relationship between the city, the imperial court, and the arts.
This theme allows for a re-examination of Bologna not merely as a major Italian artistic hub, but also as a city capable of assuming an international dimension.
Bologna in the 18th Century and the Grand Tour
In the autumn of 2028, the 18th century will take center stage with “Bologna in the 18th Century: A Capital and Its Art.”
The exhibition will recount the city’s role along the Grand Tour routes, a time when European artists, intellectuals, and travelers traversed Italy in search of its artworks, monuments, and culture.
The Carracci and the Birth of Modern Painting
Perhaps the most anticipated exhibition of the program will arrive between late 2029 and early 2030.
Titled “The Carracci and the Birth of Modern Painting: Bologna as a Laboratory of Painting between the 16th and 17th Centuries,” it aims to re-examine the Carracci’s artistic revolution by moving beyond a purely biographical or formalist interpretation. Annibale, Ludovico, and Agostino Carracci will thus be at the heart of a broader reflection on the transformation of painting between the 16th and 17th centuries and on Bologna’s role as a true artistic laboratory.
A New Look for the Pinacoteca di Bologna
However, the 2027–2030 program is not limited to exhibitions.
Indeed, one of the key initiatives involves renovating the spaces of the Pinacoteca Nazionale di Bologna through redesign and functional repurposing.
The areas involved include:
the Gnudi Hall;
the 18th-century galleries;
the medieval section.
The goal is to reimagine the spaces and the way the public engages with the collections, enabling the museum to better showcase its heritage through updated visitor routes.
It is not merely a matter of organizing new exhibitions, but of transforming the very structure of the museum experience.
Palazzo Pepoli Campogrande: A Major Renovation Project Set to Reopen
Another significant project involves Palazzo Pepoli Campogrande, a historic building linked to the Bologna National Museums network.
The administration aims to return the palazzo to the city by 2026 with a completely redesigned layout, featuring a particularly exciting addition: opening the prestigious frescoed halls—previously used for storage—to the public.
This is one of the projects that best embodies the philosophy of the new program: transforming spaces that are currently difficult to access into opportunities for learning about and showcasing heritage.
From the city to the wider region: the project encompasses the whole of Emilia-Romagna.
The four-year program extends beyond Bologna.
Indeed, a significant portion of the work focuses on key sites managed by the Regional Directorate of National Museums of Emilia-Romagna.
The Former Church of San Mattia
In Bologna, the former Church of San Mattia will increasingly focus on contemporary artistic languages and experiences.
The aim is to turn this space into a venue that fosters a dialogue between historical heritage and contemporary creativity, thereby expanding opportunities for use and public engagement.
Palazzo Milzetti in Faenza
Renovation and enhancement projects are planned for Palazzo Milzetti—the Museum of the Neoclassical Age in Romagna—located in Faenza.
Particular attention will be paid to the rustic hut, which has recently been reintegrated into the complex’s grounds, and to the museum’s long wing, which is slated to host temporary exhibitions in the future.
Pomposa Abbey to Become a “Training Site”
Another project concerns Pomposa Abbey in Codigoro.
Work on the lighting system will continue here, while a project to transform the complex into a dedicated “training site” for young researchers takes shape.
This initiative will be developed in collaboration with the University of Bologna’s Specialization School in Historical-Artistic Heritage, with the goal of encouraging direct study of the heritage and hands-on fieldwork.
The Fortress of San Leo
The Fortress of San Leo, in the province of Rimini, will also be the subject of new enhancement projects.
Following the creation of a new visual identity and the design of new exhibition routes, further projects will be implemented to improve the visitor experience and enhance the site’s ability to tell its own story. A program focused on heritage, research, and new generations
The project presented by Luigi Gallo outlines a strategy that extends beyond the traditional exhibition calendar.
While exhibitions will certainly be among the most visible elements, they will be accompanied by restoration work, major site projects, gallery redesigns, the reopening of spaces, research, and educational initiatives.
“Over the next four years, we aim to build a path that integrates preservation and promotion, research and training, a focus on collections and openness to the public,” Gallo explained during the program’s presentation.
The director also emphasizes the intention to treat the various sites as parts of a unified system, while respecting their individual identities.
The challenge for the coming four years will therefore be to transform this extraordinary network of museums and cultural sites into a system that is increasingly open and accessible, capable of engaging with the city, the local area, and new generations.
And Bologna—with its Pinacoteca and an artistic history spanning from the Carracci family to the 19th century, taking in the 18th century and its ties to Europe—is preparing to serve once again as a major Italian hub for the study and appreciation of art.

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