Dopo quattro anni di lavori il Volto Santo torna a splendere nella Cattedrale di Lucca
Lucca ritrova il suo simbolo più amato. Dopo un lungo e complesso intervento di studio e restauro, il Volto Santo è stato ricollocato nel celebre tempietto marmoreo realizzato da Matteo Civitali all’interno della Cattedrale di San Martino.
A partire dal 19 giugno 2026 fedeli, cittadini e visitatori potranno nuovamente ammirare il monumentale crocifisso ligneo nel luogo che lo custodisce dal 1484.
Si conclude così uno dei più importanti cantieri di restauro degli ultimi decenni, che ha restituito all’opera non solo stabilità strutturale e sicurezza conservativa, ma anche un aspetto sorprendentemente vicino a quello originario, riportando alla luce colori, decorazioni e dettagli rimasti nascosti per secoli.
Un restauro che cambia la storia del Volto Santo
L’intervento è nato alla fine del 2021 su iniziativa dell’Ente Cattedrale di San Martino, che ha affidato all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze il compito di valutare lo stato di conservazione del crocifisso, autentico emblema religioso e identitario della città di Lucca.
I lavori, iniziati nel gennaio 2022 e conclusi nel settembre 2025, hanno coinvolto restauratori, storici dell’arte, archeologi, fisici, chimici e specialisti del legno in una ricerca multidisciplinare che ha prodotto risultati straordinari.
Tra le scoperte più rilevanti emerge la conferma della datazione altomedievale dell’opera: grazie alle analisi dendrologiche il legno della croce è stato datato intorno all’anno 860, confermando e precisando le precedenti indagini al radiocarbonio che già collocavano il Volto Santo nel IX secolo.
Il corpo dell’opera è stato ricavato da un unico tronco di noce. La testa affettante è stata ricavata dalle parti della radice dell’albero mentre i piedi sono la parte di troco che un tempo sosteneva le fronde. Le braccia, sempre in legno di noce, sono invece staccate dal corpo centrale e unite mediante tenone.
Ritrovati i colori originali: il Cristo torna a splendere
Uno degli aspetti più sorprendenti del restauro riguarda il recupero della policromia storica.
Per secoli il Volto Santo è apparso caratterizzato da tonalità molto scure, dovute a ridipinture, cere protettive e depositi accumulati nel tempo. Le indagini hanno invece rivelato che sotto questi strati si conservava una superficie pittorica di straordinaria qualità.
La pulitura ha riportato alla luce il raffinato incarnato del Cristo, visibile per gran parte della sua storia fino al XVII secolo, e la preziosa veste decorata con pigmenti di lapislazzuli, uno dei materiali più costosi utilizzati nell’arte medievale.
Sono inoltre riemerse le eleganti decorazioni dorate lungo il collo e le maniche, insieme a dettagli che restituiscono all’opera una presenza visiva intensa e monumentale.
La croce rivela una decorazione mai vista prima
Non meno straordinario è il risultato ottenuto sulla croce.
Le operazioni di restauro hanno consentito di recuperare tracce di antiche decorazioni nei toni del rosso e del blu, arricchite da motivi ornamentali e dettagli in foglia d’oro. È riemerso anche un prezioso Alfa e Omega dorato su fondo azzurro.
Questi elementi raccontano una storia complessa fatta di trasformazioni, ridipinture e rinnovamenti che si sono susseguiti nel corso dei secoli, offrendo oggi una lettura completamente nuova del monumento.
Lo spostamento più delicato: separare il Cristo dalla croce dopo oltre mille anni
Tra le operazioni più complesse del cantiere vi è stata la separazione del Cristo dalla croce, una scelta a lungo discussa e valutata dagli esperti.
L’intervento è stato eseguito senza alterare il sistema originale di fissaggio costituito da sei perni lignei antichi. Il distacco ha permesso di studiare approfonditamente la struttura interna, consolidare il legno e intervenire nelle zone che per secoli erano rimaste invisibili.
Contestualmente è stato progettato un innovativo sistema di sostegno metallico che distribuisce il peso dell’opera in modo più sicuro, riducendo le sollecitazioni sui perni originali.
Un sistema innovativo per la tradizionale vestizione del Volto Santo
La nuova struttura consentirà infatti di continuare la storica vestizione del Volto Santo durante le celebrazioni della Santa Croce, garantendo al tempo stesso una maggiore tutela dell’opera.
La ricollocazione nel tempietto del Civitali è stata studiata proprio per rendere più agevoli e sicure eventuali movimentazioni future, comprese quelle necessarie in caso di emergenza.
Gli occhi romani che restituiscono lo sguardo al Cristo
Tra i dettagli più affascinanti emersi durante il restauro vi sono gli occhi della scultura.
Le indagini hanno rivelato che sono stati realizzati rifondendo frammenti di vetro romano, probabilmente provenienti da antiche tessere musive anteriori al V secolo d.C. Grazie alle tecnologie 3D è stato possibile integrare una lacuna presente nell’occhio sinistro, restituendo allo sguardo del Cristo la sua originaria forza espressiva.

