Teatro del Silenzio di Lajatico, il Tindaro Screpolato di Igor Mitoraj trova una nuova casa tra le colline toscane
Il Tindaro Screpolato di Igor Mitoraj non lascia il Teatro del Silenzio. La monumentale scultura, protagonista della ventesima edizione dell’evento ideato da Andrea Bocelli a Lajatico, è stata infatti ricollocata su una collina affacciata sull’anfiteatro naturale, lungo quella che è stata ribattezzata la “strada bianca del silenzio”.
Una scelta che permette all’opera di continuare a dialogare con il paesaggio toscano, diventando testimone permanente della bellezza del luogo.
Uno dei luoghi più suggestivi della Toscana conserva così un’altra importante traccia del percorso artistico che da vent’anni unisce musica, scultura e natura. Il Teatro del Silenzio, inaugurato nel 2006 nel paese natale di Andrea Bocelli, ha sempre trasformato il proprio palcoscenico naturale in uno spazio espositivo a cielo aperto, dove ogni estate una grande opera dialoga con il paesaggio e con il pubblico.
Il ritorno di Igor Mitoraj per il ventesimo anniversario
Per celebrare il ventesimo anniversario del Teatro del Silenzio, il direttore artistico Alberto Bartalini aveva voluto riportare al centro della scena proprio Igor Mitoraj.
L’Atelier Mitoraj e la Galleria Contini avevano scelto il Tindaro Screpolato, una delle opere più iconiche dell’artista, caratterizzata dalle celebri fratture che attraversano il volto monumentale.
Le crepe, gli squarci e le aperture che definiscono la scultura raccontano il tempo, la memoria e la fragilità dell’essere umano, elementi centrali nella poetica di Mitoraj. Per mesi l’opera ha dominato le colline pisane, diventando una presenza silenziosa e potente nel paesaggio.
Una nuova collocazione sulla collina della “strada bianca del silenzio”
Con l’arrivo della ventunesima edizione del Teatro del Silenzio, il Tindaro Screpolato avrebbe dovuto lasciare spazio alla nuova installazione artistica. Invece è stata presa una decisione diversa: non riportarlo in Atelier, ma trovargli una nuova collocazione nelle immediate vicinanze.
La scelta è caduta su una collina che domina il teatro naturale, lungo quella che gli organizzatori hanno ribattezzato la “strada bianca del silenzio”. Qui la scultura continua a osservare il paesaggio, accogliendo i visitatori che percorrono il cammino verso il Teatro del Silenzio.
“Ora il Tindaro è diventato un portale”
«Il Tindaro Screpolato è perfettamente coerente con lo spirito del Teatro del Silenzio», spiega Luca Pizzi, direttore dell’Atelier Mitoraj. «Sarebbe stato un vero peccato staccarlo da quell’area, così abbiamo cercato un luogo che gli permettesse di rimanere a contatto con la terra screpolata del luogo. Abbiamo trovato nella collina sulla strada bianca del silenzio il punto perfetto per ricollocare l’opera».
Secondo Pizzi, la nuova posizione valorizza ancora di più il significato della scultura: «Ora è un vero e proprio portale, che permetterà il contatto fisico con la sua forza, ma anche con la fragilità delle sue crepe».
Un’opera da vivere, non solo da osservare
La volontà di mantenere il Tindaro Screpolato nel paesaggio di Lajatico rispecchia pienamente il pensiero di Igor Mitoraj, che ha sempre immaginato le proprie opere come elementi vivi dello spazio pubblico.
«Ogni volta che collochiamo una scultura in uno spazio aperto», conclude Pizzi, «lo facciamo tenendo conto della volontà del maestro: le opere non devono essere soltanto osservate, ma anche toccate e vissute. Oggi il Tindaro Screpolato diventa poesia, capace di ricordare la caducità della storia insieme alla forza e alla bellezza dell’uomo».
Con la sua nuova collocazione, il monumentale volto di Mitoraj continua così a custodire il panorama delle colline pisane, rafforzando quel dialogo tra arte contemporanea, natura e memoria che rappresenta l’essenza stessa del Teatro del Silenzio.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Teatro del Silenzio in Lajatico: Igor Mitoraj’s Cracked Tindaro finds a new home in the Tuscan hills
Igor Mitoraj’s Cracked Tindaro remains at the Teatro del Silenzio. The monumental sculpture, the star of the twentieth edition of the event conceived by Andrea Bocelli in Lajatico, has been relocated to a hill overlooking the natural amphitheater, along what has been dubbed the “white road of silence.” This choice allows the work to continue its dialogue with the Tuscan landscape, becoming a permanent witness to the beauty of the place.
One of Tuscany’s most evocative locations thus preserves another important trace of the artistic journey that has united music, sculpture, and nature for twenty years. The Teatro del Silenzio, inaugurated in 2006 in Andrea Bocelli’s birthplace, has always transformed its natural stage into an open-air exhibition space, where every summer a major opera dialogues with the landscape and the audience.
Igor Mitoraj Returns for the Twentieth Anniversary
To celebrate the twentieth anniversary of the Teatro del Silenzio, artistic director Alberto Bartalini wanted to bring Igor Mitoraj back to center stage. The Atelier Mitoraj and the Galleria Contini chose the Tindaro Screpolato, one of the artist’s most iconic works, characterized by the famous fractures that cross its monumental face.
The cracks, gashes, and openings that define the sculpture speak of time, memory, and the fragility of humankind, central elements in Mitoraj’s poetics. For months, the work dominated the Pisan hills, becoming a silent and powerful presence in the landscape.
A new location on the hill of the “white road of silence”
With the arrival of the twenty-first edition of the Teatro del Silenzio, the Tindaro Screpolato was supposed to make way for the new artistic installation. Instead, a different decision was made: not to return it to the Atelier, but to find a new home for it in the immediate vicinity.
The choice fell on a hill overlooking the natural theater, along what the organizers have dubbed the “white road of silence.” Here, the sculpture continues to observe the landscape, welcoming visitors as they make their way to the Theater of Silence.
“Now the Tindaro has become a portal.”
“The Tindaro Screpolato is perfectly consistent with the spirit of the Theater of Silence,” explains Luca Pizzi, director of the Mitoraj Atelier. “It would have been a real shame to remove it from that area, so we looked for a location that would allow it to remain in contact with the cracked earth. We found the hill on the white road of silence to be the perfect spot to relocate the work.”
According to Pizzi, the new location further enhances the sculpture’s significance: “Now it is a true portal, allowing physical contact with its strength, but also with the fragility of its cracks.”
A work to be experienced, not just observed
The desire to preserve the Tindaro Screpolato in the landscape of Lajatico fully reflects the thinking of Igor Mitoraj, who always imagined his works as living elements of public space.
“Every time we place a sculpture in an open space,” concludes Pizzi, “we do so with the master’s intention in mind: works should not only be observed, but also touched and experienced. Today, the Tindaro Screpolato becomes poetry, capable of recalling the transience of history along with the strength and beauty of humanity.”
With its new location, Mitoraj’s monumental face continues to guard the panorama of the Pisan hills, strengthening the dialogue between contemporary art, nature, and memory that represents the very essence of the Teatro del Silenzio.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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