Il ritorno di un simbolo che appartiene a Lucca e al mondo
Le ricerche hanno permesso di approfondire la conoscenza di una delle più importanti sculture lignee medievali esistenti, svelandone materiali, tecniche costruttive e trasformazioni avvenute nel corso di oltre mille anni di storia.
Da domani il capolavoro tornerà finalmente ad accogliere fedeli e visitatori nel Tempietto del Civitali, cuore spirituale della Cattedrale di Lucca. Un ritorno atteso che restituisce alla città uno dei suoi tesori più preziosi e offre al pubblico l’opportunità di vedere il Volto Santo come probabilmente non appariva da oltre quattro secoli.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
After four years of work, the Holy Face returns to its former glory in Lucca Cathedral
Lucca rediscovers its most beloved symbol. After a long and complex study and restoration project, the Holy Face has been relocated to the famous marble temple created by Matteo Civitali inside the Cathedral of San Martino.
Starting June 19, 2026, worshippers, residents, and visitors will once again be able to admire the monumental wooden crucifix in the place where it has been housed since 1484.
This concludes one of the most important restoration projects of recent decades, which has not only restored the work’s structural stability and preservation, but also brought it back to its original appearance, bringing to light colors, decorations, and details that had been hidden for centuries.
A restoration that changes the history of the Holy Face
The project began at the end of 2021 at the initiative of the Cathedral of San Martino, which entrusted the Opificio delle Pietre Dure of Florence with the task of assessing the state of conservation of the crucifix, a true religious emblem and symbol of the city of Lucca’s identity.
The work, which began in January 2022 and concluded in September 2025, involved restorers, art historians, archaeologists, physicists, chemists, and wood specialists in a multidisciplinary research project that produced extraordinary results.
Among the most significant discoveries was the confirmation of the work’s early medieval date: thanks to dendrological analysis, the wood of the cross was dated around the year 860, confirming and clarifying previous radiocarbon studies that already placed the Holy Face in the 9th century.
The body of the work was carved from a single walnut trunk. The slicing head was carved from the root of the tree, while the feet are the trunk that once supported the branches. The arms, also made of walnut, were detached from the central body and joined with tenons.
Original colors rediscovered: Christ shines again
One of the most surprising aspects of the restoration is the recovery of the historical polychromy.
For centuries, the Holy Face appeared to be characterized by very dark tones, due to overpainting, protective waxes, and deposits accumulated over time. Investigations have revealed that beneath these layers, a painted surface of extraordinary quality was preserved.
The cleaning has brought to light Christ’s refined complexion, visible for much of its history until the 17th century, and the precious robe decorated with lapis lazuli pigments, one of the most expensive materials used in medieval art.
The elegant gold decorations along the collar and sleeves have also been rediscovered, along with details that give the work an intense and monumental visual presence.
The cross reveals a decoration never seen before
The result achieved on the cross is no less extraordinary.
Restoration work has uncovered traces of ancient decorations in shades of red and blue, enriched with ornamental motifs and gold leaf details. A precious golden Alpha and Omega on a blue background has also been uncovered.
These elements tell a complex story of transformations, repainting, and renovations that have occurred over the centuries, offering a completely new interpretation of the monument today.
The most delicate move: separating Christ from the cross after over a thousand years
Among the most complex operations on the construction site was the separation of Christ from the cross, a decision long discussed and evaluated by experts.
The intervention was carried out without altering the original fastening system, consisting of six ancient wooden pins. The removal allowed for a thorough study of the internal structure, strengthening the wood, and addressing areas that had remained invisible for centuries.
At the same time, an innovative metal support system was designed to distribute the weight of the work more securely, reducing stress on the original pins.
An innovative system for the traditional dressing of the Holy Face
The new structure will allow the historic dressing of the Holy Face to continue during the celebrations of the Holy Cross, while also ensuring greater protection for the work.
The relocation to the Civitali temple was specifically designed to facilitate and facilitate any future movements, including those necessary in the event of an emergency.
The Roman Eyes that Gaze Back at Christ
Among the most fascinating details revealed during the restoration are the sculpture’s eyes.
Investigations revealed that they were created by melting fragments of Roman glass, likely from ancient mosaic tiles dating back to before the 5th century AD. Thanks to 3D technology, it was possible to fill a gap in the left eye, restoring Christ’s gaze to its original expressive power.
The Return of a Symbol Belonging to Lucca and the World
Research has deepened our understanding of one of the most important medieval wooden sculptures in existence, revealing its materials, construction techniques, and transformations over the course of over a thousand years of history.
Starting tomorrow, the masterpiece will finally welcome the faithful and visitors back to the Tempietto del Civitali, the spiritual heart of Lucca Cathedral. This long-awaited return returns one of the city’s most precious treasures and offers the public the opportunity to see the Holy Face as it likely hasn’t appeared in over four centuries.
For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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